L'Astronave del K-1 atterra sulla Torre Eiffel!
di Alessio Smeriglio
Il
grande circo del K-1, dopo essere arrivato nei maggiori centri europei
di diffusione degli sport da Ring, vedi Italia (Bologna e poi Milano,
dove si svolte già due edizioni) e Olanda (Arnhem), approda
in uno dei templi europei degli Sport da Ring: il Palais Omnisports
Paris-Bercy. Luogo che ha già visto le grandi sfide fra i giganti
del ring: Kaman-Roufus, Hoost-Roufus, Dekkers-Prestia, Dida-Dekkers
e molte altre. Il signore e la signora Barrissat editori della celeberrima
rivista di Arti Marziali e Sport da Combattimento "Karate Bushido",
sono riusciti a mettere in piedi uno show degno dei suoi cugini nipponici
che raggruppano decine di migliaia di spettatori in un solo appuntamento.
Il POPB era tutto esaurito in ogni ordine di posto, ed il plateau
offerto dalla coppia Barrissat è stato davvero eccezionale,
e finora solo Ishii Sensei era riuscito a mettere insieme in una sola
serata combattimenti con nomi del calibro di Ernesto Hoost, Stefan
Leko, Ciryl Abidi Nick Marray, Azem Maksutaj, Tony Gregory, Remy Bonjasky,
Majstorovic, Alexey Ignashov, Bjorn Bregy e per finire Jerome Lebanner
e Mark Hunt.
Unico neo della serata il divieto posto dalla federazione di Boxe
Thai di poter portare le ginocchiate durante gli incontri, e quindi
negare la possibilità agli atleti di combattere secondo le
regole vere del K-1, incrociando i guantoni nelle regole della Kickboxing.
C'è da dire che la guerra fra le federazioni francesi sta rischiando
di far morire una disciplina importante come la Boxe Thai, creando
una situazione paradossale: insieme all'Olanda, la Francia è
uno dei paesi in cui è molto alto il numero degli atleti di
grosso livello (Skarbowsky, Duarte, Lebanner, Abidi, Bill, Morad Sari,
Jemel, Villaume, Rahaal ecc.), ma a differenza del paese dei tulipani,
i promoters transalpini incontrano numerose difficoltà nel
far combattere nelle regole della Boxe Thailandese i propri atleti,
che, spesso e volentieri, sono costretti ad "emigrare" all'estero.
Gli organizzatori si trovano con le mani legate, dovendo far capo
a personaggi che non stanno facendo altro che mortificare uno sport
che finora ha portato decine di titoli Europei e Mondiali nelle palestre
francesi, e questo, certamente, non grazie alla politica di questi
dirigenti federali. Ma questa è un'altra storia!
Cosa importantissima, che si ripercuoterà in maniera sicuramente
positiva, che non ha fatto altro che dare sempre più risalto
e prestigio agli sport da ring in genere, creando un precedente sicuramente
molto importante, è stata la diretta televisiva su Eurosport,
con il commento in italiano di Carlo Di Blasi.
Ma veniamo ora alla cronaca degli incontri, non moltissimi ma sicuramente
tutti molto interessanti.
CIRYL
ABIDI (Fr) > NICK MARRAY (GB)
Inizio scoppiettante
da parte del britannico che cerca subito di imporre la sua boxe ma
l'alfiere francese riesce a contenerlo molto bene contrastandolo sempre
con delle ottime combinazioni pugni-calci. Per ben due volte Abidi
riesce a piazzare due bellissimi high-kicks, che purtroppo impattano
sui guantoni. A metà della prima ripresa riesce a piazzare
un potentissimo diretto destro che manda al tappeto il britannico
che si rialza in tempo per proseguire l'incontro. Ma ancora scosso
dal conteggio si fa cogliere in pieno viso da un tremendo gancio sinistro
che lo manda di nuovo al tappeto, anche questa volta riesce a rialzarsi
ma si vede che non è più lucidissimo. Il confronto riprende
ed il transalpino continua il forcing su Marray, che ancora scosso
per i due conteggi precedenti, incassa una serie di pugni che terminano
con un precisissimo gancio sinistro che pone termine al confronto.
