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Anno
1940:
Il
27 Novembre nasce all'ospedale di Chinatown di San Francisco Bruce Lee.
Suo padre era un cinese di nome Lee Ho Chun, famoso attore dell'opera
cantonese. Sua madre era un'americana di nome Grace. Bruce fu il quarto
di cinque fratelli e in realtà il suo vero nome era Lee Yun Fan.
Fu un'infermiera del reparto di maternità dell'ospedale in cui
nacque che scrisse sul certificato di nascita un nome americano: Bruce
Lee. E poiché nacque nellanno cinese del drago e nellora
del drago, molti anni dopo, quando ormai era un noto attore, assunse
lo pseudonimo Lee Siu Loong, ossia: Lee il Piccolo Drago.
Anno
1941:
La
famiglia Lee, dopo pochi mesi dalla nascita di Bruce, si trasferisce
a Hong Kong, il loro paese d'origine.
Anni
1946-53:
In questi anni Bruce frequenta la scuola elementare San Francesco Saverio
e la scuola media Collegio Salle ad Hong Kong
Durante questo periodo, sin da da quando aveva soltanto tre mesi di
vita, è scritturato per parecchi film, in cui, in principio fa
la comparsa per poi interpretare spesso il ruolo di un monello di strada
ed in cui inizia a mettere in luce il suo non comune talento dattore.
Anni
1954-59:
Bruce frequenta le scuole superiori e contemporaneamente
studia intensamente il Kung Fu, stile Wing Chun, sotto la guida del
famoso maestro Yip Man. Ecco che in questi anni Bruce capisce quel è
la sua vera vocazione, ossia le arti marziali.
Sin dall'inizio sembra molto interessato alle lezioni e cominciava ad
imparare, ed imparava in fretta! Nel 1958 Bruce vince il campionato
di Hong Kong di Cha Cha Cha!
Anno
1959:
Il 1959 fu l'anno della svolta di Bruce. Nel mese daprile,
un po' stimolo da suo padre, un po' spinto dal suo eterno sogno, quello
di andare in America, Bruce ritorna a San Francisco con moltissimi progetti,
fra qui quello di sfondare del cinema. Aveva 100 dollari in tasca. Appena
giunto in America cominciò a guadagnarsi da vivere dando lezioni
di ballo, forte del suo titolo di campione di Cha Cha Cha. Alcuni mesi
dopo si trasferisce a Seattle dove lavora come cameriere in un ristorante
e contemporaneamente completa i suoi studi liceali iscrivendosi allEdison
Technical School. Casualmente alcuni ragazzi del college chiedono a
Bruce di insegnarli il Kung Fu. Lui fu molto entusiasta di ciò
e così cominciò ad insegnare le arti marziali dapprima
in un garage con i suoi amici, poi aprì una palestra in una cantina
del quartiere cinese di Seattle.
Anni
1960-63:
Anche in questi anni Bruce continua l'insegnamento del
Kung Fu e allo stesso tempo cerca di migliorare se stesso. Un giorno
una ragazza di nome Linda Emery comincia a prendere lezioni da Bruce,
la stessa Linda che diventerà sua moglie. Poi poco dopo siscrive
alla Washington University di Seattle e nel 1963 si laurea in filosofia.
Sempre nel 1963 è pubblicato il suo primo libro:" Chinese
Gung-Fu - The philosophical art of self-defense " (Kung-Fu cinese,
arte filosofica dauto difesa).
Anno
1964:
Bruce sposa Linda Emery dalla quale avrà due figli:
Brandon e Shannon. Si trasferisce ad Oakland in California.
In quellavvincente ambiente, nuovo per lui, comincia lo studio
dei principi fondamentali daltri stili di Kung Fu e di varie arti
marziali e sport da combattimento sia orientali che occidentali, come
per esempio le tecniche di piede dello Shaolin della Cina del nord,
i bastoni filippini, le tecniche di base del Judo, del Karatè,
della Lotta Libera, del pugilato ecc...
