A Milano , riunione vietata ai minori di 35 anni. by Gm

Questa l’età media dei protagonisti della manifestazione organizzata dalla OPI2000. Se poi pensiamo che sul ring c’erano quasi tutti i migliori pugili italiani in attività, allora la cosa diventa preoccupante.

Una volta certi campioni facevano da balia ad altri giovani virgulti che avrebbero poi assicurato il ricambio. Adesso si semina poco e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Le cause di questa situazione sono molteplici. Ragazzi che passano troppo tardi al professionismo (che rappresenta comunque un grosso richiamo pubblicitario per questo sport!), pugili che hanno trovato la maturazione troppo tardi, ragazzi demotivati da attività non programmatiche, pugili allevati nella bambagia e nel culto di records immacolati ma privi di sostanza. Tutto questo ci sta facendo vivere una crisi spaventosa dalla quale non si vede uno sbocco. La Lega professionisti non può essere e non sarà la medicina, occorre ben altro che affidare a dei “turisti per caso” o personaggi “riciclati” che hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza nel ricoprire ruoli di responsabilità, le sorti del pugilato professionistico italiano. Gli organizzatori li abbiamo, anche se non sono molti e non sempre si tollerano tra loro. Bisogna solo che ci si sieda intorno ad un tavolo e si buttino giu’ programmi seri che prescindano da interessi personali, altrimenti anche questa Lega sarà l’ennesimo carrozzone che rischia di trasformarsi in un carro…funebre. Inserire un paio di matches tra neopro nei cartelloni di queste manifestazioni dovrà essere un vincolo su cui non transigere! I contributi non dovranno prescindere dalla qualità dei matches proposti. La nazionale italiana dilettanti dovrà tornare ad essere un momento di crescita nella carriera di un pugile e non essere vista come un approdo economico! Inutile tenere bloccati decine di ragazzi nella vaga speranza di una medaglia olimpica, quando sappiamo che la “ghenga” mondiale non lascerà che qualche briciola affidata piu’ al caso ed alle manovre politiche che al valore dell’atleta.

Torniamo a Milano. Nei massimi leggeri, il “gabibbo”, Giacobbe Fragomeni, 35anni, ha battuto ai punti in 12 rounds il brasiliano imbattuto (15+) Daniel Bispop. Fragomeni (18 vittorie su 18 matches), ha vinto bene, ma ha palesato quei limiti di potenza che non gli consentono di chiudere questi matches in modo perentorio.

Nei pesi welters, Giovanni Parisi, ha battuto ai punti in 10 rounds il mestierante e sgusciante francese Louis Mimoune, che quando vede la “mala parata” , si guarda bene dallo “scambiare”. Parisi era al 2° match in 5 anni.

A 37 anni di età, senza problemi economici e con qualche ambizione, potrebbe essere una “chioccia” per qualche giovane da lanciare nei suoi sottoclou, magari chiedendolo in prestito a qualcuno che già ce l’ha e compartecipando alla sua crescita. Così invece sarà solo un “fenomeno” che si esaurirà in poche battute. Nei pesi superleggeri, Gianluca Branco, 34 anni, ha battuto l’argentino Ariel Francisco Burgos, che ci aveva illuso di essere un avversario “vero”, è stato battuto per kot al 6° rounds, dopo aver rivelato l’aspetto piu’ “taurino” del suo pugilato. Per Branco un successo che non aggiunge nulla a quanto già si sapeva, in attesa di quei matches importanti che sono sicuramente alla sua portata. Vittoria anche per Cristian Sanavia, che ha battuto il francese-spagnolo Eliseo Nogueira ai punti in 6 rounds . Era la terza volta che lo incontrava. Dice Gennarino che tra un po’ gli daranno gli “assegni familiari”. Infine è salito sul ring l’unico ed autentico personaggio del boxing italico attuale: Stefano Zoff. Stefano è la dimostrazione che per bucare il video ed il cuore degli appassionati non bisogna essere solo campioni eccelsi, ma basta avere una spiccata personalità ed una disciplina atletica rigorosa. Le sue prove sono sempre accompagnate da quella naturale simpatia che ci accomuna agli spiantati eroi delle imprese impossibili. Resta quindi arduo e difficoltoso vederlo e “capirlo” quando dovrebbe assumere il ruolo di favorito. Quindi non ci formalizziamo quando gli capiterà, com’è successo, di trovare giovanotti irriverenti che gli metteranno in faccia colpi che una volta avrebbe schivato; al momento opportuno, siatene certi, saprà trovare quelle energie e quelle risorse che gli consentiranno di soggiogare e incutere rispetto agli avversari. Ci darà ancora molto il “pirata” di Monfalcone, ma già gli siamo tanto riconoscenti e grati per quanto ha fatto per questo sport. Alcune delle piu’ belle emozioni della boxe italiana degli ultimi tempi ce l’ha regalate proprio lui.

