Brasilian Jiu Jitsu: istruzione per l'uso di Federico Tisi
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Quando
Gian Paolo mi ha chiesto di scrivere un articolo per il suo sito, sono
stato felice di poter contribuire ad una così importante iniziativa,
ma al tempo stesso sono stato indeciso sul tema da affrontare. Visto
che mi occupo di Brazilian Jiu Jitsu, e visto che questa materia
è stata divulgata nel nostro paese in modo erroneo e/o parziale,
cercherò di disegnarne una panoramica concisa ma completa.
1. La storia Nei primi anni del 900 il maestro di Judo e Jiu Jitsu Mitsuyo Maeda venne incaricato dallimperatore giapponese di gestire lallora abbondante emigrazione nipponica verso il Brasile. Maeda era noto per i suoi successi nelle sfide senza regole contro esponenti di altre arti marziali avvenuti nel corso di lunghi viaggi in Europa e America del Nord, a seguito dei quali ricevette onorificenze varie, tra le quali figurava il sopracitato incarico ministeriale. Nel corso di questo incarico, Maeda divenne grande amico di un diplomatico brasiliano di nome Gastao Gracie, molto attento agli interessi della piccola comunità giapponese arrivata in Brasile, e come dimostrazione di gratitudine nei suoi confronti decise di insegnare il Judo ed il Jiu Jitsu a Carlos, figlio maggiore di Gastao, allora appassionato di pugilato. Carlos, ripudiando la tradizione diplomatica di famiglia, decise di dedicare la propria vita alla divulgazione del Jiu Jitsu, fondando la prima scuola di Jiu Jitsu del Brasile, nel quartiere di Botafogo a Rio de Janeiro ed insegnando il Jiu Jitsu ai suoi fratelli Jorge, Osvaldo, Gastao e Helio, nonché ad altri appassionati come i fratelli Ono e Luiz França. Carlos ed Helio poterono poi modificare il loro Jiu Jitsu grazie ai numerosi combattimenti disputati contro esponenti di altre arti marziali, posti in essere per dimostrare lefficacia del Jiu Jitsu. I due hanno poi formato numerosi maestri come Helio Vigio, Armando Wriedt , Carlson e Rolls Gracie. La tradizione del Jiu Jitsu si è poi tramandata attraverso i figli di questi grandi maestri, i quali hanno sempre portato nuova linfa al sistema apportando continui miglioramenti tecnici e tenendo alto il nome del Jiu Jitsu sia sul tatami, sia sul ring o per la strada. Alla fine degli anni ottanta uno dei figli di Helio, Rorion, decise di trasferirsi negli Stati Uniti, e più precisamente a Los Angeles, con il preciso intento di divulgare il Jiu Jitsu brasiliano. Dopo diversi tentativi, Rorion riesce a coinvolgere la multinazionale del Semaphore Entertainment Gruop (SEG) ad organizzare un torneo di combattimento libero inteso come sfida tra tutte le arti marziali, da trasmettere sulle televisioni a pagamento statunitensi. Nasce così lUltimate Fighting Championship, nelle prime edizioni del quale primeggia uno dei fratelli minori di Rorion, Royce, ed inizia una nuova era nel mondo delle arti marziali. LUFC dimostrò quello che succedeva in un combattimento molto reale e poco influenzato da regole di tipo sportivo, mettendo in risalto limportanza del combattimento a terra e delle tecniche di lotta, fino ad allora bandite dai marzialisti puri e duri, i quali le ritenevano discipline per chi aveva paura di essere colpito sul naso. La
febbre del Jiu Jitsu brasiliano coinvolse anche il suo paese dorigine
ed il numero di praticanti di BJJ nella sola Rio de Janeiro aumentò
del 500%. 2.
