INIZIAMO CON UN FILM by gm

Against The Ropes è la storia vera di Jackie Kallen (Ryan), la prima donna manager di pugili professionisti. Cresciuta nell’ambiente della boxe (il padre era un allenatore, lo zio un famoso pugile), Jackie eredita la passione per lo sport più virile che ci sia. Ma non è affatto facile per una donna, per giunta bella, sfondare in mondo dominato da uomini usi a menar le mani. Tuttavia, anche Jackie a suo modo è una dura e dopo anni di lavoro all’ombra del proprio principale, finalmente coglie l’occasione della sua vita: un contratto con una giovane promessa del pugilato, Luther Shaw (Epps), che ha scoperto nel ghetto nero di Detroit. Iniziano così la lunga avventura verso la conquista del titolo di campione del mondo dei pesi medi e la sfida con LaRocca (Shalhoub), un potente manager italo-americano.


Dopo In The Cut Meg Ryan, torna sul grande schermo con un’interpretazione distante dal suo ruolo tradizionale di fidanzatina d’America. Superata la soglia dei 40 anni e rifatte le labbra, la star di Harry ti presento Sally, ha impresso una svolta si direbbe definitiva alla sua carriera. Il proposito è lodevole, ma i risultati ancora non sono eccezionali. Lei è brava, come sempre, tuttavia le pellicole cui ha affidato il compito di rivoluzionare la sua immagine non sono all’altezza. Prima con In the Cut di Jane Campion, un noir a luci rosse mal riuscito, ora Against the Ropes una pellicola disneyana con l’aggiunta di qualche parolaccia e un po’ di sangue.


Ci sono tutti gli ingredienti dei film sulla boxe in Against the Ropes: scene spettacolari sul ring, la preparazione, l’attesa e la grande sfida per il titolo mondiale, il successo, il ghetto ecc. (mancano solo le scommesse clandestine). C’è in più la bella storia di una donna che ama il pugilato e che è cresciuta in mezzo ai pugili. Ma c’è anche, purtroppo, tanta retorica, senza però la capacità di suscitare forti emozioni.

Parliamo di IRLANDA
La boxe continua ad essere l'unico working class sport che, almeno al suo interno, è rimasto estraneo agli effetti destabilizzanti del settarismo.

Com'è stato possibile ciò?


La capacità della boxe di attrarre sportivi da entrambe le comunità è aiutata dal fatto che questo sport non viene associato ne alla tradizione culturale cattolica ne a quella protestante.


Anche se gli inglese, a ragione, possono essere considerati i responsabili dello sviluppo iniziale di questo sport fino alla sua evoluzione attuale, in nessun modo la boxe viene associata per tradizione culturale all'Inghilterra. Non è percepita come uno sport di tradizione inglese.


La boxe si è sviluppata come uno sport genuino ( oggi non e’ piu’ cosi! ) ed universale che non è intrinsecamente legato a nessun tipo di tradizione nazionalista o post-coloniale. Per questo è percepita come uno sport neutrale. Essere pugile non è rappresentativo della propria religione o delle proprie idee politiche. In questo modo cattolici e protestanti si possono unire e ritrovare nel nome di uno sport, senza alcuna paura di derivazione settaria.

Sebbene chi compete a livello amatoriale si allena e fa parte di un club, la boxe può essere considerata più uno sport individuale che non di squadra.


Ma più di qualunque altra cosa è il carattere particolare che circonda questo sport in Irlanda del Nord a renderlo così popolare nonostante i contrasti esistenti tra cattolici e protestanti. A Belfast la boxe è circondata da valori e tradizioni tipiche della working class. Fino agli anni '50 era considerato uno sport per uomini duri.

La violenza sconfinata e casuale, che sembra essere endemica delle grandi e moderne città, non ha spazio nella subcultura della boxe. E questo è vero a Belfast come a Chicago, Detroit o Città del Messico.


L'apparente capacità della boxe di isolarsi dalla violenza che caratterizza alcuni aspetti della vita in Irlanda del Nord, si ferma purtroppo entro la soglia della palestra. Come Wayne McCullough e Barry McGuigan hanno scoperto a loro spese. Perché, nel momento in cui, in Irlanda del Nord uno sport dimostra il proprio impatto positivo sulle relazioni tra le due comunità, quasi sistematicamente lo stesso sport diventa bersaglio per lo sfruttamento politico da parte di quelle forze che fanno leva sulla divisione tra cattolici e protestanti.


Wayne McCullough ha vinto una medaglia d'argento per l'Irlanda alle Olimpiadi di Barcellona e, come atleta più giovane delle squadra, ha portato il tricolore nella cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Seoul nel 1988. McCullough è un protestante di Shankill Road. I pugili nordirlandese devono appartenere a club iscritti alla International Amateur Boxing Association (IABA), e nelle competizioni internazionali ad eccezione di quelle del Commonwealth, devono rappresentare l'Irlanda.


Questo ovviamente, non è molto apprezzato al di fuori dei circoli di boxe e soprattutto nelle aree lealiste come per esempio quella da dove proviene McCullough, Shankill Road. Qui, portare il tricolore irlandese viene percepito da molti come un tradimento alla causa protestante e lealista. I familiari di McCullough sono infatti stati minacciati di morte. Di ritorno poi dai giochi olimpici, il Belfast City Council si è rifiutato di invitare Michael Carruth, compagno di gara di McCullough, in quanto membro dell'esercito irlandese, esercito che rivendica la giurisdizione sull'Irlanda del Nord.

Questi avvenimenti hanno fatto si che McCullough piuttosto che proseguire la sua carriera in Irlanda o in Inghilterra, abbia preferito emigrare negli Stati Uniti e gareggiare là a livello agonistico.

