Stili e Scuole by Aldo Chiari e M. Valerio Zadra

In questo periodo, nel mondo delle Arti Marziali c'è molto fermento intorno alla Muay Thai, in particolare, a quella cosiddetta "tradizionale". Si fa un gran parlare di "stili", seppur senza cognizione di causa. Nasce da ciò l'esigenza di scrivere questo articolo, volto a fare un po' di chiarezza, scritto a quattro mani, con la preziosa collaborazione del M. Valerio Zadra.
In realtà, sia nel Krabi Krabong che nella Muay Thai non esistono "stili" veri e propri, piuttosto "scuole" relative alle differenze tra scuole o tra Maestri. Il Mae Mai Muay Thai (MT tradizionale) accorpa in sé una varietà enorme di tecniche di percussione e di lotta, basate tutte su tre principi fondamentali:
1)"Yang Sam Kuhn" o Sam Liam, ovvero la "incarnazione" di tutti gli spostamenti delle arti marziali Tailandesi basati sul principio del triangolo equilatero.
2) Esplosività dei colpi (tutti i colpi del Mae Mai, difatti, hanno l'obiettivo di uccidere rapidamente l'avversario)
3) Fluidità nella lotta.
Fatte le suddette premesse, passiamo a spiegare cosa intendiamo per "scuola" anziché stile.
Una "scuola",in questo senso, identifica l'approfondimento di taluni aspetti del combattimento,a seconda delle inclinazioni e, in definitiva, delle preferenze personali di un maestro o talvolta di un atleta. Spesso a questi "aspetti specifici" vengono attribuiti i nomi di personaggi del Ramayama (Hanuman - Rama - Thotsakan -Thepanon -Mekhallà ecc…) o con i luoghi d'origine dell'insegnante (Korat, Lopburi ecc…) o della sua tribù (Mon, karen ecc…).
Di fatto, però, queste "variazioni sul tema", non costituiscono, in sé, uno stile a parte, e non possono essere estrapolate e decontestualizzate dall'intero bagaglio tecnico della Muay Thai, e poi strumentalizzate per i propri fini, come viene fatto spesso indicando erroneamente il Muay Chaiut o Chaia come stile regionale !!!. Per esempio, le tecniche conosciute col nome "Hanuman" raccolgono in sé, grossomodo, combinazioni di colpi di questo tipo:


