Donna Fortuna sorride a Mr Perfect al K-1 GP Final Tokyo 7 Dic--
Ernesto Hoost, olandese, lottando più volte sull'orlo
dell'eliminazione e con qualche colpo di fortuna vince il K-1 World
Grand Prix 2002 Final e diventa il primo negli sport da combattimento
ad avere 4titoli di Grand Champion.

Non è più tempo per una sardonica canzone di Bob Dylan:
"dicono che ho ucciso un uomo di nome Gray
e che ho portato sua moglie in Italia lei ha ereditato un milione
di dollarie quando è morta sono andati a meè inevitabile
che io sia fortunato"-Bob Dylan, "Idiot Wind," 1975
Certo, Hoost non ha ucciso un uomo di nome Gray, o nessun'altro per
quella ragione, ma il punto qui (nella canzone) è che la fortuna
di un uomo non dovrebbe essere automaticamente considerata come conseguenza
della sfortuna
di un altro uomo. Ed è così che, con tutto il dovuto
rispetto per i lottatori coinvolti e per il talento di Hoost, riportiamo
la serie delle circostanze paranaturali e atroci il cui risultato
è stato la vittoria di Hoost.
L'uomo detto dai fans Mr Perfect non doveva nemmeno essere al Tokyo
Dome quest'anno--ha perso le semifinali di Saitama il 5 Ottobre contro
l'americano Bob Sapp-- ma è stato ripescato dopo che il lottatore
olandese Semmy Schilt è stato
costretto a ritirarsi in seguito ad un incidente d'allenamento. Il
primo colpo di fortuna per Hoost.
Lo
scontro di apertura delle finali presentava una coppia di veterani
del K-1:Dapper Kiwi Ray Sefo e il tre volte campione Peter Aerts dall'Olanda.
Come Hoost, Aerts ha partecipato ad ogni finale fin dall'inaugurazione
del
K-1 nel 93,e sia lui che Sefo sono selvaggiamente popolari in Giappone.
Sefo faceva sua la folla con la parttenza più aggressiva, e
suscitava un sussulto di approvazione quando nel secondo round calava
la guardia e
irrideva Aerts. Alla metà del secondo, Sefo sembrava stordire
il suo avversario con una rapida serie di
pugni alla corta distanza, ma Aerts era in grado di recuperare dopo
un colpo fortuito e
lanciare qualche efficace combinazione di incontro di calci e pugni.
Sefo facevaripetutamente il morto alla fine del secondo e durante
il terzo round sia tirandosi indietro che andando avanti ma restando
immobile in modo disorientante per
poi esplodere improvvisamente con rapidi attacchi, in prevalenza combinazioni
di pugni.
Aerts, dalla sua, metteva nel mix più calci bassi, e sfruttava
l' altezza per lanciare anche calci alti. Il match risultava equilibrato
con una decisione inusuale: il primo giudice aggiudicava il match
ad Aerts per un punto, il secondo a
Sefo per due, la folla tratteneva il respiro, poi il cartellino del
terzo giudice
metteva Sefo avanti di un punto chiudendo il discorso. Questa era
la seconda volta consecutiva che Aerts veniva buttato fuori
dalle finali al primo incontro (perse con Francisco Filho nel 2001),
evidente la frustrazione sul volto del Dutch Lumberjack mentre lasciava
il ring.

Venuto dal nulla l'Americano Bob "The Beast"(la bestia)
Sapp, che ha cominciato a combattere nel K1 meno di un fa, ha già
sconfitto due dei lottatori più forti di questo sport come
Cyril Abidi e Hoost C'è grande disaccordo su di Sapp frai fans
del K1:
semplicemente o lo amano o lo odiano. una cosa è sicura, negli
ultimi sei mesi Bob Sapp è stato di gran lunga il
più discusso,più scherzato, più evidenziato di
tutti i lottatori del K1. Ci sono portachiavi, pupazzetti e magliette;
incalcolabili storie da copertina e divertenti apparizioni televisive;
c'è pure uno snack con la sua figura cartoon sulla confezione:
"The Beast Apple Crunch" ( il crunch del pomo della bestia).
Agli uomini si blocca il respiro, le ragazze ridacchiano alla sua
vista. Per i Giapponesi Sapp è letteralmente più grosso
della vita. Ma a giudicare da alcuni messaggi sui siti dei tifosi,
molti di loro
considerano il suo approccio "muscoli più che tecnica"
come un affronto alle raffinate abilità che gli altri atleti
portano sul ring. ( andando a ritroso un parallelo si potrebbe fare
con la reazione notata frai i puristi giapponesi al successo nel sumo
del gigantesco Samoan Konishiki-- casualmente in prima fila sotto
il ring in questa serata). Ma vale la pena ricordare che il K1è
sport da combattimento che comprende una vasta gamma di stili e a
difesa delle legioni di tifosi giapponesi, molti sono semplicemente
curiosi di vedere chi dei più affermati lottatori del K1 troverà
il modo di sconfiggerlo. E questo spiega perchè la folla del
Tokyo Dome si è ravvivata quando Hoost lo ha preso con un sinistro
al corpo e lo ha atterrato alla prima ripresa.