Le circostanze nella carriera di Barry McGuigan, probabilmente il miglior pugile proveniente dall'isola d'Irlanda degli ultimi tempi, hanno certamente influenzato la decisione di McCullough di gareggiare negli Stati Uniti.

McGuigan è nato e cresciuto a Clones, nella contea di Monaghan, in quella parte di Ulster che ancora fa parte della Repubblica d'Irlanda. Come tutti i pugili anche lui era associato alla IABA.


Quando poi iniziò la sua carriera a livello professionale, il suo manager B.J. Eastwood, lo convinse a gareggiare per i club inglesi e per i titoli inglesi piuttosto che per quelli irlandesi. Questo probabilmente perché i primi gli avrebbero offerto più soldi e l'opportunità di un riconoscimento internazionale.


Nel tentativo di non offendere ne i nazionalisti irlandesi ne gli unionisti, McGuigan salì sul ring con la bandiera delle Nazioni Unite e con sottofondo la canzone di Londonderry "Danny Boy" evitando sia l'inno inglese che quello irlandese.


Purtroppo però molti nazionalisti irlandesi non dimenticarono il tradimento di McGuigan che scelse di gareggiare per il titolo inglese e non per quello irlandese. E quando il pugile sfilò per le strade di Belfast con il suo titolo di campione mondiale, apparsero nelle aree nazionaliste slogan del tipo "Barry the brit - sold his soul for English gold".


Una volta ritiratosi dall'attività sportiva, McGuigan decise di stabilirsi definitivamente nel sud dell'Inghilterra. È probabile che la scelta di vivere lì piuttosto che in Irlanda del Nord, sia dovuta alle minacce di morte pervenute a lui e alla sua famiglia da parte dei nazionalisti repubblicani.

Minacce che lo hanno spinto a scegliere il Kent piuttosto che la contea di Armagh.

A Castelnovo di Sotto , l’italo-marocchino peso medio Abderrhazek Kobba, ha battuto ai punti in 6 rounds l’altro esordiente Giordano Fabiani.

A Cittiglio di Varese , ancora un successo per lo svizzero-italiano Loris Emiliani, che ha battuto ai punti in 6 rounds l’ungherese Karoly Toth.

A Gary nell’Indiana , l’indistruttibile Reggie Strickland, 35 anni, da peso massimo leggero, ha perso il suo 267° match (ha anche 17 pari e 64 vittorie), perdendo da Jeff Yoeman ai punti in 4 rounds. Ormai è lanciato verso il traguardo dei 400 matches!

A Bruxelles , ha esordito al professionismo, il miglior dilettante belga, il supermedio Michel Henrotin, che ha messo ko al 1° round Vladimir Idrani. Certo era meglio se fosse stato il miglior dilettante russo, però accontentiamoci.

A Nagykallo,Ungheria , il peso superpiuma Janos Nagy (che non è un podologo…quant’è cretina questa !), mancino imbattuto di 29 anni con 19 successi all’attivo, ha battuto Aurel Popa per ko al 2° round.

Alla Kipsala di Riga in Lettonia , il mediomassimo Elvis Michailenko, recente vincitore di Giovanni Alvarez per il titolo dell’Unione Europea, sospeso per positività all’esame antidoping e riabilitato dopo aver dimostrato di aver ingerito la sostanza per motivi terapeutici, ha battuto ai punti in 10 rounds il lettone Roman Dabolins per il primo titolo, nella storia del pugilato Lettone, dei mediomassimi professionisti. Ma che strano, anche un noto politico italiano, accusato di far uso di droghe ha dichiarato di usarle per scopi terapeutici. A tal proposito è interessante una riflessione di Gennarino :” ma pecchè a me quanne me metto 4 prugne secche n’copp o gelato e diche che o’ faccio pe liberarme e’ viscere, nisciuno me crede?”.

Ad Opole in Polonia , continua l’interessante cammino professionistico del mediomassimo Dawid Kostecki (22 anni, alto 1,83) , che ha battuto per kot al 5° round Gasper Mathew. Era in palio il titolo WBC dei giovani. Kostecki è imbattuto in 14 matches (12 prima del limite). Sempre per il titolo giovane (che schifo di traduzione….) dei massimi leggeri WBC, ha combattuto Krzysztof Wlodarczyk (23 anni, alto 1,85) che ha battuto Joseph Marwa ai punti in 10 rounds. Wlodarczyk che vanta un successo su Vincenzo Rossitto, ha un record di 27 vittorie (20 prima del limite) ed una sola sconfitta.

A Memphis , ha forse chiuso definitivamente la sua carriera, un’altra leggenda del boxing mondiale. Stiamo parlando di Roy Jones junior (49+ e 3-) , che dopo aver assaggiato la dura vendetta di Antonio Tarver, ha cercato di riscattarsi incontrando il campione mondiale dei mediomassimi IBF, il giamaicano Glencoffe Johnson (fu sconfitto tra polemiche e discussioni da Silvio Branco…), ma il solido e duro pugile caraibico (35 anni 41 +, 9- e 2 pari), dopo averlo incalzato per tutto il match, lo ha messo ko al 9° round. Nella stessa serata, stupendo combattimento tra Mark “due lame” Johnson (44+ e 4-) ed il messicano Ivan Hernandez (21 anni, 19 vittorie di cui 13 prima del limite ed un pari) per il titolo mondiale WBO dei pesi supermosca. Dopo aver messo giù Johnson al 6° round ed aver passato un momento molto critico al 7°, Hernandez, nel corso dell’ottavo round, ha fulminato il campione del mondo! E’ stato un match bellissimo dove i due atleti non si sono dati mai tregua. Johnson sembrava un tennista che gioca contro un muro, ad ogni suo colpo c’era la matematica replica dell’altro. Nel sottoclou, tra gli altri matches, segnaliamo la “passerella” di alcuni interessanti debuttanti, come il peso leggero Anthony Peterson e di suo fratello, il superleggero Lamont ( da dilettante ha battuto il campione del mondo Willy Blain), che hanno superato rispettivamente Nicholas Dean per kot al 1° round e Toris Smith per kot al 2° round. Infine ancora un match vittorioso (e sono due) per l’ex nazionale USA Royonta Whitfield, che ha battuto ai punti in 4 riprese Lamont Lindsey.

