Partiti ! by Gm

Partiti! Sono cominciate le fasi preliminari del torneo olimpico e già abbiamo alcune sorprese oltre ad una qualità di combattimenti di prim’ordine. Buono il sorteggio per gli italiani.

Primo pugile a salire sul ring il superleggero Michele Di Rocco che “pesca” il venezuelano Patric Lopez, uno molto accreditato. Il compito di Di Rocco però non è impossibile, perché l’avversario ce l’ha solo sul ring e… si vede. Parte forte nel primo round Lopez che accumula un leggero vantaggio. Di Rocco rotto il ghiaccio, comincia a boxare come sa e nel secondo round compie un piccolo capolavoro tecnico tattico. Nel terzo round c’è un ritorno del venezuelano, ma alla distanza Di Rocco impone la sua maggior attitudine al pugilato dilettantistico (colpi veloci non affondati…), al contrario del venezuelano che ha un’impostazione tipicamente professionistica.

Di Rocco si aggiudica anche il 4° round, ma bisogna onestamente ammettere che al venezuelano qualche colpo non viene rilevato. Il successo però è strameritato.

Ottima anche la prova di Alfonso Pinto, anche se il suo avversario, il nigeriano Effiong, non valeva in proporzione quello di Di Rocco.

Betti, sfortunato nel sorteggio, che gli ha messo di fronte un uomo di assoluto valore mondiale, si è pure infortunato, dando via libera al forte bielorusso Viktor Zhuev (vice campione europeo e bronzo mondiale). Da “CASA ITALIA” ci informano che Betti e’ stato immediamento portato in ospedale, il Comitato Olimpico ( I.O.C.) ha messo a disposizione 2 medici, mentre il C.O.N.I. ha messo a disposizione dell’azzurro un medico. Organizzazione perfetta!

Anche il ragioniere del ring, Roberto Cammaraelle, ci ha vinto impressionando. Nelle prime tre ha surclassato il povero nigeriano, nell’ultima e’ stato anche lu surclassato subendo due conteggi… caro Roberto l’eccessiva sicurezza fa’ brutti scherzi… ti serva di lezione.


Le sorprese. L’azerbagiano Abyev ha battuto abbastanza nettamente, nei minimosca, come indica il punteggio, l’ungherese Pal Bedak, fresco campione mondiale juniores e bronzo all’ultimo mondiale.

Il fratello più grande di Pal, Zsolt, ha invece rispedito subito a casa il messicano Abner Mares. La sfida degna di una finale nei pesi massimi tra Solis e Alexeev è stata vinta di stretta misura dal cubano (continuiamo ad insistere per le teste di serie, ma da questo orecchio qualcuno non ci sente).

Tra le sorprese metteteci pure Di Rocco, perché il venezuelano Patric Lopez era campione Panamericano e uomo da medaglia.

L’algerino Malik Bouziane, che come vi avevamo riferito, aveva “lasciato” la nazionale francese perché chiuso da Ali Hallab, lo ha battuto clamorosamente quando lo ha affrontato nei preliminari dei pesi gallo, smentendo le scelte dei qualificati tecnici d’oltralpe!

Khedafi Djelkhir (R) Saifeddine Nejmaoui (B)

Non ci sono stati grossi scandali in questa fase, ma alcuni verdetti hanno lasciato veramente perplessi.

L’australiano Pittman per esempio, ha messo due volte per terra il tedesco Wilascek, che è stato pure richiamato ufficialmente dall’arbitro, ma tutto ciò non è bastato a fargli aggiudicare il verdetto.

Colpisce soprattutto la propensione a “pigiare” per certi pugili anche quando agitano solo i pugni, mentre altri se lo vedono negare anche quando l’esecuzione è netta ed ineccepibile. E’ stato questo il caso dell’haitiano-americano Andrè Berto (bronzo ai mondiali di Bangkok), battuto dal francese Xavier Noel. Altro match assurdo è stato quello che ha visto lo svedese-ugandese Patrick Bogere sconfitto dal filippino Romeo Brin. Probabilmente è stata una “ritorsione” nei confronti dell’avvocato Rosenkranz (presidente della Federazione svedese e presidente della commissione legale dell’EABA), che ha praticamente obbligato l’AIBA ad inserire nell’elenco degli arbitri il suo connazionale che era stato escluso. Per ottenere ciò, Rosenkranz ha minacciato l’AIBA, che si rifiutava di consegnargli i test di Abu Dabi, di intentare un’azione legale nei confronti dell’ente. Rosenkranz è colui che a Pola ha fatto cambiare un verdetto che aveva visto un pugile inglese perdere con un macedone, che guarda caso il match successivo avrebbe poi dovuto incontrare un… turco.