Nel mese di agosto, invitato da un suo amico, Ed Parker, si esibisce
in una dimostrazione all" International Karate Championship
" di Long Beach, alla quale assistono molte personalità
di Hollywood.
Anni
1964-66:
Bruce continua sempre con maggior impegno e costanza
l'approfondimento di varie arti marziali, tanto da fondare un suo proprio
metodo, il quale raccoglieva un po' tutti gli stili e le metodologie
di combattimento di qualsiasi sport di autodifesa. Chiama questo suo
metodo o stile Jeet Kune do, ossia " La via per intercettare il
pugno ". Facendo ciò Bruce non voleva assolutamente indicare
un nuovo stile di combattimento, ma solamente un idea. L'idea cioè
di non farsi limitare da un solo stile, ma di studiare a fondo varie
arti marziali, come ha fatto lui ed essere aperti a tutto ciò
che è realmente efficace. Ecco nel 1966 l'inizio della sua famosa
carriera di attore.Firma un contratto con la 20th Century Fox per una
serie di telefilm in cui recita il ruolo di un cinese di nome Kato la
serie si chiamava " The Green Hornet ", " Il Calabrone
Verde ". Con questi film Bruce si fa notare in tutti gli Stati
Uniti, cominciando a raccogliere fans sia negli Stati Uniti che ad Hong
Kong. Assistito dal suo amico Dan Inosanto, nonché suo ex allievo,
apre una palestra a Los Angeles. Molti famosi attori, fra cui Steve
McQueen, James Coburn e tanti altri, divenentarono suoi allievi.Intanto
continua lo studio delle arti marziali e raccoglie le sue idee in vari
quaderni di appunti che verranno pubblicati postumi con il titolo "
The Tao of Jeet Kune Do ", " Il Tao del Jeet Kune Do ".
Anno
1971:
Mentre tornava ad Hong Kong per la morte del padre, Bruce
viene trattenuto e scritturato come attore protagonista in " The
Big Boss ", " Il furore della Cina colpisce ancora ",
e in " The Fist of Fury ", " Dalla Cina con Furore ",
i suoi primi due film di grande successo.
Anni
1972-73:
Nel 1972 Bruce fonda insieme a Raymond Chow la società
Concord Production, per la quale scrive, produce e dirige il suo terzo
film: " The Way of The Dragon ", uscito in Italia con il titolo:
" L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente ", nel quale
ovviamente interpreta anche il ruolo principale. Subito dopo inizia
a girare " The game of Death ", film rimasto incompiuto causa
la sua morte, uscito qualche anno dopo in Italia con il titolo "
L'ultimo combattimento di Chen ". E nel mentre gira anche il suo
primo film americano, quello che l'avrebbe consacrato definitivamente
in tutto il Mondo, intitolato " Enter the Dragon ", "
I tre dell'Operazione Drago ", una coproduzione fra Warner Bros
e Concord Production.
Il 20 Luglio 1973 Bruce muore improvvisamente ad Hong Kong. Il responso
ufficiale del medico fu reazione allergica causata da un medicinale,
l'Equigesic, che Bruce usava per combattere frequenti emicranie. Al
suo funerale ad Hong Kong parteciparono oltre ventimila persone. Il
funerale in America fu molto più riservato, al quale parteciparono
soltanto circa 200 persone, fra le quali gli amici e i suoi allievi,
fra cui appunto James Coburn e Steve McQueen, i quali lo portarono in
spalla fino al cimitero di Seattle, poco lontano dall'università.
Ecco che comincia il mito di Bruce Lee il Piccolo Drago.
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Il Jeet
Kune Do
Per capire il Jeet Kune Do, è
necessario liberarsi di tutti gli ideali, regole e stili. Occorre gettare
via persino il concetto di che cosa possa essere o non essere ideale
nel Jeet Kune Do. Si deve semplicemente osservare le situazioni, senza
dare loro un nome. Dargli un nome significa averne paura. L 'arte del
Jeet Kune Do è semplificare, ridurre ogni cosa all' essenziale.
