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Arti Marziali ! by 2002mark



IInizio con una premessa “storica”:

le arti marziali e le tecniche da
combattimento esistono da quando esiste l’uomo e questo credo che sia
inopinabile. In occidente la diffusione a macchia d’olio di queste
varie discipline inizia più o meno dagli anni ’70, con l’avvento dei
vari film sul grande schermo a partire da Bruce Lee, Chuck Norris,
Jackie Chan ecc.(per citarne i più famosi). In America si diffonde
velocissimamente il Karate anche se nella maggior parte dei casi gli
amici americani guardavano il Kung Fu nei film televisivi. Gli
inesperti del settore ,impropriamente, chiamavano qualsiasi cosa che
tirasse pugni e calci Karate. Man mano, comunque, il Kung Fu, il Karate
e le discipline Principali si diffondono grazie alla capacità mediatica
e agli ampi sforzi economici degli americani. Dopo queste discipline,
altre vengono codificate come Karate Full contact, del tutto simile
alla Kickboxing (Giappone) o alla ThaiBoxe (ThaiLandia) che già si
praticavano da sempre; non dimenticando che in Sud America e più
precisamente in Brasile La Capoeira già esisteva, come già esistevano
decine di arti marziali in tutto il mondo. A distanza di 3 o 4 anni la
moda marziale arriva anche e in Europa dove già da almeno tre secoli
in Francia e nel Nord Europa esisteva la Savate o Boxe Francese, per
non parlare della Boxe Inglese. Quindi diciamo che da sempre in ogni
settore del globo si studiavano tali discipline se parliamo poi di Kung
Fu, di Karate o Mhuai Thai si risale all’albo dei tempi, in Eeuropa,
inoltre, già Greci e gli Antichi Romani praticavano il Pancrazio che
ora qualcuno ci rifila col nome di FreeFight!!
Nel tempo Judo, Karate,
Kung Fu (nei suoi innumerevoli stili), Jujitsu, Tae Kwon Do, Aikido e
potrei citarne altre decine si diffondono chi più chi meno.
La premessa
più importante è che non esiste una disciplina migliore o una peggiore
comunque tutte, anche se da strade diverse, portano alla stessa
soluzione, cioè la consapevolezza e il controllo del proprio corpo e
delle proprie capacità.
Sono discipline che esistono da sempre e che
provengono da ogni parte del globo, tutte belle, tutte efficaci, ma con
una cosa in comune, tutte codificate da regole precise che le hanno
fatte vivere e resistere fino hai giorni nostri.
Letta questa premessa
storica arriviamo al punto. Sembra ormai moda comune parlare di
autodifesa, e purtroppo la domanda più frequente che capita ad un
insegnante di arti marziali o di sport da combattimento è “ma quì
imparo a difendermi per strada?”. Personalmente è la domanda più
umiliante e meno incoraggiante che si possa fare ad un insegnante che
ama la propria disciplina sportiva o marziale che sia.
La colpa
purtroppo non è di chi vuole imparare una disciplina, ma è dovuta al
continuo bombardamento mediatico. E’ ormai noto che nascono come funghi
pseudo discipline di fantomatici istruttori ultra esperti in almeno 10
(per dire) arti marziali che vendono un corso di autodifesa da
“strada”. Il tutto mescolando e remixando discipline esistenti da
sempre ..dandogli nomi altisonantie prendendone la paternità.
La
capacità di autodifesa si acquista inconsapevolmente negli anni e solo
dopo un costante e lungo allenamento. Solo quando si acquista la
consapevolezza delle proprie possibilità si raggiunge una
caratteristica simile, e non frequentando un mero corso caratterizzato
da infarinature varie da schemi studiati su carta o da movimenti
preconfezionati.
Soltanto il fatto stesso di finalizzare un lavoro al
fine di una lotta eventuale, casuale, dovuta ad un evento sfortunato
come quello di un’aggressione, è segno sicuramente di scarsa
motivazione.
L’autodifesa scaturisce dalla reazione naturale ad una
situazione critica e nulla in natura e preconfezionato. In sintesi non
è onesto illudere delle persone che si vogliono avvicinare alle Arti
Marziali o agli Sport da Combattimento, per acquisire sicurezza in se
stessi, con nomi fantomatici o corsi di autodifesa da strada, il
rischio è altissimo.
Prima o poi sentiremo parlare di persone che
vengono ferite o peggio, a causa di una reazione ad un’aggressione,
persone che, illuse da queste mode, credono di avere delle
caratteristiche che in realtà in pochi raggiungono e solo dopo anni e
anni di preparazione. Fondamentale è il capire che la preparazione di
cui parliamo non è finalizzata all’aggressione o alla difesa stradale,
ma bensì di una preparazione e una codifica di regole di Arti Marziali
e Sport Combattimento veri, i quali si dedicano al miglioramento della
persona a 360 gradi e non ad una cruda e sfortunata eventualità. Il
sapersi difendere diventa poi una risultante o una conseguenza naturale
del lavoro svolto nel tempo, ma non e’ l’obbiettivo primario.
Per fare
chiarezza sul concetto basta analizzare semplicemente i nomi:
Arte
Marziale
Arte: attività umana basata sull’abilità individuale, sullo
studio, sull’esperienza e su un complesso specifico di regole | insieme
delle regole e delle conoscenze tecniche necessarie per compiere una
determinata attività.
Marziale: bellico; militare
Sport da
Combattimento:
Sport: attività fisica volta a mantenere in efficienza
il corpo: ciascuna delle discipline sportive (e l’insieme degli
esercizi atletici e delle gare che le contraddistinguono) praticate
individualmente o in gruppo nel rispetto di regole codificate.
Combattimento: il combattere e il suo risultato; azione offensiva o
difensiva, durante una battaglia limitata nel tempo, nello spazio e
nell’entità delle forze contrapposte.

