Pubblichiamo la risposta ufficiale di Simone Di Marco in relazione ad alcuni siti che hanno pubblicato articoli verso la sua persona!

di Osti Gianmarco
Ho avuto modo di conoscere Simone di Marco quando abbiamo organizzato la serata al Ruvido in dicembre.
Di Marco mi ha portato degli atleti che devo ammettere sono di ottimo livello ed ho avuto un'ottima impressione sulla serietà di Simone e di tutto il suo team.

di Max Baggio
Simone Di Marco è un'atleta che quest'anno è entrato a fare parte della nostra famiglia (A.I.K.F.) con tutto il suo gruppo di ottimi atleti.
Ha una scuderia molto numerosa con alcuni giovani atleti che promettono molto per il futuro, inoltre lui è molto valido anche come Promoter.
Tutta la sua attività come combattente è gestita all'interno del nostro gruppo e il suo prossimo appuntamento è in Thailandia per un'importante match al Rajadamnern Stadium.
La polemica nata in questi ultimi mesi credo non serva molto al nostro ambiente e mi auguro che come è nata possa anche morire presto, intanto Di Marco credo debba dimostrare soprattutto sul campo quelle che sono le sue qualità e i suoi successi.
Da quest'anno Simone è entrato in F.I.KB. per crescere ulteriormente come atleta e come Promoter.
E quello che gli auguro e che sono sicuro lui farà nel miglior modo possibile.

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Mi presento: sono Simone Di Marco…Atleta con la “S” maiuscola: “Serio”.

Mi appresto, con la presente, a dare risposta, personali pareri e precisazioni evidentemente necessarie alla tanto incresciosa situazione creatasi.

In totale e sincera schiettezza non posso eludere la triste perplessità che mi governa nel pensare che, nell’ esclusivo mondo di queste nostre discipline, in cui le parole “guerriero”, “campione”, “vincente”, “conquistatore” ecc. dovrebbero essere linee direttrici di uno stile di vita, proprio chi dovrebbe, forse, per la ormai avanzata età, emergere e trascinare, bastando a se stesso e a chi abbia intorno…risulta, invece, secondo la mia personale opinione in modo a dir poco infelice e declassante, screditare altre o nuove realtà per riuscire a mantenere un equilibrio ormai probabilmente “impolverato”.

Ciò che, comunque, mi conforta e mi porta subito a sorridere è la consapevolezza che la mia città è intelligente, sa in che direzione guardare, sa che valore dare ad ognuno sulla scena…sa come farsi sentire vicina o indifferente.

Mi sento di affrontare la questione a ritroso, ma vorrei prima evidenziare di non voler in questa sede (riservandomi di farlo in sede legale) delineare i tratti specifici di ogni singola situazione più di quanto sia bastevole all’identità di questa mia risposta.

Quella della Thailandia è stata per me un’ esperienza dagli indicibili contenuti, sotto il profilo umano-relazionale, tecnico ed emotivo che riterrò sempre un bagaglio personale incredibilmente unico.

A tal proposito, lontanissimo dal raccogliere illazioni e provocazioni varie, inviterei chi ha saputo così bene cimentarsi in minuziosi commenti, o ben inteso chi per lui, ad andare a tastare con mano quell’atmosfera, ad assaporare quella tensione, quelle emozioni, ad immergersi con un momento in un sistema veloce e a circuito chiuso, a chiedere a se stessi il 200% solo per avere un’attenzione in più, e, poi, avvicinarsi a quel Ring e salirvi, come si fosse su di un altro pianeta, coscienti di non aver sostegno che da se stessi, coscienti che il proprio massimo lì potrebbe essere poco più di niente…e poter possedere, poi, non la bandiera di una vittoria da sventolare, ma un ricordo intimo ed intenso che IMPRIME NELL’ANIMO FORZA E MATURITA’.

