Speciale Oktagon 2004

I PIU' GRANDI

Si è svolta con pieno successo la nona edizione della più prestigiosa sfida fra pesi massimi in assoluto. Oltre 10.000 entusiasti spettatori hanno gremito il Mazda Palace di Milano come non accadeva da anni. La
manifestazione è stata trasmessa anche da Italia 1 e SKY SPORT.


di Ivan Pironi


"Signore e signori, il vincitore del combattimento e quindi nuovo campione di Oktagon 2004 è Jorgen "The Viking" Kruth!". Dopo il lapidario ma emozionato annuncio di Rinaldo Rinaldi, ancora una volta ottimo speaker della serata ed ormai "voce ufficiale" per tutti i grandi eventi internazionali, si è scatenato l'entusiasmo sincero di oltre 10.000 fans che sono accorsi tutti intorno al ring per salutare il nuovo campione di quella che, anno dopo anno, è diventata la più grande e prestigiosa competizione di
thai boxe per pesi supermassimi in assoluto. Ma facciamo un passo indietro ed esaminiamo tutti gli ingredienti che hanno decretato uno straordinario successo per una manifestazione che sicuramente
lascerà il segno per un bel pezzo. Non fosse altro che per l'enorme battagepubblicitario che l'ha preceduta, per l'intervento di due emittenti televisive nazionali del calibro di Italia 1 e SKY SPORT e, naturalmente, per la massiccia partecipazione di pubblico, come sempre vero giudice di
ogni evento. Ed il pubblico dei grandi gala di Milano ha dimostrato come sempre di essere estremamente competente ed informato, per cui gli applausispontanei ed i momenti di entusiasmo collettivo stanno a dimostrare in modo inconfutabile la qualità del prodotto. Ancora una volta quindi, quel"geniaccio" della comunicazione che è Carlo Di Blasi (ideatore e promotore
dell'evento) e tutto il direttivo FIST (ex CISCO) hanno fatto centro ed hanno dimostrato senza ombra di dubbio di essere i leader assoluti in Italia per le grandi manifestazioni. Come è ormai tradizione in questi casi, abbiamo potuto assistere a tre ore di un mix esplosivo di azione, spettacolo
e colpi di scena, il tutto nella cornice di un Mazda Palace gremito all'inverosimile e con un parterre ricco di personalità di primo pianoprovenienti dal mondo dello sport, dello spettacolo e della politica.
Ma vediamo nel dettaglio i vari combattimenti della serata.

Dopo la presentazione ufficiale dei "magnifici otto" del torneo, sono saliti
sul ring i primi due contendenti per disputare il cosiddetto "reserve fight"
, ovvero il match di riserva come previsto dal regolamento del K-1. Ciò allo
scopo di designare l'atleta che dovrebbe sostituire uno degli otto titolari
nel caso si verificasse qualche infortunio nel corso del torneo.

Luca Bellora (Italia) vs Ionut Iftimoaie (Romania)
Un'autentica ovazione del pubblico ha salutato l'ingresso sul ring dell'
unico atleta italiano presente al torneo, lo scultoreo Luca Bellora,
qualificatosi in una precedente selezione svoltasi a Bologna. Dotato di un
fisico veramente eccezionale, Bellora probabilmente ha pagato lo scotto per
l'emozione e per la mancanza di una sufficiente esperienza specifica per
quanto riguarda gala di questo livello. Fatto sta che non è riuscito
assolutamente ad esprimere la sua indubbia potenza ed è stato fermato senza
troppa difficoltà dal bravo atleta rumeno Ionut il quale, seguito all'angolo
dal "mitico" Franz Haller, ha chiuso la partita nel giro di poche battute.

Dopo questo immediato KO, si entrava così nel vivo della serata con i quarti
di finale del torneo.

Jorgen Kruth (Svezia) vs Ivica Perkovic (Croazia)
Il pubblico, già "scaldato" per il rapido epilogo del match precedente, è
rimasto subito colpito dalla potenza e dall'aggressività mostrata dal
"vichingo" svedese Kruth, un atleta dal fisico possente e dotato di una
grinta ed una tecnica davvero notevoli. Malgrado la resistenza opposta dal
pur quotato croato Perkovic, il match si è concluso ancora una volta prima
del limite. Il risultato ufficiale parla di ko a 2'27" della terza ripresa.

