Un episodio che ha dell'incredibile
BUFALA ALLA VENETA!
La vera storia del "presunto K-1" di Padova.

a cura dell'Ufficio Stampa FIST
Sabato 29 novembre resterà
una giornata difficile da dimenticare per le discipline da ring in Italia.
Purtroppo si tratta di un evento tanto incredibile quanto vergognoso. Tale
data doveva segnare l'inizio del circuito OKTAGON della nuova stagione con
un torneo K-1 che desse modo al vincitore di passare il turno e di essere
selezionato per OKTAGON GRAND PRIX, sabato 24 aprile al Mazda Palace di Milano.
Ebbene, il gala K-1 a Padova non ci sarà! Ma, quel che è peggio,
nello stesso giorno, nello stesso palazzetto e con la stessa pubblicità,
sarà organizzato dallo stesso promoter un altro torneo, non solo di
tono minore, ma anche diverso nelle regole, nelle prospettive e nelle borse.
Andiamo con ordine e partiamo dall'inizio.
GENNAIO 2003
Il promoter del presunto
K-1 di Padova contatta l'organizzazione del circuito K-1 in Italia, rappresentata
dai signori Carlo Di Blasi e Paolo Boccotti, consiglieri nazionali FIST (ex
CISCO), e chiede di realizzare un evento di selezione al torneo OKTAGON di
Milano previsto per sabato 24 aprile 2004.
Viene data risposta affermativa, a fronte di un impegno del promoter locale
a realizzare l'evento secondo modalità tecniche e produttive ben precise.
FEBBRAIO - MAGGIO 2003
Vengono avviati i necessari contatti con la FSPU (la sigla che raggruppa tutti i promoters K-1 europei), tramite il responsabile, il signor Igor Yuscko, per scegliere gli atleti internazionali.
GIUGNO 2003
La rosa degli otto atleti è selezionata fra i migliori super-heavyweight fighters.
LUGLIO 2003
Il promoter del gala di Padova inizia la campagna pubblicitaria. Il logo FSPU e K-1 è stampato ovunque. L'ufficio stampa della federazione pubblica sulle principali riviste la notizia del gala di Padova.
OTTOBRE 2003
Nel corso della Convention FIST il promoter del presunto gala K-1 partecipa alla riunione promoters K-1 per assumere il "know how" tecnico per produrre l'evento e farlo trasmettere su Italia Uno nel programma specifico denominato "Oktagon" che tratta l'intero circuito K-1 europeo, curato personalmente da Carlo Di Blasi.
NOVEMBRE 2003
Il signor Paolo Boccotti predispone il match-making con il sig Yuscko ed il sig Rinaldo Rinaldi, nonché la produzione TV e l'impianto luci con le migliori case di produzioni televisive sul mercato.
LA BUFALA!
Due settimane prima dell'evento
il promoter non conferma service, luci e troupe televisiva ma li cancella,
rendendo impossibile la trasmissione su Italia Uno del suo evento. La federazione
si allarma. Si sparge la notizia che il promoter sia insolvente ed impossibilitato
a pagare i suoi conti.
Immediatamente viene ricordato al promoter che, da regolamento, gli atleti
vanno pagati prima del match.
Il promoter di Padova dichiara di avere problemi economici, ma nasconde il
fatto di essere già in contatto con altri circuiti di gara meno noti
e famosi del K-1, al fine di sostituire l'intero programma del gala con altri
atleti meno titolati ma più economici.
IN SINTESI
Il promoter di Padova
realizzerà così un gala che viene pubblicizzato con marchi che
non gli appartengono (K-1 e FSPU), né che rappresentano tecnicamente
ciò che realmente organizza. Egli acquisirà così pubblico
ed immagine che non corrisponde al prodotto offerto, né per gli atleti
coinvolti né per la titolarità del torneo.
Inoltre non paga i biglietti di viaggio aereo degli atleti preventivamente
ingaggiati, senza nemmeno avvertire i responsabili italiani del K-1 della
sua decisione, sperando che la sua operazione passi indisturbata.
CONCLUSIONE
La gravità di
questo atto obbliga la FIST ad intervenire per informare l'intera comunità
degli sport da ring della gravità sia formale che economica ed etica
del comportamento in oggetto, diffidando i propri associati dal collaborare
in futuro con tale soggetto ed invitando i colleghi di altre organizzazioni
a fare tesoro di questo gravissimo incidente, al fine di non trovarsi nella
medesima situazione di grave imbarazzo.
Il comunicato sarà esteso a tutti gli organi di informazione di settore,
in modo da rendere noto pubblicamente il comportamento del promoter in oggetto.
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