
Dopo la
nota vicenda (apparsa su megathai) del combattimento di boxe fatto
da Mariano (un simpatico ragazzone toscano ex nazionale di rugby e rimasto
gravemente menomato di un braccio in seguito ad un incidente motociclistico)
e le uscite di articoli sui quotidiani tailandesi
anche la televisione
si era precipitata al Sityodtong per poterlo intervistare, ma lui era gia'
partito. Ma come è ormai noto, la pazienza è una delle virtù
orientali e lo hanno atteso al suo ritorno in gennaio. Tre televisioni tailandesi
(canale 3; canale 5 e canale 7) lo hanno intervistato assieme a Mr.Yodtong
per la gioia dei propri telespettatori appassionati di Muay Thai. Ma la ragione
principale che ha visto Mariano ricalcare i propri passi è dovuta principalmente
al rapporto di fraterna amicizia instaurato con Thia, uno degli allenatori
del Sityodtong. E' stato proprio lui infatti che dopo 15 gg. di allenamento
è riuscito a fargli tornare la voglia di incrociare nuovamente il suo
guanto con quelli di un avversario al "best friend boxing bar" di
Pattaya. Questa volta il combattimento lo ha perso per frattura del setto
nasale nel corso del primo round. Mariano si e' ritirato alla seconda ripresa
perche' il sangue (per un ematoma interno aveva formato un "malloppo"
) gli impediva di respirare. Malgrado l'esito
questo dimostra la veridicita'
dei suoi matchs e lo spirito guerriero che indomito alberga in lui. Naturalmente
un gran successo emozionale per i thai, che hanno apprezzato il gran cuore
di Mariano. Ormai e' conosciutissimo a Pattaya, pensate che Mr. Yodtong era
tornato apposta da Bang kok per assistere al suo incontro! Non e' raro infatti
vedere al camp, uno dei guru della Muay thai, intento a mettere le fasce a
Mariano. Dato che volevo andare a trovare l'amico Mariano, mi è venuta
l'idea di fare delle interviste al "Sityodtong Boxing Camp". Per
questo ci siamo fatti annunciare da una telefonata di NU al Sityodtong e da
una di Cristian al suo amico italiano "TONI", per farci da interprete
con i tailandesi. Il romano Antonio Patella ( TONI ) vive da otto anni a Pattaya,
si allena abitualmente al Sityodtong e parla molto bene il tailandese. In
attesa che finisca la sua seduta di allenamento faccio qualche domanda a Mariano:
-Tutti pensavano che dopo l'esperienza del primo incontro, ti saresti fermato
appagato dal risultato
ma così non e' stato, perché?
Nella vita ho imparato a fare quello che "sento" di voler fare e
quando "sento" di volerlo fare. Con Thia (allenatore di Mariano)
mi lega un rapporto particolare
quando ho fatto il primo incontro è
stato l'unico che ha creduto in me (gli altri allenatori erano contrari a
farmi combattere) e mi ha aiutato soprattutto psicologicamente a superare
gli ostacoli emotivi, considerandomi al pari di chiunque altro, anche per
l'intensità degli allenamenti. Quando sono tornato ad allenarmi non
era mia intenzione combattere
ma dopo le prime sedute mi ha chiesto
con un tale entusiasmo se avevo intenzione di ricombattere
che ne sono
stato contagiato, ho "sentito" di rispondere si, e l'ho fatto!
- Ormai sei conosciutissimo, vedo come sei considerato al camp, persino da
Mr Yodtong

e dei "farang" che vengono numerosi cosa mi dici?
Preferisco stare con i thai o gli orientali in genere
trovo che a molti
farang europei manchi un pre-requisito essenziale: l'umiltà e lo spirito
di sacrificio.
-E degli italiani? Sappiamo che molti vengono e sono venuti ad allenarsi al
camp
.