Il Jeet Kune Do evita tutto ciò che è inutile o superficiale,
penetra nel complesso, arriva al cuore dei problemi e ne elabora i fattori
risolutivi. Il Jeet Kune Do agisce per linee dirette e immediate, che
puntano direttamente all'obiettivo. La semplicità è la
via piu breve per giungere al risultato. Il Jeet Kune Do evita le forme
codificate, cosicché esso può assumere qualsiasi forma,
e non avendo alcuno stile può colpire con ogni stile. In conseguenza
di tutto ciò, il Jeet Kune Do fa uso di qualsiasi mezzo o via,
ma non è legato ad alcuno, e utilizza qualsiasi tecnica che possa
condurlo a reaiizzare il proprio fine. Accostatevi al Jeet Kune Do con
l'idea di dominare la volontà. Dimenticate tutto sull'idea di
vincere o perdere, sull'idea di orgoglio o di dolore. Se il vostro avversario
vi sfiora appena con i suoi colpi, voi affondate i vostri nella sua
carne; se vi colpisce, rompetegli le ossa; se vi frattura le ossa, toglietegli
la vita. Non cercate solo di vernirne fuori senza subire colpi, ma puntate
la vostra vita contro la sua. Il grande errore è quello di voler
prevedere il risultato del combattimento: non devi pensare se esso può
finire con una vittoria o una sconfitta. Lascia che il combattimento
abbia il suo svolgimento naturale, e la tua arma colpirà al momento
giusto. Il Jeet Kune Do insegna a non guardarsi indietro una volta che
si sia iniziato. Esso fa vedere la vita e la morte con la stessa indifferenza.
Il Jeet Kune Do è illuminazione. E' un sistema di vita, un movimento
verso il potere e il controllo di se, nella luce dell'intuizione. Le
vostre armi naturali hanno un doppio scopo:
1. Distruggere I'avversario che vi sta di fronte, annientando ciò
che ostacola per voi la via della pace, della giustizia, dell'umanità.
2. Distruggere tutto ciò che possa infastidire la vostra mente.
Non fare del male a nessuno, ma superare la vostra avidità, ira
e follia. Il Jeet Kune Do è rivolto prima di tutto verso e contro
se stessi. Pugni e calci sono le armi per uccidere l'ego. Esse rappresentano
la forza della chiarezza intuitiva che, a differenza dall'intelletto
o dall'ego complicato, non si divide, bloccando la propria libertà.
L 'assenza di tecniche sostanzialmente non standardizzate significa
essere liberi e completi.
L'allenamento rappresenta il condizionamento
fisiologico e psicologico di un individuo che si prepara ad una azione.
Esso implica disciplina della mente e forza e resistenza del corpo;
richiede abilità e destrezza. Tutti questi elementi debbono agire
contemporaneamente e lavorare armoniosamente. Esercizi quotidiani:
- Camminate ogni volta che potete; ad esempio, fermate la macchina a
una certa distanza dal punto al quale siete diretti. - Evitate di usare
l'ascensore; salite e scendete le scale a piedi.
- Esercitate la vostra prontezza immaginando un avversario che vi attacca
(mentre siete in piedi, seduti o sdraiati) e immaginate di contrattaccare
prontamente con vari movimenti. I movimenti piu semplici e diretti sono
i migliori. - Esercitate il vostro equilibrio, stando su un solo piede
allorché vi vestite o calzate le scarpe, o comunque stando su
un
solo piede ogni volta che vi è possibile.
Il riscaldamento è un procedimento
che provoca dei cambiamenti fisiologici acuti che preparano I'organismo
ad una prestazione o ad uno sforzo straordinario. Perche il riscaldamento
dia il massimo beneficio, gli esercizi debbono imitare molto da vicino
i movimenti che si eseguiranno nel corso della prestazione fisica. La
durata del riscaldamento dipende dal tipo di impegno da affrontare:
inizia con movimenti lenti e leggeri per aumentare poi di intensità.