Mark Dewit (Belgio) vs Josip Bodrozic (Australia)
Il secondo match dei quarti di finale è stato senza dubbio un'interessante
rivelazione, dal momento che ha messo in luce ancora una volta un atleta
poco conosciuto nel nostro circuito ma sicuramente valido. Stiamo parlando
dell'australiano di origine croata Josip Bodrozic, un gigante di 2 metri di
altezza per 120 kg di peso, già fattosi notare al Kombatfestival di Genova
di Marco Costaguta (dove aveva vinto facilmente prima del limite) e
soprattutto in un gala organizzato da Sergio Conte ad Ugento, una bella
cittadina turistica in provincia di Lecce. In quella occasione aveva
addirittura battuto nettamente il più quotato campione ungherese Peter
Varga, strappandogli la cintura mondiale WPKC di thai boxing contro ogni
pronostico! Ebbene, Bodrozic non si è smentito ed ha battuto ai punti anche
il belga Dewit, sicuramente uno dei favoriti del torneo.

Vitaly Akhramenko (Bielorussia) vs Ante Varnica (Croazia)
Questo è stato decisamente uno dei più bei match della serata. Abbiamo
potuto ammirare la tecnica e lo stile di due autentici campioni che, grazie
alla loro agilità, ci hanno fatto dimenticare di trovarci di fronte a dei
supermassimi. Velocità di esecuzione, precisione, tempismo, calci alti: il
pubblico ha potuto assistere estasiato ad un vero saggio di thai boxing. Al
termine delle tre riprese regolamentari il verdetto è andato meritatamente
al bielorusso, senza con ciò volere sminuire l'ottima prestazione del suo
validissimo avversario.

Freddy Kemayo (Francia) vs Gabor Meizster (Ungheria)
Molto bello ed applaudito anche l'ultimo scontro dei quarti di finale. Non
tutti conoscevano il funambolico colored francese Kemayo e dobbiamo dire che
questo combattimento è stato un superbo biglietto da visita per lui. Si sono
viste tecniche davvero spettacolari, come raramente succede in questi
tornei. Dopo essere stato ferito alla fronte da una ginocchiata saltata,
Meizster è incappato nel corso della seconda ripresa in un micidiale high
kick che lo ha spento definitivamente fra lo stupore del pubblico.
Fortunatamente nulla di grave al controllo medico in ospedale. Risultato
ufficiale: vince Kemayo per ko a 1'20" della seconda ripresa.

Terminati così i quarti di finale, si sono disputati due prestige fight
fuori torneo per dare tempo agli atleti di recuperare almeno parzialmente
prima delle semifinali.

Serguei Gur (Bielorussia) vs Petar Majstorovic (Svizzera)
Questo era un altro "regalo" per il pubblico del Mazda Palace. Un
super-prestige fight fuori torneo ma con due grandi nomi del circuito K-1.
Fra l'altro, a pochi giorni dall'evento, il famoso Vondracek,
originariamente designato quale sfidante di Gur, aveva riportato un serio
infortunio che lo aveva costretto al forfait ed il campione svizzero, anch'
egli più che valido, ne aveva preso il posto. Nel suo complesso il match è
stato davvero molto equilibrato, come conferma anche il verdetto di parità
dato dai giudici, e dobbiamo dire che non ha dato quelle emozioni che
solitamente due campioni del genere sono in grado di trasmettere.

Si entrava così nella parte "calda" del torneo con le due semifinali.

Jorgen Kruth (Svezia) vs Josip Bodrozic (Australia)
Combattimento molto duro e difficile da gestire per entrambi i contendenti.
Da un lato infatti c'era il coriaceo ed ostico Bodrozic, con le sue
lunghissime leve e le pericolose ginocchiate al viso, dall'altro la potenza
e l'aggressività del vichingo Kruth che, pian piano, è riuscito a sgretolare
la resistenza del gigante australiano fino ad ottenere, fra lo stupore del
pubblico, la vittoria prima del limite proprio sul finire del terzo round!
Risultato ufficiale: vince Kruth per ko a 2'31" del terzo round e diventa il
primo finalista.

