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Insieme al Campione del Mondo Marco Costaguta per imparare crescere confrontarsi secondo le regole progetto L.E.T - Legge 285/97
DESCRIZIONE DELLE MODALITA' DI RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI PREVISTI

Il progetto intende contattare e, in seguito, coinvolgere un gruppo di adolescenti che ha come punto di riferimento informale i portici di via delle Genziane nel quartiere di Quarto Alto con l'obiettivo di promuovere l'impianto di una palestra di boxe.
Dopo un periodo di lontananza, a seguito, di iniziative generose e sfortunate attivate dal Patto Territoriale del Levante, coincise con un periodo di relativa calma sul fronte giovani, alcuni segnali (atti vandalici a danno del cantiere per la realizzazione del progetto relativo alla sistemazione di piazzale degli Anemoni e rimozione violenta della panchina, luogo d'incontro dei ragazzi di via delle Genziane) ci inducono a riconsiderare il nostro impegno e a produrre un tentativo di percorso che abbia come attori un gruppo piuttosto ristretto e connotato di ragazzi in una chiave di pacificazione/collaborazione col territorio nelle sue varie componenti.
A questo scopo intendiamo muoverci in una dimensione di esplorazione, utilizzando risorse della cooperativa (Polo Giovani, E.T. e un educatore nuovo) allo scopo di riallacciare rapporti, conoscere e farsi conoscere; contemporaneamente il progetto prevede un lavoro di ricerca di risorse e spazi allo scopo di impiantare una palestra in zona , con apertura bisettimanale in orario serale, allo scopo di attivare un luogo di incontro e scambio per i ragazzi nel quale questi ultimi possano essere protagonisti di attività educative e culturali benché orientate dagli educatori di riferimento i e soprattutto usufruire, a un prezzo calmierato, di uno spazio per attività ginnico sportiva/e, in particolare nel settore pugilistico. In questo senso i contatti con il CUS, che di recente ha una sua attività sul territorio ci saranno particolarmente utili , così come risorse al momento inesplorate, ma presumibilmente esistenti, soprattutto per quanto riguarda un istruttore qualificato, col necessario carisma e con interesse al lavoro sociale al quale affiancare un educatore professionale.
L'appoggio di Distretto, Ass.ne "Progetto Quarto Alto", Forze dell'Ordine, Circoscrizione, sarà indispensabile sia allo scopo di reperire spazi e attrezzature sufficienti ad avviare l'esperienza, sia a garantire l'agibilità e il controllo, al fine di estendere l'iniziativa al territorio, con lo scopo finale di farla camminare sulle sue gambe, ovvero su quelle dei ragazzi, nella dimensione di una partecipazione positiva alla vita del quartiere.

IL PROGETTO PREVEDE …

…un intervento strutturato in due attività nel territorio di Quarto Alto, dove, dal 1995, operiamo, dapprima come gruppo Affidi, in seguito nell'ambito delle attività dell'Educativa territoriale, in collaborazione con i soggetti aderenti al Patto Territoriale del Levante con progetti rivolti agli adolescenti e, in particolare, col tentativo di apertura di uno spazio di aggregazione in un quartiere del tutto sprovvisto di risorse. Oggi la cooperativa è presente sul territorio con una attività settimanale rivolta ai bambini più piccoli presso il Centro Civico di via delle Genziane.