Un atleta piu avanti negli anni ha bisogno di un riscaldamento più
lento e prolungato.
Una corretta posizione di guardia è
l'espressione di una " organizzazione " interiore del corpo
quale può essere raggiunta solo
dopo una lunga preparazione ed una pratica ben disciplinata. La posizione
di guardia è quella posizione piu adatta e favorevole alla esecuzione
automatica di tutte le possibili tecniche di attacco, difesa e contrattacco.
Essa permette un completo rilassamento, ma, al tempo stesso, dà
ai muscoli il tono più adatto per una pronta reazione.
La posizione di guardia agisce in tre modi:
1. Assicura al corpo e a tutte le membra una posizione favorevole al
successivo movimento, pressoché automatico.
2. Permette di mostrare un atteggiamento impassibile, come quella del
" giocatore di poker ", che non lascia prevedere
quale potrà essere la sua mossa successiva.
3. Pone il corpo in quella particolare tensione, o grado di tono, che
favorisce reazioni rapide e di grande coordinazione.
La posizione di guardia è soprattutto un " atteggiamento
spirituale ".
Le principali ed essenziali qualità
del praticante di Jeet Kune Do sono le seguenti :
Coordinazione
La coordinazione è la caratteristica
piu importante per la pratica di qualsiasi attività sportiva.
Prima di qualsiasi movimento deve esserci un cambio di tensione muscolare
nelle articolazioni in cui il movimento sta per essere eseguito, l 'efficacia
di questo lavoro determina la velocità, la durata, la forza,
l'agilità e la precisione in qualsiasi attività sportiva.
La caratteristica preminente dell'atleta esperto è " la
facilità nei movimenti " anche nel massimo sforzo. I muscoli
non hanno la capacità di muoversi da soli, ma la loro abililà
dipende esclusivamente dalla guida del sistema nervoso. Movimenti ben
eseguiti significano che il sistema nervoso è stato allenato
al punto di reagire in qualche frazione di secondo.
Precisione
La precisione di movimento significa
cura, e generalmente esprime esattezza nella proiezione della forza.
La precisione deriva dal controllo dei movimenti del corpo e può
essere raggiunta soltanto con molti esercizi ed allenamenti. Uno specchio
è di grande aiuto nel migliorare la propria precisione, consentendo
un costante controllo della posizione del corpo, delle mani, e dei movimenti
tecnici.
Potenza
Il corpo dell'atleta che esegue le tecniche
deve essere dotato di energia sufficiente per mantenere l'equilibrio
nello svolgimento dell'azione. Un atleta potente non è un atleta
forte, ma un atleta che può produrre e utilizzare la propria
energia rapidamente. Una maggiore velocità nell'azione determina
una maggiore potenza nei colpi. Così, un uomo piccolo che colpisce
velocemente ha maggiore potenza di un altro di maggior peso che agisca
lentamente.
Resistenza
La resistenza viene sviluppata mediante
un esercizio duro e continuo, che arriva a produrre quasi un temporaneo
esaurimento delle energie. La miglior forma di esercizio per la resistenza
è quello di ripetere il movimento reale. La corsa e il combattimento
allo specchio completano gli esercizi di resistenza, ma vanno eseguiti
spezzando e cambiando continuamente i ritmi. La resistenza si perde
rapidamente se si interrompe la pratica dell'attività.