È vero e non me ne vergogno, sono stato svezzato col SANDA, disciplina direttamente proporzionale e giusta per quei miei primi anni di pratica agonistica, che, comunque, hanno registrato la mia continua presenza sul podio,nei relativi campionati italiani di allora, nello specifico di un primo, un secondo ed due terzi posti,( Ferrara, Chianciano,Savona e Modena) ovviamente dimostrabili da filmati; anni di bei ricordi, ma che a breve non hanno più potuto soddisfare la mia voglia e convinzione di scegliere questa come strada unica e totalizzante della mia vita sportiva.

Per apporre un fermo sigillo a questo momento di crescita, ho cercato il confronto con un atleta che in quegli anni vantava l’ imbattibilità; infatti, per quattro Campionati Italiani consecutivi era salito sul gradino più alto del podio, battendo anche tutti gli atleti delle varie scuole pescaresi in attività: Rossano Leone.

Un match che chi vuole ricorda ancora, il 28/07/02: duro, singolare e d’impatto, soprattutto perché, per la prima volta nel Sanda, Pescara ha visto un confronto senza corpetto, senza caschetto e sulla distanza di cinque riprese, che hanno sancito un’ importante vittoria premiante la mia tenacia considerando che, nella seconda ripresa, un calcio al viso mi ha procurato un irrimediabilmente vistoso “spacco” sul naso, dei cui sei punti porto ancora i segni.

Qualcun altro vuol leggervi MEDIOCRITÀ in questo?…mah! Ciò che subito mi viene da pensare è a tutto quello che ho premura di insegnare ai ragazzi del mio Team, a quanto ancor più sentitamente io stimi ognuno di loro dalla prima volta che salgono sul Ring, perché a prescindere da quale sia il risultato, in quel momento li vedo diventare uomini, vincere ogni insicurezza, ogni paura e credere così fermamente in ciò che fanno da non poter essere che AMMIREVOLI…mi chiedo allora:come può la mediocrità far parte dell’agonismo? Chi non riesce a capire che l’agonismo è già vittoria interiore? Comunque, senza andare ancora avanti inutilmente, di quel mio passato definito “a dir poco mediocre” vorrei rivelare di avere, come ricordi, emozioni vive, prima ancora che coppe e medaglie.

A seguito di innumerevoli allenamenti corposi, intensi e sicuramente diversi, soprattutto fuori regione e in particolar modo in Emilia Romagna, il 15/12/2002 ho esordito al centro di quelle corde desiderate con un match di Kick Boxing senza protezioni alcune, come primo di una lunga serie di appuntamenti che hanno portato ad assistere la nostra città a match avvincenti, coinvolgenti, a pieno contatto e soprattutto, alcuni di questi, come quello sopra mensionato, senza l’ausilio di protezioni, cosa che chiaramente non era mai accaduta prima a Pescara.

Riporto alcuni numeri solo per dare una qualche idea di quella che è stata ed è la nostra attività lavorativa: da dicembre 2002 sono stati realizzati ben 19 appuntamenti tra riunioni agonistiche e Gran Gala che hanno aperto gli occhi alla maggioranza, a neofiti e già praticanti, raccogliendo notevoli consensi e la presenza crescente di un calorosissimo pubblico.

Se alcuni di questi sono stati organizzati al di fuori di palazzetti, ciò è stato fatto al fine di sensibilizzare l’attenzione collettiva e di arrivare ad inserirsi negli spazi di interesse dei più.

A proposito, tengo a render noto che nell’imminenza del 6 e del 13 marzo, con la coorganizzazione del Comune di Pescara e dell’Assessorato allo Sport, nella persona di Rudi D’Amico, presenteremo due appuntamenti i cui incassi verranno interamente devoluti in beneficenza all’A.M.A.A., (Associazione Malati Alzaimer Abruzzo) portando così il nostro contributo a ché anche la Kick Boxing e la Thai Boxe possano rivestire ruoli nobili e rilevanti in una società che le ha sempre un po’ bistrattate con l’etichetta di “sport violenti”.

Tra le tante altre organizzazioni non posso esimermi da mettere in luce il Gran Gala di domenica 12/12/2004, che ha certamente dato lustro alla mia città presentando un ventaglio di combattenti di straordinario valore ed indiscutibile fama protagonisti di una serata dai contenuti esclusivi, tra i quali mi preme evidenziare i primi due match a Pescara di Free Fight Vale Tudo, in uno dei quali si è brillantemente cimentato il sottoscritto.

