Il mondo della kickboxing italiana in lutto

UN AMICO SE NE E' ANDATO

E' Emanuele Caccìa, coraggioso e leale atleta siciliano che, a soli 25 anni, nel pieno delle proprie forze, è stato stroncato da un male incurabile.

di Rinaldo Rinaldi

 

Questa volta il suo proverbiale coraggio e la voglia di vincere non sono bastati ad Emanuele. Il suo avversario non era di quelli che si possono affrontare a viso aperto sul ring con un combattimento duro ma leale. Si trattava invece di un terribile male incurabile che in soli due mesi se lo è portato via, rubandolo all'affetto dei suoi cari e dei tantissimi amici, distruggendo in un solo colpo tutti i sogni e le speranze che ogni giovane nutre nel proprio cuore a quell'età. Emanuele aveva infatti solo venticinque anni e la vita, fino a quel momento, gli sorrideva piena di promesse e di tante sorprese ancora da scoprire.
La kickboxing era da sempre la sua grande passione e, proprio grazie alla pratica di questo sport, era entrato in contatto con la nostra federazione e qui aveva incontrato tantissimi nuovi amici che oggi lo piangono ancora increduli per il tremendo epilogo che il destino gli ha voluto riservare.
Ricordo che mi fu presentato per la prima volta dal M° Pino Di Pace di Palermo, mio vecchio amico ed insegnante appassionato, sempre alla ricerca di nuovi talenti. "Caro Rinaldo vorrei farti conoscere un mio nuovo allievo che, ne sono certo, ci darà delle belle soddisfazioni", mi disse un po' emozionato una sera al telefono. E mi volle passare direttamente Emanuele, che stava al suo fianco, come per stabilire un contatto più diretto. Mi colpì subito la sua voce calma e gentile e, in poche battute, si stabilì quella sintonia che spesso si trasforma in amicizia.
Emanuele era un ragazzo con una sconfinata voglia di crescere, di imparare cose nuove, di perfezionarsi. Proprio per questo decise, superando non pochi sacrifici, di venire a Milano ad allenarsi per alcuni giorni con dei nuovi sparring-partners. Era infatti un ragazzone grande e grosso, sui cento chili, ed aveva sempre dei problemi nel trovare dei validi compagni di allenamento che sapessero metterlo veramente alla frusta. I suoi idoli erano i campioni del K-1 e, naturalmente, il suo sogno era quello di entrare in questo prestigioso circuito mondiale. Ma Emanuele non era un esaltato. Sapeva benissimo che la strada per affermarsi in questo mondo è dura e piena di sacrifici e rinunce. Per questo motivo si allenava tutte le volte che gli era possibile e spesso compiva dei viaggi in varie città italiane per poter incrociare i guantoni con partners ogni volta diversi.
Sempre pronto a combattere, decise di partecipare ai campionati italiani CISCO di Rimini nel giugno 2002 e si iscrisse ai tornei di kick, thai e full vincendo la cintura tricolore in tutte e tre le discipline! Era molto orgoglioso di quella memorabile impresa e ci teneva tantissimo ad una fotografia che lo ritraeva con le cinture ed un vistoso cerotto all'arcata sopraciliare, segno delle battaglie sostenute per conquistare gli ambiti trofei.
Restammo sempre in contatto telefonico ed ogni tanto si faceva sentire per sapere se c'era qualche nuovo match in vista. Nel frattempo non disdegnava certo di offrire il suo aiuto agli altri, sia che si trattasse di fare il giudice ad una gara regionale, sia che si trattasse di dare una mano in palestra, magari nell'insegnare le basi a qualche allievo principiante.
Lo ricordano molto bene tutti gli insegnanti siciliani, in particolare il M° Tony Auditore di Messina ed il M° Nicola Caravello di Palermo, per i quali Emanuele era diventato ormai un volto più che familiare ad ogni manifestazione.
L'ultima volta che mi ha chiamato non mi ha chiesto come al solito se c'era qualche match per lui. Voleva solamente salutarmi "così, tanto per amicizia". Poi ho capito che quello era il suo modo di dirmi addio, senza troppo clamore, con quella riservatezza che da sempre lo aveva contraddistinto.
Oggi Emanuele non è più con noi ma il suo ricordo resta indelebile nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Un esempio di passione e di serietà che ci auguriamo possa servire da modello per tantissimi altri giovani. Addio Emanuele! E grazie di aver camminato per un po' al nostro fianco.

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