Equilibrio
L'equilibrio è il fattore piu
determinante nella posizione o nella tecnica di combattimento. Se manca
l'equilibrio nessuna tecnica può essere efficace. L'equilibrio
si raggiunge soltanto mediante un corretto allineamento del corpo. I
piedi, le gambe, il tronco, la testa sono tutti importanti nel creare
e mantenere una posizione d'equilibrio. Essi sono tutti veicoli della
forza del corpo. I piedi non devono stare ne troppo distanti, ne troppo
vicini tra loro: nel primo caso ne perde la velocità di movimento,
nel secondo viene a mancare una base di partenza per i movimenti. Il
segreto consiste nel tenere sempre i piedi direttamente sotto la verticale
del corpo, con il peso equamente distribuito su di essì. La gamba
d'appoggio è leggermente tesa, ma il ginocchio è libero,
non è bloccato. Questa posizione permette rilassamento, velocità,
equilibrio e facilità di movimento, nonché il vantaggio
di poter usare una grandissima energia. Lasciate sempre lo spazio di
un passo normale tra un piede e I'altro, in modo che il peso sia tra
essi egualmente distribuito, e non gravi su un solo punto.
Percezione del proprio corpo
Questa percezione consente un'armoniosa
interrelazione tra corpo e spirito quali entità inseparabili.
A seconda che si sia in atteggiamento di attacco o di difesa, la percezione
fisica e mentale deve di volta in volta adattarsi alla situazione, allo
scopo di sfruttare al meglio e al massimo grado tutte le opportunità.
Buona forma fisica
Una buona forma è il modo piu
efficiente per raggiungere il risultato con il minimo di movimento e
di dispendio energetico. A tal fine, è necessario eliminare tutti
i movimenti non necessari e tutte le contrazioni muscofari che comportano
un affaticamento senza essere di utilità al raggiungimento dello
scopo. Per poter conseguire una grande destrezza neuromuscolare, occorre
innanzitutto acquistare la sensazione di rilassamento, Quindi, esercitarsi
finché questa sensazione possa essere ripetuta a volontà.
Infine, riprodurre volontariamente tale sensazione in situazioni di
tensione crescente.
Velocità
Tipi di velocità:
1. Velocità di percezione. velocità
dell'occhio nel percepire le iniziative dell'avversario, impedendogli
di attuarle o rallentandole.
2. Velocità mentale. Rapidità
nella scelta del movimento o della tecnica piu adatta per vanificare
o contrastare l'attacco dell'avversario.
3. Velocità di partenza. La partenza
più irrazionale ed economica da una corretta posizione di partenza
e con il corretto atteggiamento mentale.
4. Velocità di esecuzione. Rapidità
di movimento per porre in atto l'azione scelta. Comporta velocità
di contrazione muscolare.
5. Velocità di cambiamento. Velocità
nel cambiare direzione al movimento. Comporta il controllo dell'equilibrio
e dell'inerzia. La velocità viene sviluppata mediante:
1. Mobilità;
2. Molleggio, elasticità;
3. Resistenza alla fatica;
4. Prontezza fisica e mentale;
5. Immaginazione e capacità di anticipare l'avversario.
Gli esercizi che accrescono la destrezza
e l'abilità delle mani e delle gambe sono indispensabili. Anche
una certa dose di stimolazione emotiva può essere utile. Il combattimento
allo specchio (o " con l'ombra " ) è un esercizio adatto
a sviluppare l'agilità e la velocità. Il corpo agisce
meglio quando lo si " lascia andare " da se che non quando
lo si vuole " guidare ". Non è la velocità di
movimento che conta nel portare un colpo, ma il tempo che impiega per
giungere a segno.
Scelta di tempo
Velocità e scelta di tempo sono
strettamente correlati tra loro, e la velocità nel portare un
colpo perderà gran parte della sua efficacia se esso viene eseguito
senza una opportuna scelta di tempo. La tempestività nasce dal
tempo di reazione, che è dato dall'intervallo che trascorre tra
lo stimolo e la reazione. Essa varia tra un atleta e l'altro, ma può
essere migliorata mediante un idoneo esercizio. La scelta di tempo può
essere in tal modo definita come l'abilità nel riconoscere il
momento giusto e nel valutare istantaneamente I'opportunità di
eseguire una data azione. Infatti, una tecnica, anche eseguita in modo
perfetto, può essere contrastata o annullata da un'azione dell'avversario.