In seguito al loro scontro di Saitama, Hoost sembrava assaporar l'opportunità
della rivincita.
Hoost iniziava tempestando la gamba d'appoggio di Sapp con dei duri
low kicks, e con la già limitata mobilità del bestione
ormai compromessa, attaccava poi con i pugni. Aveva subito trovato
il tallone d' Achille di Sapp (situato da
qualche parte fra i reni e l'ombelico-- un'area delle dimensioni di
una pizza extra-large)
per quindi ottenere l'atterramento tanto apprezzato dalla folla. Un
floscio,
lento, dolorante Sapp aveva la fortuna di concludere il round. Ma
inspiegabilmente Hoost ripeteva lo stesso errore di Saitama. Sapp
appariva in qualche modo rivitalizzato nel secondo e alla campana
partiva con il suo attacco uno ed unico con passo fluttuante. Invece
di colpire con i calci Hoost rispondeva coi pugni, come fece in Saitama,
e Sapp poteva così picchiare forte proprio come fece a Saitama.
Sapp guadagnava un atterramento - più un decollo dato che il
gancio destro lanciò Hoost in aria. Proprio
come in Saitama, Hoost non poteva ricomporsi completamente, e Sapp
lo boxava stretto
all'angolo, così coi pugni che andavano--sinistro,destro,sinistro,destro--
e con un
Hoost stordito che non si difendeva, l'arbitro si intrometteva a fermarel'incontro--
propriocome in Saitama.
Se non fosse stato per l'intervento di Donna Fortuna ( ci arriveremo),
questa sarebbe stata la conclusione per Hoost.
Il
terzo incontro presentava il tedesco Stefan Leko, che alle finali
dell'anno scorso aveva steso Hoost nel loro primo combattimento, e
a difesa del titolo di Grand Champion Mark Hunt della Nuova Zelanda.
Leko ha avuto un anno
eccezionale e in assenza diMirko CroCop è diventato il beniamino
di Germania e Balcani (Leko è cresciuto in Croazia la quale
ha inviato un'equipetelevisiva per trasmettere la finale).Hunt, che
è sorprendetemente veloce considerando la su forma rotonda
(anche
se a dire la verità ha buttato giù un po' di peso),
prendeva l'iniziativa con calci bassi e serrate conbinazioni di pugno.
Ma Leko rispondeva bene d'incontro.Nel secondo round, Hunt tentatava
di mettere a segno uno smorto high kick
alla testa, che Leko bloccava. Il round progrediva comunque (i cartellinidei
giudici lo dicono) con Hunt che attaccava per chiudere il suo avversario
e Leko che capitalizzava sulla sua guardia aperta per lanciare ottime
contromosse. Poi
però Hunt, come è solito fare trovava l'occasione che
aspettava e piazzava un forte diretto destro al naso
di Leko ottenendo un decisivo atterramento. Leko si rialzava, inciampava
verso l'angolo, e quindi collassava sul tappeto, e a questo punto
l' arbitro fermava il match. In seguito i dottori avrebbero aggiunto
il naso rotto di Leko alla lunga lista di infortuni della serata.
L'irruento
picchiatore francese Jerome LeBanner è una testa di serie del
K1 che ha avuto la sua parte di colpi di sfortuna al Tokyo Dome. L'anno
scorso aveva perso al primo incontro con Hunt, e nel 2000 era stato
investito da un'automobile alcune settimane prima delle finali. Molti
esperti definivano LeBanner come l'uomo che sarebbe arrivato alla
fine , liquidando il primo match con il
Grand Champion del Giappone Musashi come una mera formalità.
Ma qualcuno si era scordato di dirlo a Musashi, dato che il lottatore
del Seidokaikan ha mostrato molto fegato in questo ultimo incontro
del primo turno. Qualche calcio ben assestato e il naso di Le Banner
colava già sangue dopo soli dueminuti dall'inizio. Aihme, pero
i sogni di atterramento svanivano subito nel primo round quando Le
Banner prendeva il controllo, guadagnando un atterramento di pugno.
Nel secondo Le Banner teneva alta la pressione, e quando rendeva prevedibile
il secondo atterramento l'angolo di Musashi gettava la spugna.
Nella
pausa prima delle semifinali, l'arbitro in capo Tobuaki Kakuda saliva
sul ring per riferire un annuncio: un grosso pesto si era prodotto
sul polso e sulla mano destra di Sapp, denotando una frattura. Come
da regolamento l' avversario sconfitto da Sapp veniva controllato
e autorizzato dai medici e risuscitato. Il secondo colpo di fortuna
metteva Hoost contro Sefo nella prima semifinale. E ancora nel primo
round dell'incontro Hoost aveva un'altro colpo di fortuna. Quello
che sembrava un low kick di routine da parte di Sefo colpiva il ginocchio
di Hoost in maniera del tutto anomala e Sefo collassava al tappeto
dolorante, incapace di alzarsi, e questo era tutto per lui. Sefo doveva
farsi aiutare dal secondo per uscire dal ring dopo lo strano incidente
e veniva accudito dai dottori per ciò che poi veniva sospettato
essere un legamento rotto all'anca destra.
