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Le selezioni per Oktagon K-1 infiammano il pubblico di Roma! .................di Alessio Smeriglio

Erano anni che a Roma non si assisteva ad uno spettacolo del genere. Tutto era perfetto, non mancava nulla per fare di “THAI BOXE ARENA” un galà di serie A: le luci erano impeccabili, le musiche erano all’altezza della situazione e l’organizzazione era quella tipica dei grandi eventi che solo il pubblico di Milano finora era abituato a vedere.

Circa mille persone erano presenti per assistere a questo evento, che nonostante i mille ostacoli posti ai promoters, dai responsabili della struttura ospitante. La “SHARK & PIRATE PROMOTION” (leggi accoppiata Ciro Cortese – Alessio Smeriglio) ha saputo, nonostante tutto, far fronte alle difficoltà derivanti soprattutto dal cambio di data, infatti la manifestazione si è svolta una settimana prima della data prevista.
Ringraziamenti particolari vanno agli sponsor che grazie al loro aiuto hanno permesso che l’evento avesse la riuscita che ha avuto: la ELSY VIAGGI, il CONSORZIO SIRIO, la AUROS ELEVATOR. Il contributo del maestro Marco Franza, che ha curato il match-making è stato fondamentale per la spettacolarità degli incontri.


Ma passiamo ora alla cronaca della serata: apriva il galà un incontro dilettanti di Kickboxing tra due atleti romani: Mirko Ugolini (Team Cortese – Alter Ego) e Mastronardi. Nel quale dopo qualche scambio di studio riesce a piazzare una serie di pugni che conclude con calcio alto preciso sul viso dell’avversario, il quale non riesce a riprendersi durante il conteggio dell’arbitro. Finisce dunque con un K.O. fulminate alla prima ripresa l’incontro d’apertura. La serata proseguiva con il confronto tra il locale Roberto Palermo (Team Cortese – Alter Ego) e De Pascale Roberto (Napoli), nel quale dopo tre riprese abbastanza equilibrate, l’atleta campano conquistava la vittoria dopo un verdetto che forse ha penalizzato l’atleta di Roma.


Iniziavano poi le Selezioni di OKTAGON K-1 (che si svolgerà a Milano Sabato 20 Aprile), la presentatrice era Susanna Messaggio. La musica sale e partono i giochi di luce. Il regolamento era quello del torneo più famoso del mondo, quello del K-1, che prevede la possibilità di tirare oltre ai calci e i pugni anche le ginocchiate. Dalla passerella che univa il palco del teatro Tendastrisce al ring, entravano i primi atleti in gara: Danilo Capuzi (Otzuka Club - Roma) e Mario Montrasio (Bolzano), i quali davano subito vita ad un match subito molto entusiasmante, nel quale il romano costringe ad un conteggio il suo avversario. Nelle due riprese successive l’atleta capitolino sembrava essere leggermente superiore. Di contro c’è da dire che Montrasio era però bloccato da un fortissimo dolore alla schiena che lo aveva colto nella fase di riscaldamento. Passava dunque al secondo turno il romano Capuzi. Il secondo incontro vedeva imporsi il fortissimo atleta greco Marios Katsis (Helios Team - Lecce) contro l’atleta di Tivoli Umberto Lucci (Master Team). Nel match successivo il romeno Jonut Iftmoaie (Team Moroni) piegava prima del limite con un terribile gancio al fegato Angelo Granata di Taormina (Team Samperi). L’ultimo incontro dei quarti vedeva affrontarsi il romano Diego Rossi (Master Team - Tivoli) contro il serbo Sulejman (Team Romita - Bari) che concludeva il match prima del limite.


Finita la prima fase del torneo si passava al Reserve – Match della selezione: Vitale Mele (Grifa Club – Montecatini) affrontava e batteva Sergio Storai (Master Team – Tivoli).
L’incontro che seguiva aveva come protagonisti Jerome Abotsi (Team Zeitoun - Parigi) e Tamas Varadi (Ungheria) che si affrontavano nelle regole Boxe Thai. Dopo alcuni scambi di studio, il transalpino riusciva a chiudere in clinch l’avversario portando una serie di cinque ginocchiate che lo centravano al viso, costringendo l’arbitro al conteggio. Varadi riusciva a riprendere il combattimento ma Abotsi capiva subito che la chiave del match era nel clinch ed infatti subito riparte alla ricerca del corpo a corpo per piazzare le sue terribile ginocchiate. L’arbitro decideva di contare di nuovo atleta magiaro e a quel punto il suo angolo decideva di gettare la spugna. Vinceva quindi per K.O.T. alla prima ripresa l’atleta parigino.
Ripartono le selezioni, si affrontano in semifinale Danilo Capuzi e Marios Katsis, i due completavano tutte le tre riprese previste, combattendo in maniera davvero entusiasmante, da una parte l’eleganza sposata con l’efficacia di Capuzi, e dall’altra, la potenza e la precisione del greco. Concluse le tre riprese, veniva emesso un verdetto mal digerito dal team romano che premiava Katsis, che veniva dichiarato primo finalista del torneo.
Si arrivava all’incontro forse più spettacolare della serata, Iftmoaie contro Sulejamn, due autentici giganti che si sono scambiati delle vere e proprie mazzate tribali. Il romeno avanzava con le sue bordate di pugno e di calci, alle quali l’atleta di Bari replicava con serie di boxe seguite da potenti ginocchiate. Alla terza ripresa questi riusciva ad incrociare l’avversario con un potentissimo destro che faceva andare malamente al tappeto Iftmoaie. Era K.O., ma per fortuna si rialza subito dopo il conteggio. Subito dopo essere stato proclamato vincitore, Sulejman si rendeva protagonista di un episodio che mandava in visibilio il pubblico: improvvisava un balletto che coinvolgeva anche il suo avversario, prontamente ripresosi dopo l’atterramento, e che strappava l’applauso di tutti presenti. Il tutto per un momento di grande sportività, anche alla faccia di tutti i detrattori degli sport da combattimento.
Si arrivava al match tra Roberto Cocco (Dojo Miura – Torino) e Gabor Kluger (Ungheria) nelle regole Thai Boxe. All’atleta torinese bastano pochi attimi per riuscire a piazzare un terribile low – kick che coglieva l’avversario poco sopra al ginocchio portandolo ad una resa prima della fine della ripresa.


Si giungeva al match clou della serata, la finale del torneo tra Marios Katsis e Sulejman. L’intensità dell’incontro era altissima, i due si scambiavano autentiche bordate, non si risparmiavano, ribattevano colpo su colpo. Il barese, che sfruttava la sua altezza, cercava di assestare le sue pesanti ginocchiate, che alla fine lo portavano alla vittoria provocando un profondo taglio tra il naso ed il sopracciglio del greco. Si aggiudicava la finale del torneo quindi, l’altissimo Sulejman che ha saputo attirarsi le grazie del pubblico, non solo per la sua forza e capacità di incassare i colpi ricevuti, ma anche per la sua straordinaria simpatia.

Si qualifica dunque per le selezioni milanesi di Oktagon K-1 nel quale dovrà vedersela con altri fortissimi atleti europei.
A.smerilio

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