Pertanto, è necessario agire esattamente al momento giusto, fisico
e psicologico, in modo che I'avversario non possa reagire o evitare
il colpo portato. Questo momento perfetto può essere valutato
istintivamente o provocato volontariamente.
Tratto dal libro " BRUCE LEE Vive ancora - Tecniche segrete di
Kung-Fu "
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Il Kung-Fu
Fino a poco tempo fa sconosciuto ai piu,
portato quindi prepotentemente alla ribalta da un fortunato filone di
film " made inHong Kong ", il Kung-Fu è ora sulla bocca
di tutti al livello di un vero e proprio fenomeno di costume.
Esaltata attraverso il grande schermo nelle sue manifestazioni piu plateali
e spesso addirittura travisata nellospirito,
questa antichissima arte marziale è stata perciò spesso
recepita dal pubblico meno preparato semplicemente allastregua di
un efficacissimo mezzo di " violenza senza armi ". E tale
pregiudizio ha formato radici tanto solide da far si che la
parola Kung-Fu entrasse rapidamente nella lingua parlata come un'esotica
tautologia del piu comune termine " violenza ".
Ma cosa significa veramente la parola Kung-Fu ? In che cosa consiste
la sua micidiale efficacia ? Fino a che punto e in cosa
si differenzia dalle altre arti marziali da noi conosciute (karate,
ju-jitsu etc...?)
Tradotta letteralmente, la parola Kung-Fu
non significa affatto " arte di combattimento ", come ci si
potrebbe aspettare.
" Kung ", infatti, significa " la parte di un lavoro,
di un compito da assolvere ", " Fu ". invece, significa
" uomo ".
Il Kung Fu rappresenterebbe quindi una via, un mezzo, per trasformarsi
in veri uomini, nel significato tipicamente orientale
della parola. Con lo stesso termine di Kung-Fu viene indicato in Cina
chiunque abbia sviluppato ad alto livello la conoscenza
di una qualsiasi arte o scienza. Proprio per questi motivi l'arte di
combattimento a mani e piedi nudi veniva chiamata piu
specificamente Wu-Shu ( arte della guerra ) e, dopo la rivoluzione proletaria,
Kuo-Shu ( arte marziale ). Kung-Fu è un termine
generico, usato nella Cina del sud ( e poi adottato dagli Occidentali
con valore limitato alla sola arte del combattimento ),
per indicare il complesso delle arti necessarie alla formazione di un
" sifu " ( maestro ). Per raggiungere tale grado, infatti,
bisognava dimostrare una conoscenza profonda non solo del Wu-Shu ma
anche di moltissime altre discipline quali la filosofia,
l'astronomia, l'alchimia, la strategia militare, la calligrafia ed altre
ancora che variavano da regione a regione. In tutta
la cultura cinese, fino alla rivoluzione proletaria, i maestri di Kung-Fu
furono sempre identificati con altrettanti eroi
solitari impegnati a difendere, contro nemici malvagi e preponderanti
nel numero, i diritti dei poveri e degli oppressi.
Nella Cina di oggi l'eroe proletario è venuto a sostituire ormai
il protagonista degli antichi cicli, uccidendo così in gran
parte lo spirito leggendario riguardante questa arte marziale. Il Kung-Fu
stesso, d'altronde, riducendosi a pura " scienza del
combattimento ", ha ultimato quel processo di sfrondamento degli
elementi esoterici e filosofici, processo che era iniziato nel
XVI secolo con l'ammissione definitiva di civili nei templi dove veniva
insegnato e la conseguente apertura di nuove scuole non
più controllate dai monaci. Questo nuovo spirito, prettamente
marziale. doveva trovare la sua apoteosi con la setta degli
I Ho Chuan, più comunemente conosciuti come boxers, fanatici
praticanti di Kung-Fu che nel contesto generale della " guerra
dell'oppio " si erano elevati a strenui difensori nazionali. Il
movimento, che fece la sua prima apparizione nel 1898 nella
provincia di Shantung, doveva vedere migliaia dei suoi aderenti sterminati
dalle truppe Franco-Anglo-Americane durante l'assedio
dei 55 giorni a Pechino. Correva il mese di giugno dell'anno 1900. Ma
il Kung-Fu doveva risorgere dalle sue stesse ceneri per
dimostrare ancora una volta quelI'inestinguibile vitalità storica
che tuttora lo contraddistingue.