Ad Oklahoma City , ritorno sul ring,dopo le note traversie giudiziarie con la moglie, di Riddick Bowe (41+ e 1-), peso massimo ex campione del mondo, che ha battuto per kot al 2° round infliggendogli 4 atterramenti, il “mestierante” Marcus Rhode. Nella stessa serata ritorno anche per un altro imprevedibile ex campione del mondo (vincitore tra l’altro di Francesco Damiani), Oliver Mc Call,detto il “Toro atomico” che ha battuto per kot al 3° round Vernon Woodward. Infine segnaliamo ancora una vittoria per il superleggero Wes Ferguson (è stato un eccellente dilettante), che ha battuto Derrick Moon ai punti in 6 rounds.

A Springfield , il peso massimo Benjamin BJ Flores (9+ ed un pari), ha battuto per kot al 1° round Cruz Quintana. Flores era un elemento inamovibile della nazionale USA, prima di passare professionista circa un anno fa. Ha una interessantissima storia che riguarda suo nonno e suo padre. Infatti il nonno era un pilota d’aerei di linea e cadde con l’aereo mentre sorvolava l’ Alaska. Dopo 10 giorni le ricerche di eventuali superstiti furono abbandonate e solo dopo un’accorata lettera di sua nonna al Presidente Kennedy furono riprese. Dopo 24 giorni il nonno di Flores fu ritrovato, in condizioni critiche, ma vivo! La sua vicenda ispirò il famoso film “We are alive” che comparve sugli schermi italiani con il titolo “ I sopravvissuti”. Qualche anno dopo,il papà di Flores, anche lui pilota di linea, fu dirottato da terroristi iraniani mentre volava verso Cuba. Arrivato a Città del Mexico, fu liberato dalle forze speciali messicane dopo un cruento conflitto a fuoco. Per questo motivo Benjamin, studente universitario, ha scelto il più tranquillo mestiere di pugile….Nella stessa serata, il peso gallo Raul Martinez, anche lui ex stella dei dilettanti, ha battuto Roberto Solis per ko al 2° round.

A Raleigh , il “grosso italiano” Paul Marinaccio, peso massimo, è tornato sul ring battendo Franklin Edmonson ai punti in 8 rounds. Paul non è quello che si può definire un campione, ma ispira grande simpatia ai suoi di tifosi. Ha un vero fisico da culturista (culturista? Cos’è il viaggio di una supposta?)

A Nottingham era in programma l’europeo dei pesi medi tra Howard Eastman e Jorge Sendra , ma lo spagnolo non ha superato la visita medica. In tutta fretta è stato contattato il nigeriano-tedesco Jerry Elliott (fu avversario di Sanavia in un memorabile e duro incontro) , che dopo aver subito un kd al 9° round, è riuscito a sentire in piedi la campana del decimo ed ultimo round. Il match che non era valido per il titolo è stato vinto dal britannico Eastman. Nella stessa serata, il promettente supermedio Carl Froch, bronzo mondiale a Belfast, ha ottenuto il 16° successo, battendo per kot al 1° round il non disprezzabile Damon Hague. Qualcuno ha avanzato la possibilità di opporlo a Joe Calzaghe , ma questi ha sdegnosamente rifiutato non ritenendolo all’altezza!

A Tarnowskie Gory , il forte polacco Matt Zegan, autore di una superba prova con l’allora campione mondiale dei leggeri WBO Arthur Grigorian, ha battuto per kot al 3° round l’ungherese Bela Sandor.

A Campobello di Mazara , sconcertante epilogo del campionato italiano dei pesi mosca tra Mercurio Ciaramitaro e Giuseppe Laganà. Nel corso del secondo round un colpo irregolare colpiva Ciaramitaro, che aggravandone le conseguenze si accasciava al tappeto. L’arbitro, propendendo per la “simulazione”, squalificava Ciaramitaro. In un altro match della serata il peso medio Cristian De Martinis (29 anni), imbattuto in 10 matches, batteva ai punti in 6 rounds l’ungherese Tomas Kugler, infliggendogli anche un kd al 3° round. Nei pesi welters, Gianmario Grassellini (27 anni), collezionava anche lui il 10° successo, battendo ai punti in 6 rounds l’ostico rumeno Mugurel Sebe . Infine il 24 enne Giorgio Marinelli , superleggero, ha colto l’ottavo successo da pro battendo per kot al 3° round Petr Rykala.

A Novobirsk , l’imbattuto e forte peso medio russo Denis Inkin (26 anni, 20 vittorie di cui 15 prima del limite), ha battuto per abbandono al 7° round l’ex campione mondiale dei superwelters WBA, il 38enne argentino Julio Cesar Vasquez detto “El zurdo” (il mancino) ormai in fase calante. Nei mediomassimi, continua il cammino da imbattuto di Denis Lebedev, che ha battuto il connazionale Artem Vychkin ai punti in 10 rounds. Infine, ritorno da supergallo per Dimitri Kirilov, ex sfidante al titolo WBC dei supermosca, che ha battuto Gennady Delisandru per kot al 7° round.