Vince dunque per K.O. alla 1a ripresa il marsigliese Ciryl Abidi.
TONY
GREGORY (Fr) > AZEM MAKSUTAJ (Svi)
Rivincita della
finale dell'edizione marsigliese del K-1 vinto dal francese Tony Gregory.
Maksutaj che deve rifarsi dalla sconfitta rimediata in quell'occasione
impone il suo ritmo e mette a segno un enorme quantità di punti
piazzando precise e potenti combinazioni che infiammano il pubblico.
Alla 5 a ripresa lo svizzero viene contato in maniera dubbia, e questo
influirà parecchio sull'esito finale dell'incontro. Vince infatti
ai punti Tony Gregory, ma il pubblico sembra aver apprezzato particolarmente
il coraggio e la tenacia dello svizzero Azem Maksutaj.
REMY
BONJASKY (Ola) > PETER MAJSTOROVIC (Svi)
Match fra due
atleti emergenti, l'olandese sembra portare addosso il suo marchio
di fabbrica, ossia lo stile inconfondibile degli atleti della Mejiro
Gym di Amsterdam. Lo svizzero proviene dal Seidokan Karate ma sembra
trovarsi perfettamente a suo agio nelle regole degli sport calci-pugni.
L'incontro è molto equilibrato, gli atleti non sembrano risparmiarsi
si scambiano delle potenti combinazioni che riescono però ad
assorbire molto facilmente. All'inizio della 3a Majstorovic piazza
un circolare girato che sbilancia l'olandese e lo fa cadere, l'arbitro
lo conta, ma non sembra aver accusato troppo il colpo ed anzi decide
di pareggiare i conti riprendendo subito il match e portando un preciso
circolare in linea alta che si abbatte sulla testa dello svizzero,
che si accascia al tappeto. Viene subito contato ma si rialza per
riprendere il confronto. Bonjasky accelera mentre il suo avversario
cerca di limitare i danni. Comincia il 4o round e l'olandese è
intenzionato a chiudere il match, parte subito forte con un high-kick,
che impatta sul guantone dello svizzero, che non può nulla
però contro il secondo circolare in linea alta che gli spegne
completamente l'interruttore. Vince dunque per K.O. alla 4a ripresa
Remy Bonjasky, che si conferma atleta di tutto rispetto che farà
parlare di se nel prossimo futuro.
ALEXEY
IGNASHOV (Biel) > BJORN BREGY (Svi)
L'incontro parte in maniera molto equilibrata, il
bielorusso sembra soffrire particolarmente il divieto di portare le
tecniche di ginocchio, sappiamo tutti quanto siano importanti per
lui, avendo vinto moltissimi incontri grazie a queste. I rounds passano
ed è Bregy, che si allena alla Vos Gym, la stessa del grande
Ernesto Hoost, ad imporre il suo ritmo. Combina molto bene pugni e
calci. Ignashov sembra bloccato, di tanto in tanto piazza dei destri
potentissimi e qualche middle-kick. Onestamente un pò poco.
Troppo condizionato dal divieto di portare le ginocchiate. Ai punti
sembra addirittura in svantaggio, ma alla 5a ripresa sembra svegliarsi
da quello stato di torpore che sembrava averlo avvolto fin lì,
e riesce a portare a segno un terribile high-kick destro che spegne
letteralmente le lampadine allo svizzero che non si rialza nemmeno
dopo il conteggio, ma che comunque sia, è riuscito a ben figurare
di fronte ad un atleta più affermato ed esperto di lui. Vince
dunque per K.O. alla 5 a ripresa Alexey Ignashov.