La
seconda delle semifinali è stata uno dei migliori match della
serata. Hunt e Le Banner arrivavano con passo sostenuto, il primo
round una vera festa di botte della serie le dai e le prendi. Hunt
lavorava stretto coi montanti mentre Le Banner, con la sua guardia
mancina iniziava tirando low kicks sulla gamba sinistra di Hunt. I
calci si dimostravano efficaci, e nel secondo si
concretizzavano in un atterramento in favore di Le banner. Sebbene
Le Banner stava chiaramente dominando dalla metà del secondo,
non riusciva a finirlo. Non coi calci bassi non con gli alti, e non
coi pugni,anche se Le Banner ne tirava parecchi. Il fatto è
che Hunt non puoi mai darlo per vinto, è troppo difficile buttarlo
giù ( è noto che si vanti di aver subito un solo
ko: da parte di un autocarro su di una strada di Auckland). Più
volte nel secondo e
nel terzo l'apparente esausto Hunt attaccava coi pugni, scuotendo
Le Banner con alcuni semplicemente mancandolo con altri. Poi proprio
quando la campanella segnalava gli ultimi dieci secondi di gara, Hunt
salvava l'orgoglio con un
atterramento grazie ad un solido destro al mento di Le Banner. Questo
però si dimostrava troppo poco e troppo tardi dato che i giudici
assegnavano il match a Le Banner con chiara decisione.
Era stato comunque uno sforzo duro e per entrambe i lottatori, e sembrava
che Le Banner che aveva gareggiato nella seconda semifinale

,
fosse più affaticatodell'altro finalista. Ma non lo era. Quando
LeBanner e Hoost salivano sul ring per la danza da 400'000 dollari,
Hoost appariva più lento. I due veterani scambiavano più
che altro di bracci, Le Banner sembrava avere la meglio. Un buon sinistro
di Le
Banner faceva perdere l'equilibrio a Hoost e questo avrebbe potuto
essere un atterramento se non fosse caduto sulle corde, che gli permettevano
di recuperare. Si riapriva un taglio, rimediato nella sfida con Sapp,
sopra l'occhio sinistro di Hoost che veniva esaminato da un medico
e autorizzato a procedere. Ma Hoost sembrava in palla, inconsuetamente
a vuoto coi calci e scoperto di fornte agli attacchi. Le Banner stava
a guardia bassa, chiusa, e i due lottatori risultavano smorti anche
nei cartellini dei giudici alla fine del round.
Poi ancora fortuna per Hoost. Un calcio prendeva Le Banner sul gomito
e il fancese si dimenava per il dolore. Dopo un conteggio LeBanner
si ritornava a gareggiare ma dopo la prima botta di nuovo tornava
a dimenarsi
con un'altro conteggio. Ancora ritornava ma ancora alla prima botta
un conteggiolo costringeva a ritirarsi. Da regolamento del K1, un
concorrente che subisce tre conteggi in un solo round in un incontro
delle finali viene considerato sconfitto per ko e questo era ciò
che era accaduto. Le Banne veniva preso in consegna dai medici per
una ritenuta frattura al braccio sinistro.
Diceva
uno stremato ma felice Hoost nel cerchio del vincitore: " Sono
stato fortunato ad essere alle finali, e sono stato fortunato di nuovo
quando Bob
non ha potuto continuare. Ero molto stanco ed è stata dura
ma penso di aver mostrato lo spirito del K1 di non mollare mai."
Hoost diceva che il sogno di essere il primo quattro volte campione
di sempre lo aveva fatto andare avanti, e, niente di strano, che il
suo match più duro era stato con Sapp, che, tecnicamente, era
stato l'unico lottatore imbattuto del torneo. Per quelli della sponda
"odio Sapp" Hoost aveva questo da dire:" Da un lato
penso che forse Bob debba cambiare il suo approccio, ma rispetto ogni
lottatore che
arriva alle finali del K1 e Bob lo ha fatto." Nel rapido e tecnico
sottoclou, lo svedese Martin Holm la scampava ai
punti sul canadese Michael McDonald. Le finali attiravano una folla
record di 74'000 persone al Tokyo Dome e
veniva trasmessa in diretta nazionalee dalla Fuji Television network
Congratulazioni ad Ernesto Hoost, che pianifica di spendere il premio
in denaro per costruire un futuro migliore per i suoi due figli e
promette di tornare l'anno prossimoper vedere se riesce a diventare
il primo cinque volte Grand Prix Champion del K1.