Ad Odessa (Ucraina) , il campione europeo juniores, il russo Zaurbek Baysangurov, ha conseguito il 4° successo da professionista, battendo,da superwelter, Alexander Matviechuk ai punti in 6 rounds. Baysangurov consigliato dal padre, che è anche il suo allenatore, non ha ritenuto di dover aspettare le Olimpiadi cinesi!

A Trenton (USA) , il superwelter turco “emigrato” Nurhan Suleymanoglu, ha battuto per kot al 9° round l’americano Thomas Davis. La vittoria di Suleymanoglou è stata netta e si è concretizzata con 3 atterramenti (nel 3°,7° e 9° round) ed un richiamo ufficiale per colpo basso.

A Port of Spain, secondo successo per il peso ,massimo Kerston Maxwell, che dopo una buona carriera dilettantistica, si appresta a diventare una “vedette” professionistica dei tropici. Questa volta ha battuto per kot al 1° round Kurt Best.

A Temecula in California, il peso massimo James Toney (36 anni, 68+.,4-e 2 pari) ha battuto ai punti in 12 rounds l’imbattuto Rydell Booker (22+) per il titolo mondiale IBA mettendolo anche al tappeto nel corso dell’8° round. Toney che recentemente ha battuto Evander Holyfield, ha iniziato la carriera professionistica da peso medio diventando campione mondiale IBF (nel 1991 titolo in palio sconfisse per kot al 4° round l’italiano Francesco Dell’Aquila) . Nella stessa serata ha combattuto anche l’irlandese Wyane Mc Cullough, che ha battuto Mike Juarez per kot al 2° round. Mc Cullough, ha dovuto a lungo sospendere l’attività per problemi sanitari (gli era stata riscontrata una cisti nel cervello). Infine David Bostice, peso massimo dalla bella struttura, ma delle prestazioni incostanti, ha battuto ai punti in 10 round il promettente Cisse Salif.

A San Jose in California, il lungo superwelter (1,85) Paul Williams, amministrato da Sugar Leonard, ha conservato l’imbattibilità, mettendo kot al 1° round Jose Valadez. Williams che ha 23 anni, ha un record di 24 vittorie con 18 soluzioni prima del limite!

Ad Hamburg, serata targata “Universum”, con Mario Veit che ha battuto l’ostico coloured della Sierra Leone, ma danese d’adozione, Lolenga Mock, ai punti in 8 rounds. Buona la prova di Viet.Nei pesi massimi, Taras Bidenko ha battuto ai punti in 10 rounds l’inglese Julius Francis, un coriaceo mestierante. Ancora una vittoria per l’ex nazionale tedesco Sebastian Zbik, superwelter, che ha battuto Peter Durdik ai punti in 4 rounds. Infine il russo Valery Chechenev ormai di stanza ad Hamburg, ha messo ko al 1° round Thomas Borbely.

A Yokohama, nei pesi supermosca, per il titolo mondiale della WBC, il campione Katsushige Kawashima ha battuto ai punti e nettamente in 12 rounds Raul Juarez.

Il peso mosca russo Alexander Mahmutov, 38 anni, ha probabilmente chiuso la carriera, per i due anni di sospensione che ha ricevuto dall’EBU, dopo che è stato trovato positivo al test antidoping effettuato dopo il match per l’europeo perso con il francese Brahim Asloum.

La boxe professionistica sta già rigenerandosi con gli innesti di alcuni elementi che si sono messi in luce ad Atene. Man mano che faranno il loro esordio ve li segnaleremo. Intanto si susseguono i campionati mondiali e Las Vegas è la capitale indiscussa del pugilato. Anche l’Italia sta compiendo piccoli ma significativi progressi e la vittoria nell’europeo di Maludrottu, apre prospettive interessanti all’atleta ed alla sua regione purchè si continui a rimanere con i piedi per terra e non si parli di mondiali! Tenersi ben stretto questo campionato europeo che vale molto più di tanti mondialini e mondialotti dall’esito quasi sempre scontato e prevedibile.

Ad Hato Ray, la “stella” di Bob Arum, il pugile che ha rimpiazzato nel suo cuore Oscar De La Hoya, il portoricano Miguel Cotto, è diventato campione del mondo dei superleggeri per la WBO, battendo l’imbattuto brasiliano Kelson Pinto per kot al 6° round. Il portoricano ha dato il solito spettacolo con spettacolari combinazioni di colpi e nella 2^, 5^ e 6^ ripresa, ha anche messo al tappeto il “carioca”. Nei superwelters, un altro portoricano, vecchia conoscenza dei rings italiani, Daniel Santos, ha conservato la corona WBO, battendo per decisione tecnica alla 9^ ripresa il messicano Antonio Margarito. Al momento della sospensione (per ferita di Margarito), il portoricano era in vantaggio su due dei tre cartellini, ma aveva già mostrato una certa superiorità.

A Chainant (in Thailandia), il campione del mondo dei supergallo della WBC, Veeraphol Sahaprom , ha battuto ai punti in 12 rounds il messicano Cecilio Santos. Il successo è stato netto. Per il 35enne Veeraphol 45 vittorie, una sconfitta e due pari.

A Fridley, il promettente peso massimo Rafael Butler, ha battuto per ko al 1° round Arthur Boyles. Butler ha 20 anni ed ha un record di 3 vittorie ed un no decision.

Primo grosso apputamento a Wembley, dove il lanciatissimo David Haye, è stato sconfitto dall’esperto 40enne Carl Thompson (fu avversario di Massimiliano Duran). Era in palio il titolo dei massimi leggeri della IBO e Thompson, dopo aver mostrato la sua superiorità , ha chiuso il match al 5° tempo. Per il 23 enne Haye si è trattato della prima sconfitta dopo 10 vittorie. Nei pesi massimi, l’israeliano Roman Greenberg (22 anni), ha battuto ai punti in 6 rounds il lettone Vitaly Shkraba. Greenberg è imbattuto con 16 vittorie.

