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Ultima sfida di Tyson. In gabbia
L'ex campione dei massimi arbitrerà sabato
in Inghilterra il Mondiale di cage fighting, specialità
violenta che unisce wrestling, boxe, arti marziali
e si svolge su un ring con le sbarre
Mike Tyson, 39, ex iridato dei massimi. ArchivioLONDRA
(Inghilterra), 13 marzo 2006 - Mike Tyson finisce
in gabbia, ma stavolta le sbarre del carcere c'entrano
poco. Non finisce di sorprendere l'ex campione
dei massimi, che tra denunce e ritorni senza gloria
sul ring, è riuscito a disegnarsi una nuova
vita: l'ennesima per il pugile americano. Appesi
i guantoni al chiodo Tyson torna ancora sul quadrato
ma nelle vesti di arbitro del campionato mondiale
di cage fighting, combattimenti in gabbia per
l'appunto. Sabato prossimo l'ex campione arbitrerà
la finale del World Cage Fighting Championship,
una violentissima disciplina, nata nei primi anni
'90 negli Stati Uniti e conosciuta anche come
Mixed Martial Arts (MMA) o No Holds Barred (NHB),
che unisce tecniche di lotta di wrestling, boxe
e varie arti marziali.
Alla Men Arena di Manchester si affronteranno
20 lottatori di valore mondiale, sui quali avrà
il compito di vigilare Iron Mike per il rispetto
delle uniche tre regole che disciplinano questo
sport: vietati i morsi, le testate e le dita negli
occhi. "Credo che sia lo sport adatto per
il pubblico britannico che trovo estremamente
aggressivo - ha dichiarato al Guardian Tyson -
diversamente dalla boxe, dove i guanti proteggono
i due pugili, questo tipo di combattimento è
fondamentalmente ossa contro ossa, quindi sarà
facile assistere a tanto sangue e ossa rotte".
Proibito nella maggior parte degli Stati americani,
il cage fighting rappresenta una novità
in Gran Bretagna.
"Sono molto stupito che nel Regno Unito questa
disciplina non sia ancora così popolare
- ha dichiarato Tyson, che in questi giorni si
trova a Las Vegas per completare il suo apprendistato
come arbitro - anche se si tratta di uno sport
violento, bisogna capire che siamo uomini adulti
che non abbiamo una pistola puntata alla testa".
Tyson, 40 anni il prossimo 30 giugno, è
stato uno dei massimi pugili di tutti i tempi.
Miscela unica di cattiveria, aggressività
e potenza, conquista la corona mondiale dei pesi
massimi a soli 20 anni: un record che lo consacra
come il campione più giovane della storia.
Ebbe numerosi problemi con la giustizia. Condanne
per stupro, divorzi e battaglie legali con il
suo manager Don King lo allontanano sempre più
dal ring. Nel 1996 torna in cima al mondo conquistando
la corona dei Wba ai danni di Brice Seldon, ma
un anno più tardi Evander Holyfield gli
impartisce la lezione più severa. Nel 1997,
nel corso della rivincita, stacca parte dell'orecchio
di Holyfield: per tutti diventa il cannibale,
la federazione internazionale lo squalifica per
due anni. Ad inizio del 2000 cerca una faticosa
quanto improbabile resurrezione sportiva, bruscamente
interrotta dal modesto Kevin McBridge, che nel
2005 lo manda al tappeto alla settima ripresa.
È la fine. Ora torna alla cronaca per il
cage fighting.
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