News della boxe by Gm

Alì – Un film


Michael Mann, dotato regista della Hollywood odierna, dimostra subito una grossa personalità. Lo confermano le prime immagini del film dedicato ad Alì: mentre Cassius Clay si allena in palestra, ci passano davanti frammenti dei suoi incontri, della sua fanciullezza, di un discorso del suo amico Malcolm X sul diritto a reagire alla violenza.

Nelle due ore e mezza che restano seguiremo dieci anni della vita del campione, dal 1964 al '74: l'ascesa, la caduta e la resurrezione sul ring, la conversione alla fede musulmana, col nome cambiato in Muhammad Alì; gli amori e i matrimoni; il rifiuto di prestare servizio in un esercito che sta combattendo la sporca guerra del Vietnam; gli storici match con Sonny Liston, Joe Frazer e George Foreman, l'ultimo dei quali si tenne cosa mai avvenuta nella storia del campionato mondiale in un Paese africano, lo Zaire, e fu accompagnato da un memorabile concerto.
Will Smith, candidato all'Oscar, deve essersi visto centinaia di volte le riprese di Alì e dei suoi combattimenti: ne restituisce così bene l'arroganza verbale, le movenze da ballerino e la potenza che, nei campi lunghi, potresti scambiare la copia per l'originale.

A Plovdiv (Bulgaria), hanno scoperto il pugilato professionistico e con la “copertura” di Eurosport, il canale sportivo satellitare, almeno una volta al mese, sono presenti sui teleschermi europei.

La qualità delle riunioni allestite non è eccezionale, ma tutto sommato, per gli appassionati, è comunque un’occasione per vedere all’opera qualche discreto pugile.

Tutto questo fino a martedì scorso,quando ci è capitato di assistere ad un match che ci ha profondamente indignato. Spacciare per pugilato un volgare “pestaggio” è un’operazione semplicemente vergognosa. Nel sottoclou della riunione che ha visto il peso massimo americano Cendrick Fields, battere per kot al 6° round il finlandese Sami Elovaara, un “vero” pugile, il peso medio americano Darryl Salmon di Savannah, ha “picchiato” a piacimento, con tecnica e determinazione, un povero “disgraziato” sprovveduto ed adiposo, atterrandolo a più riprese e “gonfiandolo” di botte. Un match improponibile per la evidente “pochezza” (e siamo benevoli…) del bulgaro. Salmon aveva 6 matches tutti vinti,il suo avversario, Lubomir Ivanov era al secondo match in carriera (il primo lo avrebbe disputato e perso nel 1994…).

Abbiamo inoltrato una protesta ad Eurosport e ci piacerebbe che intervenisse l’EBU o altro ente equiparato, per l’apertura di un’inchiesta!

Al Carousel Casino di Hammanskraal (Sud Africa), il forte peso gallo Silence Mabuza, ha battuto il connazionale, Khulile Makheba per ko all’8° round.

Makheba era stato atterrato al 6° round e contato alla 7^ ripresa (non ha gradito questo conteggio e si è arrabbiato con l’arbitro!). Per Mabuza, che difendeva il titolo IBO della categoria,si è trattato del 15° successo su altrettanti matches, di cui ben 14 terminati prima del limite.

Ad Indianapolis, il supermedio ugandese Mohammed Kayongo, ha battuto ai punti in 4 rounds, Lester Yarbrough, conseguendo il 7° successo (5 prima del limite). Pensate che al terzo match da professionista, ha battuto il “veterano” Reggie Strickland che in quel momento vantava più di 300 matches disputati (69 vittorie,249 sconfitte 15 pari). Una bella differenza d’esperienza!

A Gifu (Giappone), il pugile giapponese Sunao Uno (Fefè Calò, nostro corrispondente dalla Trinacria, asserisce che si tratta di un’espressione sicula che tradotta significa :” qualcuno ha bussato”), peso gallo, ha battuto per ko al 1° round il tailandese Saengcharoen Mahasapcondo. Così imparano ad “aprire”, è stato il commento di Fefè!