Alla fine della seconda guerra mondiale molti praticanti fuggirono dalla
Cina a Hong Kong o a Taiwan al seguito di Chiang Kai Shek,
segnando così un nuovo fiorire dell'arte che da allora cominciò
un processo inarrestabile di diffusione.
Tra coloro cui maggiormente siamo debitori di questa popolarità
bisogna ricordare Wong Tim Yuen, allievo del famosissimo Leong Tin
Chee, il quale, emigrato negli USA, contribui in maniera determinante
alla diffusione del Kung-Fu in questo paese. Il destino ha
voluto che l'ultimo di questi grandi maestri, Yip Man, massimo esponente
della scuola Wing Chun, dovesse avere per allievo colui
che con la sua visione rimodernizzatrice e la scuola da lui fondata,
la Jeet Kune Do, doveva contribuire piu di chiunque altro alla
diffusione e alla popolarltà del Kung-Fu. Parliamo di Bruce Lee.
Le origini del Kung-Fu si perdono tra mito e leggenda nella piu antica
storia cinese. Le scarse e spesso contraddittorie tradizioni
orali sono pertanto l'unico mezzo che ci si offre per trovare una sia
pur labile traccia sulle origini di questa arte marziale.
L'introduzione del Kung-Fu in Cina, se si escludono mitiche forme di
combattimento risalenti all'epoca dell'imperatore Huang Ti
(III millennio a.C.), è da ascriversi al VI secolo dopo Cristo.
Fu il leggendario Bodhidharma che, venuto dalla nativa India in Cina
per insegnare i principi del buddhismo ai membri della dinastia Liang
ed espulso dal paese dall'imperatore Liang Wu Ti, si rifugiò
nel monastero di Sii Lum ( poi Shaolin, Shorinji ) dove inserì,
come parte fondamentale del suo insegnamento ai monaci, delle forme
elementari di esercizio fisico da cui avrebbero poi tratto origine le
piu note arti marziali senza armi. In seguito, ad opera dei
monaci buddhisti, il Kung-Fu continuò a svilupparsi e a perfezionarsi,
formando nei secoli numerose scuole e impostazioni.
Particolarmente fervido di trasformazioni fu il XVII secolo quando,
per opera del nobile Chueh Yuan e dei maestri Li Chieng e Pai
Yu Feng, le 18 forme base del codice di Bodhidharma vennero portate
a 72, raggruppate secondo 5 stili diversi, atti ciascuno a
sviluppare una qualità fondamentale per combattere. Nacquero
casi le scuole del dragone, della tigre, del serpente, della gru e
del leopardo. Anche la piu conosciuta e diffusa scuola di Kung-Fu, la
wing chun, ebbe origine nel XVII secolo. Fondata da una donna,
Yim Wing Chun e basata sulllnsegnamento della monaca buddhista Ng Mui,
tale scuola ebbe rapido successo e diffusione.
Da allora fino a Bruce Lee, fondatore lui stesso di una scuola, la Jeet
Kune Do, il Kung-Fu ha iniziato la fase moderna del suo
sviluppo e, scavalcata la cortina di bambu fino al nostro Occidente,
ci si presenta intatto nei suoi valori marziali e filosofici
come una via; una via diversa per cercare e cercarsi.
Tratto dal libro " ABC del Kung
Fu "
Di seguito alcune foto del Maestro Lee (Clicca
sulle foto per ingrandirle):
Se
vuoi sapere molto di piu' su Bruce clicca il banner sotto .
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