1-Tecniche in volo
2-Tecniche con intrappolamento degli arti e percussione in volo
3-Evasione e percussione in volo.
Ma imparare esclusivamente queste tecniche, tralasciando tutto il resto, non ha alcun senso ed infatti non si fà! Sarebbe come voler imparare una lingua studiandone solo i verbi e tralasciando tutto il resto!
Va da sé che per imparare a combattere c'è bisogno, tra le altre cose, di una visione organica del combattimento nella sua totalità. Ovviamente, le tecniche così estrapolate perdono la loro efficacia e non trovano grandi applicazioni.
Nell'era moderna, data la trasformazione che le Arti Marziali hanno subito, passando da forme di combattimento "militare" a sport, molte di queste tecniche tradizionali vanno perdendosi e, in alcuni casi, sono quasi del tutto scomparse, soprattutto dai ring, dove vige sempre un regolamento sportivo che deve evitare danni irreparabili agli atleti. Per tale motivo, il bagaglio tecnico della MT "da ring" appare abbastanza limitato rispetto a quelle che sono le zone di conoscenza del Mae Mai Muay Thai. Ma anche sui ring moderni esiste ancora questa tendenza di alcune scuole a specializzarsi in un ramo del complesso albero del combattimento; per esempio, nella scuola del famoso campione thailandese Seangtien Noi (THE KISSER) esperto nell'uso dei colpi di gomito, è possibile studiare varianti dell'utilizzo del Ti Sok (gomitata) nate dalla sua esperienza sui ring. Ma si tratta, in ogni caso, di scuole e non di veri e propri stili. Nelle migliori scuole, comunque, sia in Thailandia che fuori, si lavora su tutti gli aspetti del combattimento, senza divisioni che impoveriscono l'arte e la rendono "artificio". Inoltre,sempre nelle migliori scuole, l'allenamento è volto soprattutto ad enfatizzare le attitudini del combattente stesso. L'arte, quindi, al servizio del praticante e non viceversa.
Questa tendenza,sempre più diffusa, a voler scomporre la Muay Thai in "stili", deriva dalla confusione esistente nel mondo delle arti marziali, in quanto si confondono a scopo di business, culture appartenenti a paesi diversi. In paesi come Cina e Giappone,in effetti, alcune arti marziali sono scisse in vari stili,che hanno, ciascuno, una propria codifica, un fondatore e delle ragioni storico-culturali ben definite. Ad esempio, nel Kung Fu cinese esistono centinaia di stili, tutte con delle linee di demarcazione ben definite. In particolare, essendo le arti marziali cinesi tramandate esclusivamente per tradizione familiare, da padre in figlio, ed in aree geografiche ristrette (normalmente villaggi) era viva l'esigenza di personalizzare il combattimento con uno stile proprio che potesse contrastare gli altri (esempio: il Wing Chun nacque per contrastare lo Shaolin). Quindi, in stili opposti si contrappongono principi opposti; nel caso specifico ci si aggrappa alla filosofia taoista dello yin e lo yang. Nella Muay Thai questo non è accaduto in quanto essa è frutto della secolare esperienza di vari maestri e combattenti che si sono susseguiti nella storia del regno del Siam, e non certo l'espressione di un unico "Maestro Fondatore", come Funakoshi nel Karate Shotokan o Oyama nel Karate Kyokushin Kai, essendo l'arte del combattimento amata e diffusa dai regnanti in tutto l'antico Siam. La Muay Thai, insomma, è l'espressione di un intero popolo, in cui si riversano tradizioni, cultura e civiltà di un unico ceppo etnico. E' possibile, nondimeno, che singoli maestri apportino modifiche e variazioni alla "base comune", che è il patrimonio tecnico della Muay Thai. Guai se ciò non avvenisse, se non ci fosse evoluzione nell'arte! Per tali motivi, le scuole sono semplicemente l'espressione dell'unicità di ogni individuo: ogni combattente è diverso da un altro, e le epoche storiche in cui le strategie di combattimento si sono evolute sono diverse tra loro. Questo non giustifica la definizione di "stili" diversi in senso tradizionale, codificati, in seno alla Muay Thai. Essi semplicemente sono sfumature della stessa tonalità: interpretazioni, insomma. In conclusione, la Muay Thai è una ed una soltanto. Unica, sola, indivisibile. Potremmo facilmente inventarci una miriade di stili a nostro piacimento, attribuendo loro nomi fantasiosi e tutti referenti a qualche personaggio mitologico preso a prestito dal Ramayana, insomma uno splendido lavoro di mistificazione difficilissimo poi da scoprirsi, soprattutto considerando che la maggioranza dei praticanti è inesperto e non conosce la realtà della Thailandia. Desidero inoltre sottolineare che, come già accennato, spesso la nomenclatura di una stessa tecnica varia in relazione alla zona od al maestro, o che la stessa nomenclatura indica una tecnica simile ma con sfumature diverse; in Thailandia in definitiva ogni maestro è totalmente libero di dare alle tecniche della sua scuola il nome poetico o meno che preferisce. Spesso infatti capita che la stessa tecnica viene chiamata in cinque o sei modi diversi. Spero che questo articolo abbia fatto un po' di chiarezza, non stupitevi dunque se trovate scuole di Mae Mai Muay Thai che chiamano la stessa tecnica che avete appreso in modi diversi, è del tutto normale che sia così. Nelle Arti Marziali Tailandesi, nessun maestro ha il privilegio dell'esclusiva sulla nomenclatura delle tecniche e non di meno il Mae Mai Muai Thai rimane sempre Mae Mai Muay Thai: quella branca che tutti continuano a studiare nel Krabi Krabong e che si occupa del combattimento a mani nude e che nei secoli ha origninato una moltitudine di scuole diverse specializzate in questo settore e dove, all'incontrario, non si studiano le armi bianche tradizionali della disciplina madre: il Krabi Krabong.


Concludo ringraziando Ajarn Valerio Zadra per la sua insostituibile collaborazione relativa alla tradizione del Krabi Krabong e alla cultura tailandese.

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