Il popolo latino che si ritiene "latin lover" per eccellenza, in
questi paesi preferisce le grazie e le opportunità femminili
è più forte di loro. Molti arrivano pieni di entusiasmo e voglia
di fare al primo allenamento, ma dopo la prima serata passata ai "go-go
bar" non tornano più o vengono a fare allenamenti molto blandi
ed a parlare delle proprie conquiste amorose. Fanno molte foto con i campioni
del camp e prima del loro ritorno non mancano di richiedere (per soli 500
Bath 10 euro!) un attestato di membro del Sityodtong da mostrare al loro ritorno
in patria come segno della propria valenza e conoscenze. Ma sei italiano anche
tu
e sai quanto a noi piaccia parlare e poco ascoltare!
Molti arrivano dicendo che sono campioni di questa o quella sigla
che
hanno battuto questo e quello
che hanno combattuto qui e là
senza rendersi conto o chiedere con chi stanno parlando.
Tanto che una volta, un mio caro amico boxeur che viene
anch'esso ad allenarsi qui: Vincenzo Prati di Viareggio, sempre in vena di
battute tipiche toscane, disse loro: << io vorrei tanto conoscere quelli
che perdono sempre, perché finora non ne ho incontrato uno! >>
Ultimamente invece è capitato qui un altro campione nostrano
.
Ha fatto un allenamento ed ha chiesto di combattere al boxing bar
in
un primo momento gli allenatori erano contrari per la scarsa preparazione,
ma poi avendogli trovato un avversario alla sua altezza lo hanno accontentato.
Poi sono arrivati al camp alcuni suoi amici e sostenitori ed ho sentito che
ha cominciato a "raccontare" loro una "novella":
<< lui era in Thailandia per combattere contro un campione di Bangkok
allo stadio di Pattaya (per altro in un giorno in cui al Theprasith non si
combatte!) ma ha fatto tardi ed il match era saltato, però si era comunque
accordato per farlo al "best friend boxing bar"
>> così
ho deciso di andarlo a vedere, come del resto faccio quasi tutte le sere,
ma quella sera in particolare ero curioso di vedere! Ho potuto così
constatare che ha combattuto nei primi eventi (con i bambini) contro Phen
Chai un pover'uomo, un "reietto" che conosco molto bene perchè
combatte al bar tutte le sere per potersi pagare "di che bere" durante
la notte. (Questo era il campione di Bangkok!) Il nostro eroe è salito
con la bandiera italiana sulle spalle e con la quale ha eseguito una Ram Muay
di 9 minuti! Tra le risate ed i coloriti commenti degli avventori dei bar.
Poi finalmente l'incontro
dove tra il tripudio dei propri sostenitori
è riuscito a mettere ko con un calcio alla testa il povero Phen Chai,
che è stato colpito da crisi epilettiche come sempre gli accade (per
i troppi e frequenti ko ricevuti). Ma il nostro eroe alla fine dell'incontro
non ha mancato di esultare con <<Viva il Duce, Viva il Duce!>>
Non voglio entrare in polemica politica
anzi! Ma visto che lo ama
non mi sembra gli abbia fatto fare una bellissima figura... Ho saputo poi
dai suoi sostenitori, che era il campione del mondo di Muay Thai
di non so quale sigla
! Come vedi qui ne passano molti e se ne vedono
di tutti i colori, ma non si può fare di tutt'erba un fascio e non
posso concludere se non dicendo che
sicuramente
ci sono anche italiani seri che vengono qua solo per allenarsi e migliorarsi
tecnicamente, come uomini
sono già a posto!
-A questo punto, con l'aiuto di uno di questi italiani: Antonio Patella, che
parla ormai tailandese, vivendo quasi tutto l'anno in questa città
(sposato e con una bambina, lavora come stuart per l'Alitalia proprio sulla
tratta Roma-Bangkok) mi appresto ad intervistare anche alcuni tailandesi presenti
al camp; iniziamo con Thia (l'allenatore di Mariano) a cui chiedo di parlarci
proprio di lui e dei loro rapporti
anche di amicizia:

Sono rimasto sorpreso in primis, dalla sua grande passione e determinazione
al conseguimento dell'obiettivo prefissato
ma subito dopo, dal potenziale
che è riuscito a sviluppare in seguito agli allenamenti mirati, pur
avendo questo handicap. Abbiamo dovuto studiare ed inventare una guardia che
gli consentisse di essere pronto a parare e colpire in tutte le direzioni,
ma il suo dovrà essere sempre un combattimento proteso all'attacco!