Contemporaneamente sempre a Londra ma a Bethnal Green, il superwelter Wayne Alexander ha battuto per ko al 2° round per il titolo della WBU, l’inglese-iraniano Merhod Takaloo. Per il 31enne Alexander 21 vittorie e due sconfitte. Ha combattuto anche il turco Gokhan Kazaz, che conquistando il 7° successo, ha battuto Dimitri Donetsky per kot al 4° round, al limite dei pesi medi.

A Tokol in Ungheria, il peso leggero Lazslo Bognar ha battuto il connazionale Lazslo Komiathi ai punti in 10 rounds. Il match è stato molto intenso ed è stato giudicato il miglior match dell’anno in Ungheria.

A Varsavia, l’imbattuto (27+) mediomassimo Tomasz Adamek, ha battuto ai punti in 8 rounds il belga Ismail Abdoul. Nella stessa serata , il superwelter Mariusz Cendrowski ha battuto per kot al 2° round Aarash Warasy, conseguendo il 3° successo da pro.

A Madrid, match per il titolo dell’Unione Europea dei superwelter tra lo spagnolo Ruben Varon ed il ceko Lukas Konecny. Il match dominato nella prima parte da Konecny ha visto l’epilogo nelle ultime riprese quando l’arbitro, l’italiano Criminale ha inflitto un richiamo ufficiale decisivo al ceko. Vittoria controversa per Varon, con due giudici che hanno assegnato il verdetto a Varon per 95 a 94, mentre il terzo giudice (l’italiano Zannoni) ha visto vincere Konecny per 95 a 94.

Ad Indianapolis, ritorno da massimo leggero per Reggie Strickland, che è stato battuto da Jeff Baker ai punti in 6 rounds. Per l’infaticabile Strickland 64 vittorie,265 sconfitte e 17 pari.

A Terni, sempre piu’ vicino il match per il titolo italiano dei pesi piuma per Davbid Chianella, che battendo lo slovacco Vlado Varhegy ai punti in 6 rounds ha portato a 9 vittorie e due pari il suo record. Chianella ha 30 anni.

A Seoul, difesa vittoriosa per l’imbattuto (24 +) campione del mondo WBA dei pesi mosca, il venezuelano Lorenzo Parra, che ha battuto il coreano Yo Sam Choi ai punti in 12 rounds. Parra ha 26 anni.

A Cordoba, i giovani professionisti argentini, hanno fatto da contorno al titolo sudamericano dei pesi medi tra Mariano Natalio Carrera, che ha battuto Jorge Sclarandi per ko al 10 round. Nei pesi gallo, Julio David Roque Ler (23 anni e 16 vittorie), ha battuto Angel Anibal Torres ai punti in 4 rounds. Nei pesi supermosca Israel H. Perez (25 anni, 12 + e 2-) ha battuto Vicente Burgos ai punti in 4 rounds. Nei pesi piuma, “el pelado” Ceferino Labarda (23 anni e 9 +) ha battuto Pablo Cesar Sepulveda ai punti in 4 rounds. Infine sempre nei pesi piuma, Sergio Priotti (24 anni e 7 +) ha battuto Claudio Calixto Liendro per ko al 2° round.

A Montreal, il supermedio Otis Grant di origine giamaicana, ha battuto Mark Woolnough ai punti in 10 rounds. Grant ha 36 anni ed un record di 34 vittorie ,2 sconfitte ed un pari. Nei pesi massimi, un avversario di Vidoz da dilettante, Patrick L’Heureux ha battuto gring Lane ai punti in 8 rounds. L’Heureux ha 32 anni, è alto 1,96 , ed ha un record di 13 vittorie ed un pari.

A Yokohama, il supermosca Katsushige Kawashima ha battuto Raul Juarez ai punti in 12 rounds per il titolo mondiale WBC. Kawashima ha messo a terra il rivale nella 2^,6^ e 7^ ripresa.

A Toyoake, il peso massimo ugandese, residente in Giappone Peter Okhello, ha battuto Moses Kavica per ko al 2° round.

A Cebu, nelle Filippine, il peso minimosca Robert Lerio ha esordito al professionismo battendo Danilo Cabardo ai punti in 4 rounds.

A Leverkusen, reduce dalla sconfitta di misura contro Oscar De La Hoya, il peso medio Felix Sturm ha battuto ai punti in 12 rounds per il titolo internazionale WBO, l’americano Robert Frazier. Nella stessa serata, il peso massimo russo-ukraino Alex Dimitrenko “faccia di bimbo” ha battuto per kot al 2° round l’americano Andy Sample,conservando l’imbattibilità. Esordio da supermedio per il vice campione europeo dilettanti Lukas Wilascek , che ha battuto per kot al 3° round Anton Lascek.

Nella stessa serata a Magdeburgo il supermedio Robert Stieglitz ha battuto per il titolo internazionale IBF il russo yuri Tsarenko. Sempre nei supermedi, Malik Dziarra ha battuto Ibrahim Uzunkaya per kot al 4° round. Infine nei superwelters, Norman Schuster ha battuto il lituano Raymundas Petrauskas ai punti in 6 rounds , atterrandolo nel corso del primo round.