Vitaly Akhramenko (Bielorussia) vs Freddy Kemayo (Francia)
Un altro match dagli altissimi contenuti tecnici e spettacolari, degno
davvero di un titolo internazionale. I due fuoriclasse si sono scambiati
delle combinazioni di colpi incredibili con una velocità ed un ritmo da pesi
medi di razza. L'entusiasta pubblico ha più di una volta sottolineato le
prodezze stilistiche dei due fighters con applausi spontanei e
manifestazioni di ammirazione. Alla fine la preferenza dei giudici è andata
al fortissimo bielorusso, senza nulla togliere a Kemayo che è uscito dal
torneo a testa alta. La finale sarebbe stata quindi fatta fra Kruth ed
Akhramenko.

Per dare tempo ai due di recuperare al meglio prima del grande scontro, si
sono fatti altri due prestige fight che, sulla carta, si presentavano
entrambi molto interessanti.

Shingo Eguchi (Giappone) vs Roberto Cocco (Italia)
La prima sfida era un confronto internazionale fra Roberto Cocco, pupillo
del maestro Marco Franza e nome di spicco nel panorama kickboxistico
nazionale, ed il nipponico Shingo Eguchi, atleta emergente della scuderia
della All Japan Kickboxing Federation. Cocco, forte anche del vantaggio
psicologico di giocare in casa e sostenuto infatti da un gran tifo, è
partito subito con un ritmo molto elevato, mettendo in difficoltà il
giapponese in più di un'occasione. Nella seconda parte del match, invece,
Roberto è un po'calato, ma in ogni caso si è aggiudicato all'unanimità il
verdetto dei giudici. Ora lo attende l'importante appuntamento della quarta
manche della Superleague a Winterthur! In bocca al lupo di cuore!

Fabio Corelli (Pro Fighting Rimini) vs Stefano Stradella (Mejiro Gym Milano)
Questa era una sfida (regole K-1) che tutti gli appassionati attendevano da
tempo. I due migliori esponenti della categoria 70 kg finalmente uno di
fronte all'altro per la resa dei conti! I due si erano infatti già
incontrati ma parecchio tempo fa e quindi una rivincita si presentava più
che interessante, considerate anche le notevoli esperienze internazionali
maturate nel frattempo da entrambi i contendenti. Il match è stato
sicuramente duro ed un po' teso, proprio per la grande attenzione da parte
dei due fighters. Come spesso succede in tali circostanze, non ci sono stati
particolari colpi di scena. Al termine i giudici hanno concesso la
preferenza a Stradella che forse è stato un po' più incisivo. E' anche vero
che Corelli, reduce da una brutta influenza, non ha potuto esprimere tutte
le sue potenzialità. Una "bella" sarebbe quindi oltremodo interessante.

Si arrivava così alla grande finale per stabilire chi è il più forte fra gli
otto e quindi colui che passerà il turno per avvicinarsi sempre più alla
ambitissima meta di Tokyo!

Jorgen Kruth (Svezia) vs Vitaly Akhramenko (Bielorussia)
Un combattimento durissimo, sostenuto fra l'altro dopo due match di
selezione particolarmente impegnativi per entrambi. Lo scontro non ha deluso
il pubblico e, malgrado la stanchezza ed i colpi accumulati, i due
supercampioni non si sono risparmiati fino all'ultimo istante. Il verdetto
non è stato facile dal momento che Akhramenko aveva forse mostrato una
migliore tecnica e varietà di colpi, mentre Kruth era stato probabilmente un
po' più incisivo. Alla fine i giudici hanno premiato il vichingo svedese ed
il risultato ci pare onesto.

Con la folla entusiasta che acclamava quindi il nuovo "re" di Oktagon, si
concludeva una serata veramente riuscita e che già ci mette l'acquolina in
bocca per la prossima edizione che, essendo il decimo anniversario, ci
riserverà di sicuro qualche grande sorpresa. Ma per questo dovremo sentire
cosa ci dirà Carlo Di Blasi.

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