Vorrei, inoltre, portare a conoscenza quanti non lo sapessero o non lo ricordassero, che il 22/03/2003, durante un match di un altro importante appuntamento sportivo della nostra regione presentato in conferenza stampa dall’ autorevole presenza dell’allora assessore al turismo e sport della provincia di Chieti: Dott. Campli, sempre il sottoscritto ha riportato una bruttissima frattura della tibia destra, ma che , benché dopo 90 giorni di gesso avesse ordini medici di un tempo di recupero e di riabilitazione di venti mesi, dopo soli cinque di questi, a fine estate, era già nuovamente sul Ring, pronto per ripartire con più incentivi e vigore come se nulla fosse accaduto… Non so quanti avrebbero potuto fare lo stesso.

Comunque, per ragioni di tempo e di spazio non mi dilungo qui ulteriormente nel racconto di tutto quanto ho finora avuto volontà e possibilità di vivere, anche perché, certamente, non ho ricordi personali da voler condividere con altri se non con i miei affetti.

Ad ogni modo, la lunga serie dei miei appuntamenti e delle mie vicende personali è stata definita di ESIBIZIONI…ecco, non è mio costume raccogliere provocazioni, ma far sì che lascino il tempo trovato…però, in tale precisa circostanza sono stato invitato a rispondere e, allora, non posso che domandarmi: ma il termine ESIBIZIONI verrà forse dall’aver preso visione di momenti troppo SPETTACOLARI rispetto a quanto (..Quanto??.…!!) fosse stato finora visto dalle nostre parti?

E, comunque, relativamente alle “risa” dichiarate tra le tante insinuazioni rivoltemi, ricordiamo tutti che effettivamente a Pescara si è riso, ed anche tanto…ma certo in NESSUNO di questi NOSTRI appuntamenti.

Quanto ancora affermato riguardo alla presentazione del sottoscritto come Campione Italiano di Kick Boxing, non ho potuto capirlo né tanto meno m’incuriosisce, comunque, a scanso di equivoci, dichiaro di aver seguito la logica ed ordinaria trafila di match dichiarati e registrati presso chi di competenza per arrivare a tale obiettivo.

Inoltre, a riguardo della mia dichiarazione pubblica sul match di interstile e sulla mia smentita, la giusta versione è che nessuno mai mi ha costretto a far nulla, ma che, per pura etica professionale, ho voluto, concordemente col responsabile del Wushu, correggere quanto precedentemente affermato, tramite televisione e volantini informativi, avendo saputo che l’atleta al quale mi sono contrapposto nelle Marche, non era l’attuale Campione Europeo, ma precisando FERMAMENTE LA MIA COMPLETA ESTRANEITA’ ALLA VICENDA poiché chiamato in veste di atleta e, ovviamente, esente dalle competenze organizzative di contro imputabili a persone che, per discrezione, non nominerei.

Aggiungo che non si è verificata nessuna invasione di manifesti di accusa, e ciò è dimostrabile presso la Gappa del Comune di Pescara, ufficio preposto alla gestione degli spazi relativi alle affissioni.

Non so il perché di queste “allucinazioni”…ma forse ho iniziato a capirlo.

Comunque, proprio per tali spiacevoli esperienze ed in seguito ad un’acclarata crescita professionale, ho affidato tutta la gestione della mia attività agonistica nelle mani del Manager Max Baggio, che, subito dopo aver preso referenze e conferme sul mio conto, mi ha messo nella condizione di poter disputare un match valido per il Titolo Europeo Professionistico di Kick Boxing con regole orientali per la prestigiosa e blasonata federazione ISKA, contro un forte atleta cileno residente al confine tra l’Austria e l’Italia, residenza, comunque, per la quale nessuno si è apprestato ad apporre postille aggiuntive o di rettifica sui manifesti, anche perché non vedrei motivo per cui si sarebbe dovuti intervenire in tal modo data la trasparenza e la veridicità del tutto.