Ad Olbia, bell’impresa del peso gallo Simone Maludrottu che con un attenta condotta di gara, ha strappato al francese Fredric Patrac, ai punti in 12 rounds,il titolo europeo della categoria. Il match è stato abbastanza equilibrato fino al 7° round, con il francese che tentava d’imporre la superiore potenza e l’italiano che si mostrava piu’ tecnico nell’ esecuzione dei colpi.Dall’ottavo round, Maludrottu intensificava l’azione e il francese non poteva piu’ reggerne il ritmo. Maludrottu, a dimostrazione di una condizione eccellente, terminava il match in crescendo. Nei pesi superwelters, Nicola Conti ha battuto George Dujardin per ko al 1° round. Nei welter continua la marcia verso il titolo italiano di Raffaele Lai, che ha battuto ai punti in 6 rounds Gyula Szabo. Sempre nei pesi gallo, Antonio Cossu ha battuto Pierpaolo Mura per ko al 1° round.Infine, inconsueto successo per Giuseppe Cusenza che ha battuto ai punti in 6 rounds Armend Tatari.

Sarà un vero recordman delle difese mondiali, sarà l’unico campione di tutte le sigle, ma questo Bernard Hopkins, 38 enne campione del mondo dei pesi medi, proprio non riesce ad entusiasmarci. A Las Vegas ha battuto il “leggero con la pancetta” Oscar De La Hoya in un match chiuso con un letale colpo al fianco nel corso della 9^ ripresa. Oscar non è riuscito a smaltire il colpo e si è pure arrabbiato per questo, ma il match era segnato. Fino a quel momento , senza clamori ma costantemente, Hopkins aveva controllato il confronto. Adesso avanti un altro, ma si tratterà come al solito di leggeri ingrassati o welters sovrappeso e lui continuerà a parlare di record, ma di Griffith, Benvenuti, Monzon e Hagler, neanche a parlarne…Nei pesi piuma, bella prestazione di Juan Manuel Marquez, che ha battuto per le corone dei pesi piuma WBA e IBF, Orlando Salido, ai punti in 12 rounds. Nei pesi superwelters, grossa sorpresa per il ghanese Kofi Jantuah, che ha messo ko al 1° round, dopo appena 33 secondi, il terribile picchiatore messicano Marco Antonio Rubio. Ancora uin match vittorioso per il peso medio Kelly Pavlik, detto il fantasma per la sua straordinaria abilità difensiva, ma che non difetta neanche in potenza visto che chiude spesso prima del limite, come in questo caso, i suoi matches. Ha vinto per ko al 2° round su Carlton Holland. Nei pesi leggeri, il kirghizo Almazbaek Raimkulov, ha battuto per kot al 2° round Jose Luis Soto Karras. Infine esordio per il nazionale Usa Aaron Garcia, che ha battuto da peso piuma Geraldo robles ai punti in 4 rounds.

A Lafayette, altro match,stavolta da meiomassimo per Reggie Strickland, sconfitto ai punti in 6 rounds da Anthony Shuler. Per Strickland 64 vittorie 266 sconfitte e 17 pareggi.

Ancora a Las Vegas ma in altra serata, il nipote di Bernard Hopkins, Demetrius, da peso welters ha battuto ai punti in 8 rounds Ubaldo Hernandez. Nella stessa serata, il peso massimo cubano Yamplier Yazcuy ha battuto Marcelus Brown per kot al 1° round. Infine nei minimosca esordio per il nazionale USA Austreberto Juarez che ha battuto Rodrigo Hernandez ai punti in 4 rounds.

A Sault ST.Marie, il promettente peso mediomassimo Rico Hoye, ha battuto Montell Griffin per decisione non unanime ai punti in 12 rounds.

A Homebush (Australia), il peso medio Paul Miller, ha battuto Tim Minnis ai punti in 8 rounds.

A Buenos Aires, inopinata sconfitta per il promettente Victor Hugo Castro, battuto per kot al 6° round dall’esperto Ricardo Daniel Silva.

A Devon in Inghilterra, nei pesi medi Scott Dann, ha battuto per il titolo britannico Steve Bendall per kot al 6° round, mentre nei pesi massimi, Scott Gammer ha sconfitto Carl Baker ai punti in 4 rounds.

A New York, il pugile ebreo Dimitry Salita,peso welter, ha battuto ai punti in 8 rounds Ruben Galvan.

Infine una curiosità. In America sulla scia dei “grandi fratelli” o “isole dei famosi”, è stato allestito un reality show sul mondo del pugilato. Nel primo match regolarmente sanzionato dalla Commissione della California, il mediomassimo Fred Bachmann ha battuto ai punti in 4 rounds Lawrence Alonzo.

E morto Deanni Mancini, popolare manager inglese di origine italiana (era originario della Ciociaria). Un attacco di cuore l’ha portato via a 71 anni. Fu manager e cut man di grande valore!

DILETTANTI

La rivista inglese “Boxino News” ha stilato le sue classifiche mondiali dilettanti aggiornate alle finali di Atene. Ben 4 italiani vi compaiono. Cammarelle 2° nei pesi massimi. Alfonso Pinto 5° nei minimosca, Domenico Valentino sesto nei leggeri e Michele Di Rocco 9° nei superleggeri. Queste classifiche hanno un grosso difetto, danno per buoni alcuni risultati di Atene assolutamente smentiti dall’evidenza!

CHE SCOOP! RAGAZZI
Da Cuba Gennarino intervista
il team cubano “de boxeo”

I pugili cubani hanno ottenuto 5 medaglie d’oro nel torneo olimpico superando i risultati di 4 anni fa ed avendo la meglio sul loro principale rivale: la Russia.

Gli attuali campioni Guillermo Rigondeaux e Mario Kindelán hanno conservato la corona conquistata a Sydney ‘00. Si sono piazzati nella prima posizione anche Yan Barthelemy, Yuriorquis Gamboa e Odlanier Solís. “Cinque medaglie d’oro è un buon risultato per qualsiasi paese”, ha commentato l’allenatore cubano Sarbelio Fuentes che è sembrato sperasse di più.