Intanto c’è stata la prima protesta ufficiale. I greci hanno fatto reclamo contro il verdetto che ha visto il loro peso medio Georgios Gazis sconfitto per un solo punto (31 a 32) contro l’azero (e te pareva….) Javiyd Taghiyev. Naturalmente il reclamo è stato respinto.


Rimaniamo davvero perplessi , quando apprendiamo che un pugile che è riuscito a qualificarsi per i giochi olimpici, non riesce a fare il peso della sua categoria! E’ successo anche stavolta, al camerunese peso welter Willy Bertrand Tankeu , che ha dato così via libera al kazako Artayev Bakhtiar. Anche i suoi allenatori, non è che ci facciano una bella figura. Avessimo noi, dello stato libero di boxemaccheroni, un pugile qualificato per le Olimpiadi, gli dormiremmo sicuramente sul pianerottolo.


Finalmente una telecronaca che si avvale di un vero supporto tecnico. Del buon Mario e del suo compare Nino non ne possiamo piu’. Lo sappiamo che non è simpatico a tutti, ma è innegabile che Patrizio Oliva è un tecnico! Finalmente un ex campione che non disquisisce di regolamenti (che non si conoscono…), ma illustra le tattiche, le pregevolezze e gli errori degli atleti.

Un ex campione che si documenta sulla materia (grazie anche a boxemaccheroni che gli a spedito 18 pagine di notizie e curiosita’ ) senza affidarsi ai ricordi sbiaditi del tempo che fu. Bravo Patrizio e complimenti anche ai responsabili di Eurosport per la scelta. Concedici però qualche piccolo amichevole consiglio, evitiamo quei troppi “Io ho fatto così… “ ,”Io ho detto questo…”,”Io avevo pensato…”, finche esamini il match sei il numero uno… se polemizzi… evitiamo.

Il grande scrittore inglese Rudy Kipling (l’autore di “Kim”…) , che in suo famoso scritto consigliava “se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù… “ la considerava una qualità quasi indispensabile.


Proprio mentre si svolgevano le Olimpiadi, è morto ad Atlanta, l’ex segretario dell’AIBA, l’americano Loring Baker. Subì la “guerra” terribile dell’ottomano (gli americani a Sydney dopo circa 40 anni non vinsero una medaglia d’oro…) che ambiva alla sua “poltrona” ed alla fine riuscì a soffiargli il posto. Si dice che la disonestà non paga ed è vero, ma come dice Enzo Biagi, di solito… riscuote. Ha detto il Prof. Chowdry : “non sarà dimenticato…”. E’ difficile credergli visto che avevano già cominciato a farlo quand’era ancora vivo. Che riposi in pace.


Questo giovanotto ha un poco invidiabile record, è il primo atleta trovato positivo ai controlli antidoping olimpici.

Si tratta del peso gallo keniano David Munasya.

Lui ha parlato di errore…si, di chi ce l’ha portato!


PROFESSIONISTI.


Un po’ per le Olimpiadi che hanno il compito di gettare nuova linfa, un po’ per la stagione estiva, si è sensibilmente ridotta l’attività internazionale. Questo ci consente di tirare il fiato e di “pareggiare” l’arretrato.

Cominciamo dall’Italia, dove a Sabaudia, la spiaggia della ricca borghesia romana, il neo organizzatore Davide Buccioni , dal quale ci attendiamo grandi cose, ha fatto combattere un paio di suoi pupilli. Nei superwelters, Emiliano Ferrari, 31 enne, ha vinto il terzo match da prof, battendo l’ungherese Attila Borhi, al termine di un match ordinario. Nei pesi welters, l’ex azzurro Daniele Petrucci (23 anni), ha battuto per ferita al 2° round l’altro ungherese Domokos Karoly.