Ad ogni modo, questo non meglio prima identificato “atleta del Cile” porta il nome di Carlos Carrasco…combattente e signor atleta che non credo possa essere sconosciuto.

Ma questo EMINENTE e STIMATISSIMO Signor Bergamini Riccardo cosa tenta di rivendicare?? Non riesce proprio ad uscire dal “Silenzio” in una maniera più consona a titoli ed onoreficenze che vanta di portare?

E, citando ancora il suo: “DOVE VOGLIAMO ARRIVARE?”….Beh, quanto a me lo so bene…la mia è una programmazione cercata e compiuta passo dopo passo..

Per quanto riguarda lui né lo capisco né tanto meno può interessarmi…

Comunque, per ulteriore necessaria chiarezza, mi premuro di apporre qui di seguito le stesure integrali delle lettere da lui menzionate.

 

Ecco, posso affermare che , avendo già una fitta pianificazione di match durante la primavera, il mio Manager aveva procrastinato l’appuntamento in questione per il mese di Maggio-Giugno, periodo che mi trovava estremamente concorde pensando già alla realizzazione di quello, all’aperto, nella grande piazza al centro della nostra città, ben inteso che avrei preferito provarmi con Fabrizio Bergamini, atleta che gode della mia stima e del mio rispetto, visto che dell’altro atleta Paone non ho riferimenti né lo conosco, per quanto abbia personalmente assistito la scorsa estate ad un suo match che non può far testo consideratone lo sviluppo.

Ciò nonostante, come si evince dalla mia lettera di risposta, abbiamo lasciato carta bianca sulla scelta tra i due atleti.

Anche qui, però, l’autorevole Tecnico e Commissario Regionale ricostruisce la vicenda secondo una prospettiva molto particolare ed in ogni caso decisamente offensiva nei miei confronti, addirittura parlando di inverosimili borse inadeguate.

A tal punto, forte della serietà che mi porta anche a poter lavorare, con cadenza quasi settimanale, con molte delle realtà operanti sull’intero territorio nazionale, farò si che l’intera vicenda venga chiarita, vista la evidente lesione in punto economico e di immagine in capo alla mia persona, dinanzi la competente sede giudiziale nei modi e termini di legge dai professionisti da me incaricati.

Alla luce della gratuità di ogni sua insinuazione, rendo noto pubblicamente di non voler ulteriormente aver con lui o chi per lui qualsivoglia contatto riservandomi, in difetto, sin da ora di tutelare i miei diritti a mente della vigente normativa in materia.

In chiusura, vorrei si sapesse che il sottoscritto,(che è stato in maniera tanto esplicita quanto allusiva, corredato di subdole e provocatorie insinuazioni a riguardo del proprio valore di uomo e di atleta), il 19/02/2005, a Nocera Superiore (Na), ha disputato un match nel quale ha conquistato il Titolo Mondiale ISKA di Kick Boxing con regole orientali, cat. 75Kg, contrapponendosi al cubano Alfredo Limonta, della cui caratura mi sentirei fuori luogo a doverne dare descrizione.

Comunque, tutta questa situazione fa già parte del passato..ed io non ho né il tempo di girarmi indietro né quello da togliere ai miei obiettivi e, soprattutto, ai miei ragazzi…ai cinquanta agonisti del mio Team, fulcro emotivo della mia passione e del mio lavoro…e poi, della presenza del Signor Bergamini non mi sono mai curato in precedenza e certo non lo farò ora…quando tutte le mie attenzioni ho da rivolgerle solo all’importantissimo match che mi attende, a fine Marzo, nello storico, imponente e prestigioso RAJADAMNERN STADIUM di Bangkok, che sicuramente il Signor Bergamini saprà cos’è…!

A tal punto, ringrazio la redazione per lo spazio concessomi, augurandole una felice continuazione del proprio lavoro.

Inviterei la stessa, per gentilezza, a non rendermi più partecipe di alcun tipo di sviluppo della situazione in questione.

Con Rispetto


Simone Di Marco

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