Le diverse distanze nella difesa personale. By Marco.Galzenati

In primo luogo qui si intende come difesa personale un metodo di difesa che sia al contempo il più possibile efficace,- rimanendo accessibile non solo a ragazzi tra i 18 e i 30 anni e nel massimo della potenza fisica -, e dia i suoi frutti dopo un periodo breve di pratica, diciamo intorno ad un anno.Per quanto riguarda la difesa personale in relazione a combattenti esperti ed agonisti chiaramente il discorso potrebbe cambiare.In genere vi sono due teorie differenti per quanto riguarda la difesa personale. La prima sostiene che è assolutamente meglio rimanere in piedi e colpire mantenendo la distanza senza finire al suolo. La seconda invece che è meglio accorciare la distanza, portando così probabilmente il combattimento al suolo. Analizziamo brevemente quelliche sono a mio avviso ipunti a favore e a sfavore di ciascuna teoria:

Vantaggi del combattimento a distanza:

1) possibilità di controllare la situazione e di mantenere la propria mobilità per schivare ed eventualmente per sottrarsi al pericolo fuggendo

2) possibilità di affrontare più avversari contemporaneamente.

Svantaggi del combattimento a distanza:

1) Possibilità di incontrare un avversario più pesante e potente di noi , che dunque colpisca, anche se con meno tecnica, più forte ;

2) possibilità di incontrare un avversario che incassi meglio di noi i colpi, con una soglia di resistenza al dolore più elevata, vuoi per propria natura, vuoi perché sotto effetto di sostanze stimolanti o alcoliche ;

3) assoluta impossibilità di controllare l’avversario senza provocargli danni. (problematica situazione in caso di interventi incruenti, per esempio del personale di Security) ;

4) necessità di effettuare simulazioni di combattimento in allenamento, che per quanto si avvalgano di protezioni, rimangono abbastanza proibitive e demotivanti per i più, (a causa dei colpi che inevitabilmente si incassano, se si vuole mantenere un buon grado di realismo).

Vantaggi del combattimento corpo a corpo:

1) possibilità di controllare un avversario più pesante e potente di noi ma tecnicamente non preparato (situazione molto frequente) ;

2) possibilità di effettuare degli attacchi invalidanti di disarticolazione attraverso l’uso delle leve articolari ( leggi: “che rendono impossibile l’uso di quella articolazione nell’eventuale proseguimento del combattimento”) ;

3) possibilità di colpire il nostro avversario da una posizione in cui a lui risulta impossibile colpire noi ;

4) possibilità di provocare lo svenimento del nostro avversario attraverso strangolamento, senza provocare alcun tipo di danno, (nel caso di persone in stato alterato di coscienza, pericolose per sé e per gli altri) o in caso estremo di uccidere l’avversario non fermando lo strangolamento dopo lo svenimento (nel caso per esempio di dover impedire un dirottamento aereo che minacci di colpire un centro abitato : )

Svantaggi del combattimento corpo a corpo:

1) assoluta impossibilità di controllare quel che succede intorno a noi ;

2) estrema difficoltà ad ingaggiare il combattimento con più di un avversario alla volta.

Considerazioni personali:

Premetto che personalmente, ritengo che il bilancio finale propenda più a favore dei sostenitori del corpo a corpo .

Le mie considerazioni sui punti a sfavore del corpo a corpo:

Il lato più negativo del corpo a corpo è l’impossibilità di controllare la situazione attorno a noi; per esempio: sopraggiunge una terza persona, che al momento dell’ingaggio del combattimento, non era presente, armata di crick e molto arrabbiata (ohibò pessima situazione se ci troviamo avvinghiati ad un avversario); per migliorare questo punto dolente si potrebbe pensare di usare posizioni tipo montata –crociata (cento-chili), che consentono un buon controllo dell’avversario, dell’ambiente circostante e di poter effettuare molti ottimi attacchi, mantenendo nel contempo un ottima mobilità (e dunque attiva eventualmente la mai obsoleta opzione fuga).

Per quanto riguarda il combattimento contro più avversari, la domanda che sorge in me è: “chi sono questi avversari? “

1) Usiamo come metro di paragone noi stessi (parafrasando un vecchio articolo di Rorion Gracie), credo che tutti siano d’accordo, non sarebbe possibile vincere contro due copie di noi medesimi, dunque i “molti avversari” dovrebbero essere inferiori a noi, vuoi fisicamente, tecnicamente ecc…..

2) Dovendo mantenere il combattimento sulla distanza lunga si applicherebbero tutti gli argomenti sfavorevoli al combattimento a distanza moltiplicati per il numero degli eventuali avversari.

3) E’ assolutamente impensabile il combattimento contro più avversari (che valga al pena di definire avversari), se non si è ad un ottimo livello di preparazione, quale può essere quello di un atleta agonista, con relativo innalzamento della soglia del dolore.

4) In questo caso non stiamo parlando di una persona “normale” che pratica difesa personale, ma di un atleta agonista e probabilmente nel pieno della forma fisica, caso che esula dall’argomento qui trattato.

5) Devo però ora spezzare una lancia in favore del combattimento contro più avversari: “meglio combattere con un gruppo di liceali che hanno marinato le lezioni, che con un singolo Mike Tyson in libera uscita”.

il sito di riferimento è
www.professionalfighting.com

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