FERRARI ALL’ANGOLO CON IL MAESTRO COSTANTINI E IL NEO ORGANIZZATORE. A Newark, l’ ex sfidante al titolo dei supermedi della WBC e della WBO, Omar Sheika, passato nei mediomassimi, ha battuto in 10 rounds con decisione non unanime il “cattivo” James Butler detto anche il “martello di Harlem”. Sheika che ha 27 anni ed un record di 26 vittorie e 6 sconfitte, è apparso non a suo agio nella nuova categoria, mentre Butler,dopo le recenti deludenti prove è sembrato in ripresa. Continua a sorprendere l’ex campione mondiale dei pesi welter WBO , il 44 enne Manning Galloway. Dopo aver ridimensionato le ambizioni dell’argento di Sydney , Ricardo Williams, ha battuto ai punti in 8 rounds il marocchino residente a New York Saadi Ouali, che forte di 14 vittorie contro una sola sconfitta (con il portoricano Kermit Cintron, campione mondiale ad interim della WBC…), cercava di rilanciarsi. Galloway che viene chiamato il “saccheggiatore”, ha vinto nettamente, mostrando grande mestiere ed innervosendo il marocchino che ha subito due richiami ufficiali per il famoso colpo “del coniglio”. Per Galloway 61 vittorie, 17 sconfitte ed un pari.


A Temecula, il brasiliano Valdemir Pereira (29 anni, 17 vittorie di cui 13 per ko), ha battuto con decisione non unanime (97 a 92, 95 a 94 e 94 a 95), il messicano 25enne Emanuel Lucero detto il “macellaio” ( noi uno con un soprannome così lo avremmo lasciato perdere…). Il match è stato molto combattuto ed il brasiliano pur mettendo a segno i colpi migliori ha dovuto subire spesso l’iniziativa dell’avversario. In un altro match, grossa sorpresa ha provocato il peso medio Eduardo Sanchez, che avvertito solo 7 ore prima del match, ha battuto nettamente il colombiano Juan Carlos Candelo ai punti in 12 rounds. Candelo è stato dominato, ma ha comunque mostrato la sua “potenza”, infliggendo un knock down al rivale nel corso del sesto round.


E’ un periodo un po’ sfortunato per i da troppo tempo imbattuti. Dopo Acelino Freitas, stavolta è toccato alla “Pantera nera”, il cubano Juan Carlos Gomez (31 anni, 37+,1-) , vincitore anche del nostro Pietro Aurino, che a Laredo in Texas, si è fatto sorprendere dal più giovane connazionale Yamplier Azcuy (28 anni, 11+ 1-), che con una precisa combinazione, l’ha mandato al tappeto nel corso del 1° round vincendo per kot. Per la verità ai numerosi presenti la decisione dell’arbitro è parsa un po’ frettolosa, resta comunque l’impresa di aver messo a terra uno come Gomez. Permetteci per un attimo di fare la ruota del pavone. Quando Azcuy comparve negli USA, dopo essere scappato in Messico dalla natia Cuba, scrivemmo di lui non fosse altro perché era cubano. Siamo lieti di aver avuto “naso”! (Aho e fatela finita, noi viviamo di queste soddisfazioni! Anche se qualche “rimborso spesa” quarche vorta nun ce starebbe mica male…Direttò nun sbianca, se faceva tanto pe di’,sennò c’attaccano pure a nnoi!).


Ad Homebush, Australia (fossimo nei panni degli abitanti, con un nome così… “casa di Bush”,staremmo in “gambana” come dicheno a Terni !!!) , si è svolta un eliminatoria voluta dalla WBC, per designare lo sfidante di Antonio Tarver, per il titolo mondiale dei mediomassimi. Ad incontrarsi sono stati l’australiano Paul Briggs (23+ e 1-), detto l’uragano ed il croato di stanza in Germania, Stipe Drews (26+ e 1-) ,vincitore agevole di Silvio Branco. Impressionante il “trattamento” riservato da Briggs al suo imbattuto rivale. Drews fino al 6° round si era ben districato,ma Briggs proprio in quel round l’ha raggiunto con un terribile sinistro (è un mancino!) alla mascella e da quel momento è stato un calvario che si è trascinato fino al termine dei dodici rounds con altri due atterramenti e ben 3 richiami ufficiali inflitti al croato per “ginocchio alzato” ( è piuttosto alto e non sapeva come arginare l’uragano che lo investiva…). Abbastanza indicativi i cartellini dei tre giudici 117 a 105, 115 a 109 e 113 a 109 (quest’ultimo forse un po’ stitico…scusate la volgarità!).In un altro match, il camerunese Sakio Bika, peso medio, fermatosi in Australia dopo le Olimpiadi, ha conseguito la 17^ vittoria contro una sola sconfitta, battendo il neozelandese Rico Chong Nee ai punti in 6 rounds (neozelandese? Qua c’è sta de mezzo tutta l’Asia).