Ha energia e forza di volontà nettamente superiore alla media ed insieme
ci stiamo prendendo molte soddisfazioni. Mi piacerebbe farlo combattere di
Muay Thai, ma è ancora presto
in futuro vedremo. Tra noi si è
ormai instaurato un rapporto di amicizia
almeno da parte mia
abbiamo
non pochi problemi a causa della lingua
ma dove c'è il cuore,
non ci sono ostacoli!
-Siamo interrotti da una telefonata a lui indirizzata
sono giornalisti
e chiedono di poter incontrare Mariano per una intervista televisiva
si stanno prendendo accordi. Proprio in quel momento il campione Yodesha è
in pausa e viene a sedersi accanto a noi salutando Cristian e scherzando con
lui. Ne approfitto per qualche domanda al volo
.
-Anni?.... A che età hai cominciato?.... Incontri sostenuti?
26 anni
18°anno di carriera agonistica
prima di rispondere
sul numero di incontri mi sorride
fa finta di pensare un attimo corrucciando
la fronte e guardando in alto
poi con l'aria di dire una cosa che non
sa
ma a cui pensa di dover rispondere mi dice: 150!
-Tu sei molto conosciuto in Italia malgrado le sole tue 2 fugaci apparizioni
a Trieste chiamato da Gotti, sei molto benvoluto ed apprezzato
Corre
voce che per problemi fisici (ernie spinali) tu stia per abbandonare la Muay
Thai e tu abbia provato ad entrare nei raking mondiali del pugilato
cosa c'è di vero in questa storia?
Niente! Fortunatamente stò benissimo
(si tocca sorridendo
chissà da chi lo avrà imparato) Quella del pugilato è
stata una parentesi divertente
mi hanno coinvolto per portare Deipitiak
a combattere di boxe
ho fatto due incontri entrambi vinti, poi visto
che Deipitiak non voleva saperne
ho interrotto anch'io gli allenamenti
specifici. Adesso lui ha lasciato gli allenamenti ed è ingrassato oltre
i 100 kg
lo vedo di tanto in tanto
ricordo comunque questa esperienza
con gioia.
-Finora hai fatto grandi cose, che ti hanno fatto conoscere ed apprezzare
dagli appassionati del mondo intero
ma personalmente, qualè stata
la cosa che ti inorgoglisce di più?
Ce ne sono tante
sicuramente essere l'unico thai imbattuto dagli occidentali!
-A che punto della tua carriera pensi di essere?
All'apice! Ho combattuto ultimamente allo stadio di Pattaya, il "Theprasith
boxing stadium" contro un forte atleta che mi aveva sfidato ed ho vinto
per KO in poche battute
il problema adesso per me è quello di
trovare gli avversari. I miei incontri hanno l'esito scontato e non interessano
gli scommettitori
forse adesso con Mr. Son Chai combatterò per
la TV. (Mr. Son Chai ha preso in appalto il Theprasith per incontri mensili
da mandare in diretta televisiva sul territorio tailandese)
-Hai qualche rimpianto?
Qualcosa che tornando indietro non faresti
o che faresti in modo diverso o che non faresti
un occasione persa e
che invece adesso non ti lasceresti sfuggire?
Noto che con questa domanda l'ho messo in crisi
si gratta la testa e
fa una smorfia di disappunto.
Come arbitro stò per iniziare "il conteggio"
quando
l'intervento di "TONI" lo salva come la campanella di fine incontro
e risponde lui: < Bè sai Roberto
non è che questi abbiano
molte possibilità decisionali riguardo alle scelte sulla propria carriera
qui decidono tutto per loro, nei loro interessi ed in quelli del camp e del
promoter che li ha sotto contratto! E questo è un bene e un male nello
stesso tempo
altrimenti una volta arrivati al successo
penso che
vi rimarrebbero molto poco!>
-A questo punto Yodesha è chiamato da uno degli istruttori
salutando
e scusandosi educatamente si allontana. Mi è rimasto TONI, al quale
rivolgo alcune domande:
-Cosa ne pensi delle gesta di Mariano?