ERNESTO
HOOST (Ola) > STEFAN LEKO (Ger)

Rematch
del quarto di finale del "K-1 Grand Prix 2001", nel quale
vinse ai punti l'olandese, che infortunandosi dovette però
cedere il passo al tedesco, per affrontare in semifinale il neozelandese
Mark Hunt. Hoost parte subito veloce, piazza una serie pugni-calci
alla quale il tedesco replica con dei potenti low-kicks, ma Mr. Perfect
risponde anche lui con dei circolari in linea bassa seguiti poi da
due ganci sinistro e destro che mandano a terra Leko, che si rialza
prima della fine del conteggio dell'arbitro Nobuaki Kakuda. Ricomincia
il match e Hoost comincia il forcing su Leko, che dopo aver subito
una nuova serie di ganci crolla al tappeto per il definitivo knock
down. Vince dunque Ernesto Hoost per K.O. alla 1a ripresa, confermandosi
uno dei migliori atleti in circolazione sia per potenza che pulizia
tecnica, oramai da quasi un ventennio. Da notare che come ogni volta
che vince per K.O., anche in questa occasione ha deliziato il pubblico
parigino con la sua "victory dance" con il sottofondo musicale
dei Double R Kawina un gruppo musicale del Suriname, suo paese d'origine.
JEROME
LEBANNER (Fra) > MARK HUNT (NZ)


Anche
quest'ultimo incontro ha avuto dei precedenti, è infatti la
"bella" fra i due colossi del K-1: 118 kg per il francese
contro i 128 kg del neozelandese. Geronimo, così viene chiamato
l'atleta di casa, deve rifarsi dopo il brutto K.O. rimediato a Tokyo
l'8 Dicembre proprio di fronte ad Hunt. Parte la prima ripresa e subito
il francese attacca con potenti combinazioni di diretti e low-kicks,
sembra che questa volta non voglia ripetere lo sbaglio fatto in Giappone
di accorciare la distanza a tutto vantaggio del più basso Hunt,
il quale nonostante le bordate che gli piombano addosso continua ad
avanzare incessantemente. Lebanner cerca di fermarlo con le sue combinazioni
e tenta più di una volta piazzare i suoi circolari in linea
alta, tecniche che portarono bene al croato Mirko "Crocop"
Filipovic che proprio contro il neozelandese riuscirono a mandarlo
al tappeto per il conteggio, ricordiamo che Hunt in quell'occasione
perse ai punti. Termina intanto la prima ripresa e i due atleti sembrano
molto provati. I colpi scambiati da i due sono di rara potenza. Subito
all'inizio della seconda ripresa Lebanner parte con delle combinazioni
veloci braccia-gambe che portano poi il neozelandese a subire un diretto
destro d'incontro che lo atterra e costringe l'arbitro a contarlo.
All'8 è già in piedi. Riprende il confronto ed il francese
è intenzionato a non dargli spazio, mette subito il piede sull'acceleratore
e pressa Hunt con serie terribili di boxe che sembrano affaticare
entrambi gli atleti. Ad un certo punto mentre Geronimo sta per piazzare
la sua ennesima serie, il neozelandese piazza un gancio destro, il
transalpino sembra scivolare sul tappeto e proprio in quel momento
il suo avversario lo centra con un preciso montante al viso: Lebanner
è a terra per il conteggio. Si rialza ma non è del tutto
lucido, in quel momento sembra di rivedere le immagini del Giappone.
Per fortuna però riesce a rimettersi in piedi, ma sembra aver
accusato duramente il colpo. Ora si è ad un knock down per
parte, ed entrambi gli atleti sono visibilmente provati. Ora è
Hunt che tenta il forcing, lo pressa con delle serie a due mani ma
l'atleta di casa lo contrasta ribattendo colpo su colpo. Sono scambi
di una potenza impressionante, dalla quale sembra averne la peggio
Mark Hunt, che a fatica riesce a stare in piedi. Ma a 8 secondi esatti
dalla fine del 2o round Jerome Lebanner tira fuori un preciso high-kick
sinistro che manda K.O. il suo avversario, ma durante il conteggio
suona il gong, decretando la fine della seconda ripresa. Ma non ci
sarà mai un terzo round perché l'angolo di Hunt, che
appare enormemente provato, preferisce gettare la spugna. Vince dunque
per K.O.T. all'inizio della 3a ripresa Jerome Lebanner.