Riportiamo questo incontro per richiamare l’attenzione sull’inutilità di far correre dei rischi ad un’atleta. In Canadà, a Montreal, il peso medio Stephen Boyd, ha battuto per abbandono al 4° round Charles Ali Nestor. Nestor, al termine del terzo round, completamente disidratato, ha detto all’arbitro che non voleva più continuare. Per poter sostenere il match al limite dei pesi medi, era sceso di circa 9 chili (!!!) in poco più di una settimana! Il ragazzo è stato un irresponsabile, ma quelli che gli sono stati vicino ed all’angolo, come vogliamo continuare a definirli…maestri? (de che?)


Rimaniamo in Canada, per una vicenda davvero squallida. L’ex campione mondiale dei supermedi WBC, il canadese Dave Hilton junior, che venne privato del titolo dall’ente nel 2001, per essere stato arrestato con l’accusa di aver ripetutamente usato violenza su delle minori, è il negativo protagonista di un libro “l’occhio nero del cuore”, scritto da una delle sue due figlie. Nel libro la ragazza, ora ventiduenne, rivela che le due minori (violentate dall’età di 12 e 10 anni), erano lei e la sorella! La madre delle due ragazze, spesso assente da casa per necessità (svolgeva due lavori per far quadrare il bilancio…), è la sorella del campione del mondo Arturo Gatti. Che brutta storia!

Ed un’altra brutta storia arriva dal Texas, dove in prossimità di un camion con rimorchio, sulla strada interstatale di San Antonio, è stato trovato morente, Robert Quiroga, ex campione mondiale IBF dei pesi supermosca. Quiroga è morto mentre veniva trasportato in ospedale per ferite d’arma da taglio all’addome ed alla schiena. Fu campione del mondo per circa due anni e si ritirò con un record di 20 vittorie e solo due sconfitte. La madre disperata, ha raccontato che era uscito per andarsi a divertire con degli amici…

Finiamo con una storia edificante. Nel 2001, George Jones era un supermedio imbattuto. Gli combinarono un match con l’italiano di New York ( madre calabrese e padre di colore che si dileguò dopo la nascita… ) David Telesco. Telesco diede forfait per infortunio ed il suo posto venne preso all’ultimo momento da Scott Beethaeven. Il match fu vinto da Jones per kot al 10 round, ma il povero Beethaeven morì sei giorni dopo in ospedale a seguito dei colpi ricevuti durante il combattimento. Jones , pur continuando l’attività, da quel match, non è stato più lo stesso. Ultimamente si è recato a Glen Burnie nel Maryland, dove ha pareggiato in 10 rounds con Dornell Wilson. Dopo il match però ha avuto la gradita sorpresa di trovarsi di fronte alla vedova di Beethaeven che abitando lì vicino si era recata fin là per incoraggiarlo e sostenerlo. Davvero un bel gesto,complimenti!

Questa leggiadra signora è la moglie-manager-trainer di Carlos Hernandez, recente sfortunato sfidante al titolo mondiale dei superpiuma. Davvero un bel quadretto…


Ma anche questo “quadretto” del nostro Direttore con la moglie non è male…


…pensate che di lei è innamorato, poveri noi… stamo freschi!

Ultimissima!

Clemente Russo perde contro il fortissimo statunitense Andre Ward. Clemente non ha demeritato ma contro un atleta imbattuto da quasi 5 anni … nun c’e’ stato nieente da fa’!

Di Rocco disputa un bellissimo incontro contro l’australiano di turno vince facendoci soffrire per una terza ripresa da dimenticare.

 

Vuoi sapere quando questo autore pubblicherà nuovi articoli, tramite sms iscriviti!o tramite e-mail iscriviti!

utenti connessi in questa pagina:

Copyright © 2001-2009MEGATHAI Tutti i diritti riservati.