Ti ha già risposto Thia
io non posso che concordare con lui
è un bravissimo ragazzo che sa farsi voler bene e qui al camp tutti
lo ammirano e rispettano.
-Tu stai qui quasi tutto l'anno
quali sono le nazioni che maggiormente
si avvalgono degli allenamenti in Thailandia e con migliori risultati?
-Qui arrivano un po' da tutto il mondo e non si può generalizzare
.
ma quelli che mi hanno colpito di più "come scuola"sono stati
i bielorussi o paesi dell'est in genere, per la loro determinazione e generosità
agonistica
ed i finlandesi o paesi nordici in genere per la loro ricerca
della "tecnica". Una ricerca spasmodica della tecnica che a quanto
so, non ha tardato a dare i propri frutti in tutta Europa
-Cosa ne pensi dei combattimenti nei "boxing bar"?
Anche questi possono avere varie funzioni, dipende da "chi" li usa!
Io personalmente ne ho fatti più di una decina
e mi sono sempre
divertito, sia che abbia vinto, sia che abbia perso. Allenarsi qua è
una cosa stupenda
ma combattere, pur su un ring del bar ed anche solo
a scopo ricreativo, con tutta quella gente che urla, ride, incita e si diverte
è una bellissima "parentesi" ed esperienza di vita! Dal momento
che uno sale su quel ring ha già vinto il suo combattimento di vita,
qualsiasi sia il risultato che per altro viene assegnato da un giudice unico
l'arbitro! (non ci sono giudici ai boxing bar) E sicuramente tornerà
in patria arricchito interiormente e certamente umanamente più maturo.
Vedere questi thai che combattono al solo scopo di divertirsi e far divertire
i turisti per pochi spiccioli di ricompensa
ci fa riflettere molto sui
nostri blasonati campioni nostrani.
Purtroppo sono proprio questi
come ho sentito che ha già accennato
Mariano
che rovinano l'atmosfera di serena semplicità che caratterizzano
questi eventi ricreativi. Sarebbe sufficiente che dicessero la verità
(e sarebbe sempre un buon risultato) anziché montare storie inverosimili
che ci fanno vergognare di essere chiamati "farang"! I thai non
ci apprezzano molto per queste cose
e non hanno tutti i torti!
-E' a questo punto che arriva al camp Mr. Yodtong (sempre presente, quando
gli è possibile agli allenamenti) saluta rispettosamente e si siede
con noi
saluta Cristian e gli chiede del prossimo match. Dopo aver spiegato
lo scopo della nostra visita, gli faccio i complimenti per l'attività
divulgativa della Muay Thai svolta dal suo Camp che è diventato ormai
un punto di riferimento per tutti gli appassionati del mondo.
Mi ringrazia e risponde che questa non è la sola funzione del suo camp
ma solo quella per cui è conosciuto maggiormente. La funzione più
importante che invece pensa di svolgere è quella di carattere sociale
Qui tra i thaiboxer c'è una selezione
è vero
ma
non è poi così spietata

. Anche
chi non eccelle nei combattimenti ha possibilità di esprimersi e lavorare
con una certa tranquillità con gli occidentali
inoltre si mettono
a confronto diversi modi di pensare, filosofie di vita
credenze, usanze
ecc. E questo non può che contribuire a far maturare le menti dei ragazzi
Tailandesi che lavorano e si allenano qui al camp
oltretutto poi li
toglie "dalla strada" dove potrebbero essere preda della delinquenza.
Ultimamente qui abbiamo avuto una recrudescenza del fenomeno "droga"
e penso che queste attività contribuiscano non poco a tenerli lontani
da un simile "flagello giovanile"! Ma anche alcuni "farang"
contribuiscono a questo lavoro
mi indica TONI e mi dice che lui si occupa
di allenare i bambini del nutrito settore "giovanile" del camp
un aiuto importante e di cui ormai non saprebbero fare a meno.
Vedendo che prendo appunti mi ringrazia educatamente
mi alzo di scatto
per contraccambiare e rovescio le bibite ghiacciate che intanto Thia aveva
portato per noi
lui ride e divertito torna ad occuparsi dei "suoi
ragazzi"
come li chiama lui!
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