Con 5 ori, 2 argenti e 1 bronzo, Cuba ha superato i 4 primi posti di Sydney ’00 e ha sconfitto i russi, che hanno dovuto accontentarsi di tre medaglie dorate. I nostri si sono presi la rivincita per la sconfitta subita nel mondiale di Bangkok nel 2 003.

“Prima di salire sul ring ero teso. Ma quando sono salito e l’ho colpito con il mio pugno mancino le cose sono cambiate”, ha commentato Rigondeaux che a 23 anni potrebbe andare a Pechino per la terza corona, ponendosi così alla pari dei suoi connazionali Teofilo Stevenson e Félix Savón.

Rigondeaux ha dominato la finale con movimenti e spostamenti laterali.

“Era l’ultima giornata di questi Giochi. Abbiamo gareggiato per chiudere alla grande”, ha commentato il ragazzo di Santiago de Cuba. “Voglio dedicarla a mia moglie, a mio padre, a mia madre e tutta la gente che mi vuole bene. ( ha escluso l’ottomano e la sua gang )

Sul ring Mario Kindelán (60 Kg) ha dimostrato la sua esperienza e classe, sconfiggendo in modo convincente 30-22 l’inglese Amir Khan.

“Kindelán ha messo in chiaro che è un maestro”, ha commentato Fuentes. “Ha dato una lezione a un ragazzo che combatte bene e che ha molto futuro nei pesi leggeri”.

Con tre premi mondiali, M. Kindelan (33 anni) ha detto che queste sarebbero state le sue ultimi Olimpiadi. “E’ stata la ricompensa di più di 15 anni di sforzi, di allenamenti e gare, lontano dalla famiglia e limitandomi costantemente”, ha detto l’idolo di Holguín, che ha ribadito il suo desiderio di dire addio allo sport attivo per passare più tempo con i suoi.

Al rispetto Fuentes ha segnalato con una dose di ironia: “Forse questo sarà il ritiro di Mario, ma non il suo commiato”.

In precedenza Yan Barthelemy si è imposto 21-16 davanti al turco Atagun Yalcinkaya e ha vinto la sua prima medaglia d’oro nei 48 Kg. “Mi ero preparato da molto tempo per questo risultato. Non dormivo pensando a questa medaglia d’oro”, ha detto. ( anche qualcun altro si era preparato bene… ma per scipparjela!)

Barthelemy ha superato lo svantaggio iniziale e si è mostrato in ottima forma davanti a Yalcinkaya superandolo 21-16 e vincendo così il suo primo premio olimpico. Alla fine ha dedicato il trionfo “a Fidel, a mia madre e alla mia fidanzata, a tutta la gente che ha contribuito a questo trionfo e al popolo di Cuba che lo merita tutto”.

“non ho dormito per due notti perché pensavo solo a quel momento. E’ difficile esprimere a parole ciò che ho sentito, sono rimasto stordito, fuori di me”, ha aggiunto il campione mondiale di Belfast 2001.

“Ho smesso di andare alle feste, di mangiare le cose che mi piacevano. Ho fatto molti sacrifici per questa medaglia. Perciò è tanto grande la gioia che provo in questo momento che vale qualsiasi limitazione affrontata”, ha detto Barthelemy.

“E’ il massimo premio al quale può aspirare un atleta. Una medaglia olimpica di qualsiasi colore si festeggia in tutto il mondo e l’oro si festeggia ancor di più”, ha sottolineato.

“Adesso è maggiore la motivazione per continuare. L’anno prossimo parteciperemo al Campionato Mondiale in Cina. Gareggierò per l’oro che ho perso a Bangkok nel 2 003, perché dove ci sono uomini non ci sono fantasmi”, ha concluso.

Yuriorquis Gamboa (51 Kg) si è appuntato al petto la sua prima medaglia dorata dopo aver sconfitto 38-23 un rivale più esperto: il francese Jerome Thomas (bronzo a Sydney).

Il cubano (oro nei Panamericani di Santo Domingo) ha ammesso di aver iniziato il combattimento molto sotto pressione. La prova è che ha vinto il primo round 9-8, all’inizio del secondo Thomas ha pareggiato, ma con un rapido gioco di gambe e combinazioni in faccia al francese, Gamboa ha avuto un vantaggio che non ha mai perso.

“E’ stato un combattimento molto forte. I primi minuti ho dovuto studiare molto bene il mio rivale”, ha commentato. “La chiave è stata mantenerlo lontano da me e attaccarlo nella mezza distanza”.

Y. Gamboa ha dedicato questa medaglia a suo padre, che gli ha insegnato a boxare. “Da bambino gli dicevo che un giorno gli avrei dato una medaglia d’oro”, ha detto con le lacrime agli occhi.

Solís nei 91 Kg ha eluso i due primi difficili round del mancino Zuyev. Poi è riuscito ad assestare solidi colpi con il destro sul viso del rivale nei due round seguenti vincendo così il suo primo oro olimpico. Solís è il successore del tre volte campione Félix Saón, ritiratosi nel 2 000.

Odlanier Solís, un uomo di poche parole, ha dedicato questa medaglia al presidente Fidel Castro.

Il leggero welter Yudel Johnson è stato l’immagine della delusione dopo la sua sconfitta con il thailandese Manus Boonjumnong, nella finale. Il mancino ha avuto dei problemi per decifrare il pugilato di Boonjumnong, che colpiva e si ritirava fuggendo. Il cubano ha potuto vincere solo il secondo round per 4-3.

