INTERVISTA A BRUNO VISENTIN
LA TIGRE DEL MUGENDO
Intervista a tutto tondo con Bruno Visentin, lanima del Mugendo italiano che è entrato in FIKB.
di Giulio Di Meo

Capelli a spazzola, mascella squadrata, fisico ancora possente nonostante
i suoi quasi 50 anni, Bruno Visentin dirige oggi una bella palestra, il Fitness
Club che porta il suo nome, a Favaro Veneto, a pochi chilometri da Mestre.
Ma Visentin è stato uno dei più noti fighters della regione,
nel karate prima e nel Mugendo poi, unarte da combattimento molto simile
alla kickboxing che lo stesso maestro veneto aveva introdotto in questa regione
negli anni 80. Smessa la competizione agonistica, oggi Visentin è impegnato
come insegnante e come promoter. Sua lidea di ospitare a Venezia recentemente,
uninteressante Gala internazionale di kickboxing e Mugendo. Col riconoscimento
della Federazione Italiana Kickboxing da parte del CONI, ecco che Visentin
si è avvicinato con tutti i suoi numerosi allievi alla FIKB. Di qui
la ragione della nostra visita al noto personaggio e di seguito la nostra
chiacchierata che, come un quadro a tutto tondo, vuole dare unidea globale
delluomo e delle sue idee.
Hai alle spalle unottima base marziale. Sappiamo che hai praticato Karate Shotokan.Comè nato il tuo amore per questa disciplina e che risultati hai conseguito in quel periodo?
Ho intrapreso quest arte marziale nel 1972 alletà di 17 anni sotto la guida del Maestro Alessandro Failoni, grazie ad un amico che già praticava il Karate, Adriano Lucco (ora Maestro di Karate). Mi portava sempre a vedere le lezioni per invogliarmi e perché sosteneva che ,sia per carattere che per doti fisiche, avrei potuto ottenere dei buoni risultati. Così è stato. Sono nati subito amore e passione, e la mia formazione è stata molto veloce dando subito ottimi risultati specialmente nel Kumite. Infatti già da cintura marrone vincevo tutte le gare nel Triveneto. Nel 1976 a Montecatini Terme ottengo la cintura nera 1° Dan e nel 1978 il 2° Dan e il diploma di istruttore. Nel 1980 divento 3° Dan. Lattività di agonista ha messo in evidenza le mie caratteristiche di combattente diventando campione nazionale nel 1978 (Coppa De Gasperi) a Verona ed entrai così a far parte della nazionale di Karate Fesika. Sotto la guida del Maestro Bruno De Michelis 5° Dan , vice campione del Mondo, riesco ad ottenere ottime prestazioni personali a livello internazionale. Le mie ultime uscite come agonista nel Karate Shotokan risalgono al 1982 in due gare internazionali, la prima a Bressanone dove ho vinto contro gli atleti della Germania, la seconda al Lido di Venezia in un incontro con lOlanda vinco il primo incontro e pareggio lultimo. Decido di ritirarmi dallagonismo per dedicarmi allinsegnamento del Karate Shotokan.

