| |
Il pugno del tuono non perdona
Thomas Damgaard, King of Denmark, è arrivato
ad Atlantic City per incontrare l'italocanadese
Arturo "Thunder" Gatti , per la conquista
dello scettro vacante Iba dei pesi medi leggeri.
All'undicesimo round tutto deciso da una mano
che sembrava fuori combattimento.
È arrivato dalla Danimarca, Copenaghen,
solo per battere l’imbattibile. Si è mosso
“Lionheart” Thomas Damgaard, King of Denmark (37-1-0,
27 ko), ed è venuto a trovare l’italocanadese
Arturo “Thunder” Gatti (40-7-0, 31 ko) ad Atlantic
City, New Jersey, per la conquista dello scettro
vacante Iba (International Boxing Association)
dei pesi medi leggeri. L’atmosfera è quella
di una metropoli americana dove Donald Trump impera
sorridente anche sulle bottigliette d’acqua e
dove si gioca, si gioca, si gioca, fino a perdere
tutto: dollari ai dadi, dollari alle roulette,
dollari sul ring, anche. Che piovono a bizzeffe.
Per un incontro così in palio ce ne sono
tanti, e Arturo Gatti ha tutta l’aria di non scherzare.
GUARDIA ORTODOSSA - Non scherza quando imposta
la guardia ortodossa, né quando pianta
il piede destro davanti e dà una serie
di pillole amare al danese mancino. Non che quest’ultimo
si faccia parlare dietro. Primo round: i due si
studiano. Sono felini, un gatto e un leone, e
si guardano, si annusano, passano tre lunghissimi
minuti di mosche e zanzare sulla giungla dei combattenti,
dimentichi delle migliaia di persone intorno,
solo liane di gomma blu. Prende il suo ritmo Arturo,
subito, ma Thomas fa pressione, lo circonda, uno,
due, tre colpi, quattro, tutti schivati da Gatti
il mago. Sparito. Era lì fino a un momento
fa, mentre il danese lanciava il suo colpo, ora
è sparito. Il prestigiatore è pronto.
EQUO SCAMBIO - Terzo e quarto round: equo scambio
di bravura, mentre Thomas il grosso spinge e Arturo
la scheggia perde il controllo e il fiato. Aspetterà
sino al sesto round per riprendere il controllo,
e intanto nel colpire lo sfidante con un diretto
destro perde la mano. La scuote come per dire
“Ahi”. Ahi, ma si va avanti con una mano sola.
Cambia guardia in continuazione, come in uno specchio,
l’imprevedibile Gatti mentre Thomas Cuordileone,
coraggioso, non perde la pazienza e la concentrazione.
Al sesto round Arturo riacquista fiducia e il
suo allenatore, Buddy McGirt, funge da mano destra.
COMBATTERE CON UNA MANO SOLA - Non importa combattere
con una mano sola, e comincia ad agitare la dolente
come Braccio di Ferro, con un movimento circolatorio
quasi avesse appena mangiato spinaci. Bruto mena
e Olivia è in attesa di vedere chi la indosserà
stanotte (scuote ancora: “Ahi”).
Il danese è frustrato dai balletti che
solo Arturo sa fare: e infatti un leone studia
e aggredisce quando è il momento, un gatto
sfreccia e schiva. Soffia. Schiva ancora. Fuori
le unghie. Colpisce. Decimo round, non è
più tempo di ballare e Thomas si fa più
aggressivo, fa pressione sulla preda ma si muove
su un’unica dimensione.
|