Attività educativo/culturale

Approccio informale nei luoghi di ritrovo dei ragazzi individuati come soggetti fruitori (Bar Morgan, Portici di via della Genziane) come a tutti noto, in particolare ai cittadini dell'associazione Quarto Alto e alle forze di polizia. In questo primo periodo (fino a marzo 2004) si proverà ad individuare e orientare i bisogni-desideri dei ragazzi al fine di renderli partecipi di un progetto che sia compromesso tra le aspettative e la nostra realtà progettata.
Questa fase prevede l'attivazione di incontri con la rete dei soggetti partecipanti e presenti sul territorio allo scopo di confrontare la nostra idea progettuale con le risorse a disposizione, seguiti da periodiche riunioni di valutazione sui progressi del progetto. In questo frangente il livello di flessibilità sarà alto, proporremo, infatti, ai partner di rete un ruolo all'interno della nostra idea di progetto. Innanzitutto definiremo quali partner saranno attivi e quali passivi, mantenendo, tuttavia, la massima apertura a proposte alternative, integrazioni, segnalazioni, varie ed eventuali purché non snaturino il senso del progetto.
Terminata questa fase, la flessibilità non riguarderà più la struttura del progetto stesso, ma solo la sua gestione, attraverso incontri periodici di valutazione in itinere.
Ipotizziamo, tenendo tuttavia in considerazione quelli che saranno i feedback dei ragazzi, la proiezione di alcuni film a tematica sportivo/sociale che possano stimolare nei fruitori il desiderio di attivarsi e di riscattarsi socialmente, magari attraverso lo sport. Attiveremo in seguito spazi di riflessione e cercando di dare spazio alle proposte dei ragazzi o, qualora necessario, orientare le loro riflessioni verso una partecipazione più attiva alla vita del quartiere e, più in generale della città, con una particolare attenzione all'offerta della città per il 2004.
In quanto agli aspetti di garanzia e stabilità, la rete si connota per la presenza di soggetti Istituzionali (Distretto e forze dell'Ordine), particolarmente radicati (Ass.ne "Progetto Quarto Alto) e professionali/specializzati (CUS, A.E.T. e Polo) offrendo un mix in grado di sostenere l'impegno. Le fasi di discussione e di avvio ne dovranno testare le capacità di collaborazione.
Alcune segnalazioni di episodi di vandalismo, minori, ma non banali, la presenza di ragazzi privi di luoghi di aggregazione strutturati nei quali riconoscersi, la incessante attività di spaccio e di atti di microcriminalità, ci inducono a ritenere opportuno un intervento su un numero ristretto, ma ben visibile, di giovani con interventi sia di prevenzione che di riduzione del danno.
Data per acquisita la costruzione di una relazione privilegiata coi ragazzi, l'intervento proposto vuole caratterizzarsi per la partecipazione attiva e il coinvolgimento dei giovani sia nella fase di preparazione che in quella di realizzazione del progetto. Soltanto i ragazzi sanno, infatti, quali possano essere i loro bisogni e anche quali le risorse disponibili sul territorio. Intendiamo coinvolgerli nella individuazione e successivo adeguamento dei locali adatti all'attività proposta.
Il progetto prevede, attraverso lo sport e l'attività fisica, anzitutto un incentivo alla responsabilizzazione e alla ricerca di una autonomia progettuale sia sul quotidiano che a medio termine. E' noto come lo sport sia un ottimo strumento di abbattimento delle barriere culturali e sociali e una risposta adeguata alla mancanza di spazi di espressione della fisiologica aggressività dei giovani nella fascia 15/25 anni.
Vista la tipologia del quartiere e dell'utenza, l'inserimento e la costruzione di relazione col territorio dovranno essere necessariamente graduali, considerata la latente conflittualità dei soggetti con le istituzioni e più in generale coi luoghi formali di aggregazione giovanile.
A prescindere dal successo della ricerca di uno spazio adeguato all'attività pugilistica intendiamo, comunque, promuovere un'esperienza centrata sullo sport da svolgere eventualmente anche all'aperto.
Individuato e coinvolto il gruppo, definiti i ruoli dei partner di rete, calendarizzata l'attività, auspichiamo di poter intraprendere percorsi di sostegno sia individuale che di gruppo appositamente pensati per quell'area di disagio che abbiamo definito "inabilità sociale".
E' del tutto chiaro che il progetto si riferisce, anche data l'esiguità del contributo, ad un numero ristretto di fruitori e punta essenzialmente sulla qualità dell'intervento e decisamente meno sugli aspetti quantitativi dell'azione. Questo non esclude la possibilità che l'esperienza possa nel tempo consolidarsi in maniera tale da diventare risorsa del territorio e, perché no?, opportunità di futuro di qualcuno.
Consapevoli della forte caratterizzazione del "target group", in questa fase non ci precludiamo la possibilità di aprire al territorio l'esperienza con particolare attenzione ad altre forme di disagio.

NB: L'attività A sarà totalmente finanziate dal Comune di Genova

Attività sportiva

L'attività sportiva, in particolare pugilistica, prevedrà l'attivazione di corsi di boxe con apertura due o tre volte alla settimana, con un istruttore titolato affiancato da un educatore che possa occuparsi sia della parte amministrativa del progetto (assicurazione, tesseramento, raccolta quote mensili, rendicontazione ecc.) sia della parte educativa del progetto che vuole anzitutto offrire ai ragazzi uno spazio di espressione all'interno di un sistema di regole ben definito, sia del contenimento, qualora necessario.
Tutti gli operatori e fruitori coinvolti eccetto l'istruttore saranno coperti dalle vigenti norme assicurative per gli operatori sociali e relative attività. Per quanto riguarda l'istruttore e l'attività pugilistica sarà stipulata un'apposita polizza con l'assicurazione UNIPOL.

NB: L'attività B sarà finanziata direttamente dai fruitori.

Personale:
Coordinatori 1
Educatori 2
Istruttori 1
Volontari N

SEDE DI RIFERIMENTO DEL PROGETTO
Agenzia Educativa territoriale via Majorana 3/1
Tel: 010 3200294 Fax: 010 2461360 E-mail: lacomunita@inwind.it

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