Analizzando il tutto si leggono,
in entrambi i casi, le parole “regole o Codifiche”.
Queste due
caratteristiche sono fondamentali e solo se seguite portano ad una
completa preparazione.
Nel caso in cui un giorno sarete così sfortunati
di trovarvi nella situazione di capitare difronte ad un
malintenzionato, non sarà certo praticando per qualche mese un
fantomatico corso di “Lotta stradale”, che riuscirete a cavarvela.
Un
allenamento finalizzato solo a questo scopo non ha senso di esistere e
non esiste.
Il consiglio è quello di praticare un’ Arte Marziale o una
Disciplina da Combattimento qualsiasi, quella che vi piace di più e che
si adatta più al vostro carattere e al vostro fisico, sono tutte belle
efficaci e valide, proprio perchè non sono nate da un giorno all’altro
e perchè hanno regole e codifiche ben precise sviluppate tutte in
funzione del miglioramento e del rispetto della persona.
La
pubblicizzazione di prodotti “Self Kombat”, “Auto Combat”, “System
Komat” ecc. ecc.. è solo gratuita espressione di istigazione ad una
violenza già dilagante, indirizzata comunque ad un fine commerciale.
L’
assenza di un Ente che tutela o controlla queste pseudo discipline ci
danneggia un pò a tutti, e và a logorare una situazione di credibilità
difficile che già da qualche anno ci colpisce a causa di questi
spiacevoli avvenimenti e da una Tv un pò troppo esagerata.
Inoltre il
controllo è assente anche nella effettiva competenza di chi vende
questo tipo di prodotti, infatti molti non hanno, sinceramente, i
requisiti necessari all’insegnamento e quel che è peggio chi li
avrebbe, si autonomia insegnante di molteplici discipline, alcune
addirittura inventate da se stesso… considerando che per acquisirne
una, ci si mette una vita e si ha sempre da imparare …….
Le arti
Marziali e gli sport da combattimento hanno regole e storia, i
surrogati hanno finalità commerciali.
Ovviamente nel Campo dell’
autodifesa ci sono , comunque, molte persone competenti, il consiglio è
di controllare, per quello che vi è possibile, l’effettiva competenza
di chi opera.

E’ doveroso puntualizzare che il delicato argomento
della difesa personale viene affrontato regolarmente e quotidianamente
dai corpi di Polizia e dall’esercito.
Ovviamente istituzioni come
Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato annoverano nelle
loro strutture veri e propri professionisti del settore altamente
specializzati in questa delicata attività. Ovviamente tali
Professionisti sono profondi conoscitori della Arti marziali Classiche
e rivolgono questi concetti di autodifesa al personale che dovrà
operare giornalmente nel settore della sicurezza pubblica e nella
difesa delle istituzioni. Questa necessità è dovuta al rischio e all’
esposizione quotidiana a situazioni rischiose e delicate. Da
sottolineare che il personale di polizia in genere ha severe regole di
applicazione e in caso di abusi dovuti all’uso improprio di tali
concetti, ne risponde direttamente sia a livello professionale che
legale.
In sintesi questo è uno dei pochissimi ambienti dove è
possibile sintetizzare con successo tali concetti di autodifesa, non
dimenticando che comunque le persone che vi partecipano sono sempre
professionisti atti alla protezione e alla sicurezza dello stato e del
cittadino, non si parla, quindi, ne di casalinghe, di studenti
universitari o chiunque altro si affidi a strutture atte a vendere un
prodotto e non ad insegnare una disciplina.







 


 

 
 
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