I corsi, la filosofia * Preparazione fisica: nel BJJ la preparazione fisica è quantomeno particolare. Tutti i movimenti presenti nella fase di riscaldamento riprendono tecniche che vengono poi studiate nel proseguo della lezione, misti a movimenti derivati dallo yoga e da una particolare ginnastica brasiliana che si chiama ginastica natural. *
Allenamento tecnico: * Esercizio libero: Questa fase è probabilmente la più importante, ed è quella in cui si impara a combattere. Lesercizio libero serve ad assimilare ed imparare ad applicare le tecniche apprese nella fase precedente, in un contesto di lotta vera e propria, portata avanti in modo rilassato e senza aggressività eccessiva. * Disciplina: La disciplina osservata in palestra non è imposta, ma è il frutto di un ambiente serio ma rilassato ed amichevole nel quale è difficile non sentirsi a proprio agio, a patto di lasciare il proprio ego fuori dal tatami. Si capisce dunque limportanza di un istruttore qualificato che prevenga in modo efficace linsorgere di situazioni che possono sfociare in infortuni più o meno gravi. Il
Jiu Jitsu si pratica con il kimono. Nei periodi estivi più
caldi si opta per un allenamento senza kimono, così come nella
fase preparatoria a gare che non ne prevedono lutilizzo come
i Vale Tudo o le gare di lotta con regolamento tipo ADCC (Abu Dhabi
Submission Wrestling Championship). Spesso si sente dire che la lotta
con il kimono è molto diversa da quella che ne prevede lutilizzo,
ma si tratta di unaffermazione senza senso per vari motivi.
Di fatto, lottare senza kimono significa utilizzare il 40% in meno
di tecniche offensive o difensive rispetto alla lotta con il kimono,
adattarsi ad una maggiore facilità nellesecuzione di
leve agli arti inferiori ed a proiezioni più simili a quelle
della lotta olimpica. Le differenze però finiscono qui. Se
siamo sempre in posizioni svantaggiose e finiamo per essere puntualmente
battuti è per la superiorità del nostro avversario,
non per il nostro o il suo abbigliamento. Trovarsi sempre sotto la
Montada dellavversario, ad esempio, ha poco a che fare con il
proprio abbigliamento, piuttosto potrebbe essere dovuto ad una superficiale
conoscenza tecnica di come tenere le posizioni, come evadere dalle
stesse e come combianarle tra loro. 3.
Gare & competizioni Le gare di Brazilian Jiu Jitsu sono competizioni sportive che si svolgono su un tatami, della durata variabile a seconda del livello dei contendenti (da 6 a 10 minuti senza interruzioni) che non prevedono colpi, ma solo tecniche di proiezioni, leve articolari e strangolamenti, regolate da un complesso regolamento. I Vale Tudo, invece, sono competizioni caratterizzate da un regolamento sportivo estremamente duro, ma è e rimane uno sport, non unarte marziale. Il
90% dei praticanti di BJJ non sono interessati al Vale Tudo, e solo
il 5 % pratica combattimento libero. I
tornei di Submission Wrestling sono delle gare di lotta senza il kimono,
con un regolamento simile a quello sportivo del Jiu Jitsu brasiliano
, tra le quali spicca il torneo di Abu Dhabi organizzato dallo sceicco
Tahnoun. Anche in questo contesto senza il kimono gli atleti del Jiu
Jitsu brasiliano fanno puntualmente razzia di medaglie (vedi sopra
lotta senza il kimono). 4.
Il BJJ in Italia Fatto sta che in Italia il Brazilian Jiu Jitsu era (ed è) solo sinonimo di combattimento senza regole e quindi oggetto di culto da parte di numerosi fanatici e di odio, per nulla mascherato, da parte dei cosiddetti tradizionalisti. Con il tempo poi, la nota capacità dei nostri compaesani nellarrangiarsi ha fatto nascere corsi di BJJ, tenuti da personaggi per niente preparati e dallequilibrio psicologico piuttosto delicato, con tutte le conseguenze del caso in termini di immagine . La
divulgazione dellautentico Brazilian Jiu Jitsu in Italia deve
dunque cancellare i danni commessi da questi personaggi, per poi ricostruire
una struttura stabile e di comprovata qualità, monitorata da
professionisti del settore. 5.
Conclusioni Spero di aver contribuito a chiarire alcuni punti secondo me importanti di questa fantastica disciplina, alla quale dedico ormai gran parte del mio tempo. Vorrei quindi ringraziare i miei maestri Franco e Demetrio Vacirca, i miei fratelli di BJJ in Italia ed allestero, e Gian Paolo per avermi gentilmente Portale. VIVA
PARA O JIU JITSU!!! |
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