Una sfida storica
che si ripete. Due continenti e due grandi scuole si sono scontrate sul ring
del Korakuen Hall di Tokyo per vedere qual è la migliore. "Vincere
è ciò che conta, lo sconfitto sarà eliminato!".
"KICK OUT!"
Cronaca di una memorabile serata di thai boxe che ha visto il confronto fra una squadra asiatica ed una europea.
di Rinaldo Rinaldi
"Kick out" è un'espressione inglese che, tradotta letteralmente,
significa "buttare fuori a calci". Indubbiamente un modo di dire
piuttosto duro e non certo diplomatico per indicare il destino inesorabile
di colui che viene "eliminato" per avere perso una sfida. Ed era
proprio questo l'obiettivo dei dirigenti della AJKF (All Japan Kickboxing
Federation) quando hanno concepito l'idea di un grande confronto fra alcuni
dei migliori combattenti asiatici opposti ad una selezionata rappresentativa
europea.
Tutti gli appassionati ricorderanno certamente che, fin dagli anni 70, quando
nel nostro continente la boxe thai stava movendo i primi passi, giapponesi
e tailandesi si sfidavano fra loro e con tutti i popoli confinanti per l'innato
gusto di vedere chi fosse il più forte.
Con il nascere poi dei primi campioni olandesi, francesi ed americani, i confronti
sono diventati ancora più spettacolari ed avvincenti perché
vedevano opposte due scuole completamente diverse ma in ugual modo efficaci.
Ed il Korakuen Hall di Tokyo (insieme al Lumpinee Stadium di Bangkok) è
diventato uno dei punti di riferimento per tutti gli innumerevoli appassionati
di sport da combattimento. Sul ring di questo leggendario palazzetto hanno
infatti incrociato i guantoni tutti i più grandi nomi del mondo kickboxistico,
ad iniziare dal mitico Benny "The Jet" Urquidez per arrivare poi
alle star più recenti, quali Rob Kaman e Ramon Dekker, fino a giungere
alle ultimissime generazioni dei supercampioni dei nostri giorni.
Ed è per questo che l'idea della grande sfida lanciata dai giapponesi
attraverso Toshimitsu Nakazaki (responsabile internazionale AJKF e WPKC) è
stata subito raccolta con grande entusiasmo. Dopo le solite ricerche e innumerevoli
scambi di telefonate, fax ed email, il team europeo è stato selezionato
e preparato a dovere. I nostri quattro alfieri erano tutti fighter di ottima
levatura e provata esperienza internazionale: Abdulay M'Baye (Francia), già
campione europeo WPKL e pluricampione francese; Fabio Corelli (Italia), campione
mondiale WKN e pluricampione italiano; Kalliopi Yeitsidou (Grecia), pluricampionessa
mondiale WKA; Liam Harrison (Gran Bretagna), giovanissimo ed estremamente
promettente campione inglese.
Questo gruppo di atleti scelti se la sarebbe dovuta vedere con una agguerrita
squadra asiatica appositamente selezionata dal direttivo AJKF!
L'evento, denominato per l'appunto "Kick Out", ha subito destato
il vivo interesse non solo dei fanatici e competentissimi fans giapponesi,
ma anche di tutti i principali mass media nazionali, tanto che la notizia
è apparsa con ampio risalto su parecchi quotidiani, oltre che su tutte
le riviste di settore, e le immagini dei combattimenti sono state trasmesse
da Gaora TV, una emittente nazionale molto seguita in Giappone. Un particolare
significativo: i biglietti sono stati esauriti in prevendita!
Con il cuore che batteva a mille, siamo andati con tutta la squadra europea
al Korakuen Hall e subito ci siamo immersi in questa incredibile atmosfera
seguendo tutti i rituali pre-gara della perfetta macchina organizzativa giapponese:
visita medica, controllo bendaggi, consegna guantoni, interviste a giornalisti
TV.
Poi i momenti più difficili e carichi di tensione che precedono io
match.
Dopo alcuni sotto-clou fra atleti locali, iniziava finalmente la grande sfida
internazionale con il combattimento femminile.
Kalliopi Yeitsidiu (Grecia) vs Windy Tomomi (Giappone)
La campionessa giapponese, conosciuta da noi per avere già combattuto in Italia al "Memorial De Chiara" qualche anno fa, è partita subito in quarta senza il minimo timore reverenziale, portando ottime combinazioni di pugno e low kick che hanno colto di sorpresa la campionessa greca. Nei round successivi però Kalliopi superava il momento di crisi e metteva a segno a sua volta efficaci tecniche di boxe. Al quarto round l'epilogo con un perfetto diretto destro doppiato che stronca definitivamente la nipponica. Abbiamo iniziato bene: 1 a 0 per l'Europa!
Liam Harrison (GB) vs Hiromasa Masuda (Giappone)
Ad essere sinceri, questa è stata una delle sorprese più belle. Il giovanissimo inglese Liam Harrison, un ragazzetto diciassettenne dai capelli colorati stile punk, ribalta tutti i pronostici infliggendo un duro KO, proprio allo scadere del terzo round, ai danni del più quotato campione giapponese Hiromasa Masuda! Stupore fra tutti i fans nipponici e, ne siamo certi, anche fra i tecnici della AJKF che non si aspettavano di sicuro un risultato del genere Grazie a Liam raddoppiamo così il vantaggio: Europa 2 - Asia 0!
Fabio Corelli (Italia) vs Yutaro Yamauchi (Giappone)
Grandissima emozione per la presentazione del nostro Fabio Corelli, unico italiano del team ed atleta di collaudata esperienza internazionale. Ottimamente assistito all'angolo dal M° Rachid Saadi e da Toshimitsu Nakazaki, Fabio ha disputato senza dubbio un match estremamente intelligente, tutto fatto di tempismo ed assoluta concentrazione. In più di un'occasione è infatti arrivato preciso al bersaglio con tecniche di pugno e calcio e Yamauchi non è stato mai in grado di metterlo in difficoltà. Al termine dei cinque rounds il verdetto è andato unanime al nostro alfiere che meritatamente esultava per la grande prestazione e ci regalava un altro punto. Europa 3 - Asia 0!
Abdoulaye M'Baye (Francia) vs Samkor Kiatmontep (Thailandia)
Questo era senza dubbio
il match più difficile per noi e chi ha visto il fuoriclasse Samkor
in azione sa cosa intendo.
Si tratta infatti di una vera macchina da combattimento, dotato di una freddezza
da killer e di una potenza assolutamente devastante. Il rumore delle sue tibiate
echeggiava sinistro in tutto il palazzetto. Malgrado l'ottima preparazione
tecnica ed il grandissimo coraggio del colored francese, non c'è stato
nulla da fare. L'azione di demolizione di Samkor, che in Giappone è
di una popolarità incredibile, ha ottenuto il suo risultato nel terzo
round quando, dopo l'ennesimo attacco a base di low kicks e middle kicks,
M'Baye è stato costretto alla resa.
La sfida terminava così a nostro vantaggio per ben 3 a 1 e questo dimostra quanto sia cresciuto negli ultimi anni il livello tecnico dei nostri atleti. Un vivo ringraziamento quindi a tutti loro ed anche ai loro insegnanti che, con tanti sforzi e sacrifici, sono riusciti a compiere questo miracolo.
Si ringrazia
la AJKF per le fotografie fornite
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