Con 4 punti meno nel 4º round, Johnson non è riuscito a raggiungere il thailandese che ha letteralmente eluso il combattimento correndo sul ring.

Johnson riteneva che si dovevano togliere punti al thailandese per “avermi afferrato e per aver messo intenzionalmente la testa in avanti. Sento che merito la medaglia d’oro. Quell’uomo per tutto il tempo mi ha afferrato ed è fuggito”, ha detto.

Un altro scivolone dei cubani è stato la sconfitta di Aragón davanti al kazako Bakhtiyar Artayev 36-26 nei pesi welter. Artayev, boia nelle semifinali del due volte campione olimpico russo Oleg Saitov, è stato ingiustamente proclamato, “dalla banda dei soliti ig-noti”, il migliore pugile del torneo.

Si sono svolti a Saratov in Russia, i campionati Europei Cadetti. Alla manifestazione hanno partecipato 4 azzurri che sono stati tutti eliminati al primo turno. Se i francesi non partecipano da anni a questa manifestazione, una ragione ci sarà. Infatti vi possiamo assicurare che alcuni di questi cadetti metterebbero in seria difficoltà anche i nostri seniores. Tanto per fare qualche nome ricordiamo che l’inglese Amir Khan ed il turco Yalcinkaya , campioni europei cadetti a Kaunas nel 2003, hanno vinto entrambi l’argento alle Olimpiadi di Atene. Ma passiamo ad un breve dettaglio tecnico.

Nei 46 kg ha vinto l’ukraino Vassily Lamachenko che è stato giudicato il pugile più tecnico del torneo ed in finale ha battuto il russo Farid Aleshkin per 34 a 12.

Nei 48 kg ha vinto il russo Ruslan Kamilov .

Nei 50 kg l’azero Samir Mamedov ha superato per outscore il russo Pochtarev. Mamedov fu campione mondiale cadetti nel 2003 a Bucarest nei 46 kg .

Nei 52 kg l’armeno Azat Oganesian ha battuto il tedesco David Muller .

Nei 54 kg il russo Artem Tchebaterev ha “stracciato” in un solo round l’azero Guseinov. Nei 57 kg il russo Zaitev ha battuto il turco Djabahidze (che deve essere un georgiano…) . Nei 60 kg Imil Iksanov (Russia) ha battuto Namig Djabrailov (Azerbaijan) per 28 a 7. Iksanov aveva già vinto gli europei cadetti a Kaunas, ma nei 54 kg!

Nei 63 kg Alexander Muller (Germania) ha battuto Rufat Beibunov (Azerbaijan) per 31 a 12.

Nei 66 kg Anton Novikov (Russia) ha battuto Artur Matern (Germania).

Nei 70 kg ha vinto Fedor Tchudinov (Russia). Fedor Tchudinov è fratello del campione del mondo cadetti 2003 dei 75 kg , Dimitri .

Nei 75 kg Magomed Musaev (Russia) ha battuto l’ukraino Alexey Zozulia ,mentre Nagomed Mamaev (Russia) ha “stracciato” Sergey Artihuhov (vincitore per ko di Francesco Rossano) per outscore al 1° round.

Infine Andrei Volkov (Russia) ha superato per arresto del match da parte dell’arbitro al 1° round Rustan Shamilov (Azerbaijan).

Oltre a Rossano, gli altri italiani in gara erano Emanuele Musone, che ha perso dall’irlandese Eammon Corbett per 26 a 13 nei 70 kg.. Pietro Rodriguez che ha perso per outscore con il rumeno Stefanescu nei 52 kg e Luca Podda che ha perso per 25 a 24 con il serbo Peter Martovic. Dominatrice di questi europei la Russia, con 9 medaglie d’oro e 2 argenti!

Sempre in Russia ma a Mahachkala, si è svolto il torneo “Umakhanov”, dedicato ad un eroe di guerra russo. Non c’è stata una partecipazione variegata di nazioni, ma una massiccia presenza di pugili russi. Segnaliamo nei 57 kg la vittoria di Serguey Ignatyev , nei 60 kg il successo di Khabib Allekverdiev, nei welters la vittoria di Osman Atashev sull’uzbeko Elshal Rasulov. Nei 91 kg la vittoria dell’uzbeko Azizah Rakhmonov e nei supermassimi del russo Alexey Kosobokov.

A Tallin in Estonia, si è svolto un interessante torneo che ha visto mettersi in luce alcuni nomi conosciuti, come il mosca moldavo Viacheslav Gojan, il superleggero Albert Starikov, vincitore del russo Alexey Zubok per 38 a 20, il peso welter Serguey Melis, il peso medio Alexander Rubjuk che ha battuto il forte russo Nikolay Galochkin vincitore del torneo di Tampere 2004 ed il peso massimo Vitas Paliuslis della Lituania.

Infine a Novi Sad (in realtà ha interessato varie cittadine della Serbia-Montenegro) , si è svolto un torneo per pugili juniores, al quale ha partecipato anche una rappresentativa italiana. Buone notizie ! Nei pesi leggeri, il sardo Luca Melis, dopo aver battuto ai punti il serbo Vucetic, in finale ha liquidato anche il connazionale di questi Alimanovic, venendo giudicato tra l’altro come miglior pugile del torneo. Nei pesi welters, il romano Ernesti, ha battuto prima il croato Dekanic ed in finale il polacco Wojcik . Il torneo non ha avuto una grande partecipazione di atleti ed è stato soprattutto limitato ai paesi della ex Jugoslavia ed ai polacchi.

Consigli tecnici

L’intelligenza è quella cosa che vi consente di accorgervi dell’errore di un arbitro, la saggezza è quella cosa che v’impedisce di farglielo notare…....

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