Cosa non ti è piaciuto, a un certo punto della tua esperienza karateista, per farticambiare strada?
Con il mio ritiro dal mondo agonistico come karateka mi sentivo insoddisfatto dalle tecniche del Karate in quanto a mio parere anche se sono la base unica di tutte le arti marziali mi davano la sensazione di non essere veritiere. Ero alla ricerca di una tecnica più vera e più efficace e quindi mi sono avvicinato al Full Contact.
Come ti sei imbattuto nel Mugendo?
Mi sono imbattuto nel Mugendo dopo aver partecipato ad uno stage del Maestro Meiji Suzuki 10 ° Dan e del Prof. Petar Mijic di Spalato 10° Dan a Treviso. Da qui mi hanno invitato a Spalato per partecipare ad un altro stage e come ospite ad una gara da loro organizzata in qualità di Campione Italiano di Karate. Londra è stata unaltra mia meta per poter approfondire le mie nuove conoscenze sul Mugendo e ho avuto modo così di stringere sempre di più i rapporti con i due Maestri ( Meiji Suzuki e Petar Mijic). Essendo come già detto insoddisfatto dalle tecniche a mio avviso poco vere del Karate, da quel momento ho deciso di abbracciare questo nuovo e più moderno sistema di combattimento conquistando il Titolo Europeo e Mondiale nella categoria medio massimi e restando imbattuto fino al 1993 con il ritiro definitivo dallagonismo.
Cosa ti piaceva del Mugendo per farti rigettare il Karate così come lo avevi praticato sino ad allora?
Del karate non ho rigettato nulla. E stato per me un buon trampolino di lancio ma soprattutto unottima base per la mia formazione tecnica e mi ha accompagnato in tutta la mia carriera. Il Mugendo è una disciplina moderna e non arte marziale, che utilizza tecniche e metodologie più reali e adatte alla nostra mentalità (occidentale) e alla nostra conformazione fisica. Il Mugendo ti dà la possibilità di lavorare in un modo molto completo, mettendo insieme lavoro fisico, mentale e divertimento. Il Mugendo mi piace perché è aperto a tutte le innovazioni di qualsiasi sport, prendendo da questi il meglio e tutto ciò che può essere inserito nel combattimento. Potrei scrivere più di un libro sulle motivazioni che mi hanno spinto verso il Mugendo, ma mi limito a dire che da quando lo pratico sento di percorrere una strada infinita che mi porta alla libertà, alla leggerezza, alla felicità, al controllo interiore insomma mantiene la mente e lanimo giovani anche a chi non lo è più tanto .. come me!
Il Mugendo in Italia e in Europa: fin dove è arrivato e perché, ad un certo punto, non si è più sviluppato? Colpa della rapida ascesa della Kick Boxing o di cosaltro?
In Italia ho creato io la F.I.M. (Federazione Italiana Mugendo), che al giorno doggi ha raggiunto 1.500 iscritti. In Europa il Maestro Meiji Suzuki ha creato la M.K.A. con 12.000 iscritti, comprendendo varie città Europee e una parte della California dove tuttora viene praticato. Il rallentamento dellespansione è dovuto a divergenze di idee tra i Fondatori e i rappresentanti nel Mondo e alla nascita di una miriade di Federazioni e diversi stili della Kick Boxing, per cui ogni promotore del Mugendo ha sviluppato la propria Federazione nel territorio di competenza.
La situazione degli sport da combattimento in Italia: nel periodo dello scontro tra Falsoni e Di Blasi, sei sempre rimasto alla finestra?
In 32 anni di carriera sono sempre stato al corrente tramite riviste e conoscenze delle vicende riguardanti il mondo degli sport da combattimento in Italia ma anche nel Mondo, ed in particolar modo ho seguito sempre con molto interesse anche lo scontro Falsoni Di Blasi e non posso fare a meno di dimostrare la mia approvazione per le idee di Falsoni.
Non hai mai avuto rapporti personali e diretti con Falsoni: cosa ti ha indotto ad entrare in F.I.K.B. oggi?
A dir la verità se non proprio direttamente Falsoni ed io abbiamo avuto modo più di una volta nel corso delle nostre carriere di incontrarci per esempio durante le competizioni da lui organizzate al Palasport di Mestre Ve, o quando gli telefonavo per organizzare una squadra internazionale della W.A.K.O. contro una squadra di Mugendo. In seguito allincontro alla gara di alcuni mesi fa a Mestre organizzata da Dario Adriano con Max Baggio (conoscenze comuni) abbiamo avuto modo di discutere e conoscerci meglio. Come detto prima nel corso della mia carriera ho incrociato più volte le vicende degli sport da combattimento di Ennio Falsoni in Italia e nel Mondo e ho potuto costatare il suo impegno e la sua serietà nella volontà di raggruppare tutte le federazioni sparse in una unica e più potente che possa entrare a far parte del CONI. Essendo questo anche un mio desiderio da sempre, ritengo che lunica persona in grado di sviluppare un progetto così difficile sia Ennio Falsoni per come ha saputo gestire le vicende che si sono susseguite in tutti questi anni.
Mugendo e Kick Boxing: un doppione o ci sono differenze? In altre parole, cosa manca alla Kick Boxing (in senso lato) che invece ha il Mugendo?
Mugendo e Kickboxing: Doppione? No! La somiglianza è notevole, sta di fatto però che il Mugendo è più ricco in quanto consente lutilizzo di tecniche non permesse nella Kickboxing. Alcune di queste sono prese dalla Thai Boxe ed altre invece da me personalmente inventate, studiate, sperimentate e consolidate come efficaci nel corso degli anni e con ottimi risultati nei combattimenti. Altre differenze le possiamo riscontrare nel regolamento di gara perché il Mugendo ingloba nel proprio quello di quasi tutti gli sport da combattimento.

Come vedi lo sviluppo del Mugendo nellambito della F.I.K.B.?
Spero di avere la possibilità di far conoscere il Mugendo ad un pubblico ancora più vasto essendo lo sport da combattimento più completo tra tutti. Spero di avere il piacere e lonore di collaborare con un grande professionista come Ennio Falsoni, per poter organizzare delle competizioni innovative a livello Internazionale allinterno della F.I.K.B.
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