Grazie Stefano! Tornando alla cronaca vi diciamo che Zoff ha battuto abbastanza nettamente il danese Martin Kristjansen ai punti in 12 rounds, prevalendo per una maggior efficacia nei colpi e tenendo quasi sempre l’iniziativa del match. A tratti ha peccato di determinazione, ma forse ha voluto far concludere il match ad un “allievo” per il quale provava anche simpatia. Almeno questa è stata la nostra impressione, ma com’è noto… noi di boxe non capiamo niente! Per finire, il piu’ giovane in cartellone degli italiani, il 29enne Luciano Lombardi, ha battuto ai punti in 6 rounds Joseph Sarkody.

Ad Honlulu, nello splendore delle isole Hawai, il filippino peso gallo Rey “Boom Boom” Bautista, ormai vedette locale, ha battuto per kot al 5° round il tailandese Aree Phosuwangym. Bautista è originario di Cebu’ ed ha un record di 14 matches tutti vinti.

A Roseto, Lorenzo Di Giacomo , ha conservato il titolo dell’Unione Europea dei pesi medi. Invece di dare credibilità e vigore ai titoli europei obbligandone la difesa ogni 3 mesi , stilando classifiche con criteri oggettivi e designando sfidanti aderenti a valori reali e non presunti o pregressi, l’EBU ha istituito questo titolo privo di valori tecnici e finalizzanti, che costituisce l’ennesimo richiamo per attirare contributi. Di Giacomo ha battuto un onesto ma modesto collaudatore, la cui qualifica di sfidante non trova alcun fondamento. Kaurimaki, ha adottato una tattica ostruzionistica e passiva che aveva l’unico scopo di dilatare la fine del match , regolarmente verificatasi, quando il finlandese ha incautamente e stancamente abbassato la guardia. Di Giacomo che si è intestardito in una tattica che lo ha portato a correre rischi riguardanti soprattutto l’incolumità delle sue mani, ha colto il primo momento propizio che, il piu’ alto avversario, gli ha finalmente prospettato. E’ accaduto all’8°round, quando un gancio ha colpito al mento Kaurimaki, che, fatto qualche passo, si metteva in ginocchio, per poi rialzarsi malfermo sulle gambe. Interveniva prontamente l’arbitro che sospendeva il match. Solite banalità nelle interviste del dopo match con un Nino Benvenuti che scomodava addirittura Rocky Marciano per parlare delle traiettorie dei colpi di Di Giacomo. Con tutto il rispetto che nutriamo per Di Giacomo e soprattutto per questi immensi campioni, l’accostamento è sembrato una bestemmia! Ma non ci fate caso, perché come già detto …noi di boxe non capiamo niente! Negli altri match, solita sequela di risultati scontati, con il peso piuma Alessandro Di Meco che ha battuto per ko al 4° round Karoly Lakatos, con il supermedio Emanuele Zuanel (4 vittorie ed un pari), che ha battuto Zoltan Kallai, con il superpiuma Ivan Fioretta che ha vinto per squalifica su Arpad J. Toth, con superleggero Giuseppe Cusenza che che vince per la seconda volta in carriera, battendo Karoly Domokos. Nelle immagini finali si e’ intravisto la testina d…el “ ragioniere che non e’ dottore”. Avevamo promesso di parlare di lui, abbiate pazienza, appena abbiamo le ricevute…pardon le prove materiali… non ci fermera’ nessuno!!!


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