Torniamo alla riunione di Riesa, dove il “povero” Vincenzo Rossitto è stato “derubato” della vittoria contro Rudy May. Nei pesi massimi,il tedesco Timo Hoffmann, ha battuto nettamente ai punti in 12 rounds (118 a 109,118 a 109 e 118 a 108) per il titolo intercontinentale WBO,l’americano Zuri Lawrence, che ha inflitto l’unica sconfitta da professionista, al “re degli orsi italiani”, il mitico Paolone Vidoz.

Nel sottoclou, un altro “malmenato” da Paolone da dilettante, il turco tedesco Cengiz Koc , ha conseguito il 16° successo da professionista su altrettanti matches,battendo Marcel Zeller ai punti in 6 rounds. Koc è un apprezzato caratterista di telefilm e film tedeschi.

A Belfast, quello che i polacchi considerano l’erede di Andrei Golota, Albert Sosnowski, ha battuto per kot al 1° round il “collaudatore” inglese Chris Woollas.

Sosnowski, detto “il dragone” , ha un record di 30 vittorie,contro una sola sconfitta,

subita per mano del canadese Arthur Cook.

Ad Houston, il peso leggero Juan “torello” Diaz, ha battuto per kot al 6° round Joel Perez.

Diaz che è imbattuto, ha conseguito il suo 23° successo. Insieme al compagno di scuderia Rocky Juarez è seguito dal binomio vincente Freddy Roach e Shelly Finkel che qualche hanno fa costruirono la fortuna di un certo…Mike Tyson.

 

Anaheim (California).

Il superleggero bielorusso ebreo Dimitry Salita, che combatte di sabato, su speciale permesso del suo rabbino, ha battuto per kot al 4° round Richard Conchas.

Nei pesi medi l’olimpionico messicano, Jose Luis Zertuche, ha battuto Carl Cockerham ai punti in 6 rounds. Zertuche è molto religioso ed è solito presentarsi sul ring con un rosario di grosse dimensioni,che si “sfila” prima dell’inizio dell’incontro.

Purtroppo per i suoi avversari, non è uno che porge l’altra guancia…anzi! Jose Luis Zertuche…è quello in piedi

A Stateline (Nevada), il peso massimo della Bosnia Erzegovina, Jovo Pudar, ha colto il successo più importante della sua carriera,battendo per kot al 6° round l’americano Derek Bryant. Pudar che ha 32 anni e si è stabilito nel Queens (New York), ha un record di 21 vittorie ed una sola sconfitta. Ancora pesi massimi, con David Bostice “The Boss” che ha battuto Sione Asipeli ai punti in 6 rounds.

A Les Pennes Mirabeaux (Francia), il superwelter francese, l’imbattuto Christophe Canclaux, che è solito soggiornare in Italia per affidarsi alle cure di Sumbu Kalambay, ha battuto ai punti in 8 rounds, il “tosto” Charden Ansoula. Canclaux che ha 27 anni, vanta 24 vittorie di cui 17 vinti prima del limite.

Cetif (Algeria), nei massimi leggeri, Mohamed Benguesmia, ha battuto per kot al 3° round il tedesco Marco Heinichen. Benguesmia che ha 27 anni , fu sconfitto da Yawe Davis , mentre Heinichen perse per ko al 2° round con Paolo Vidoz a Civitavecchia.

Facciamo un piccolo scoop. Il match è stato arbitrato da Streten Jabucanin arbitro serbo,ex segretario della Federazione pugilistica jugoslava, squalificato per 4 anni dall'AIBA alle ultime Olimpiadi di Sydney, dopo un match di semifinale dei pesi supermassimi tra il kazako Dildabekov e l' uzbeko Saidov, vinto dal kazako! I quattro anni non sono passati,ma lui si è "buttato" con i professionisti.Il match era valevole per un fantomatico titolo mondiale WBB."

Ad Avezzano, si sono svolti il campionato italiano dei superpiuma ed il titolo europeo femminile dei pesi minimosca, per l’organizzazione della Società Boxe Rosanna Conti Cavini.

Nel primo match, si sono affrontati il pugile locale Ivan Fiorletta ed il campano Michele Landi. Dopo una prima ripresa interlocutoria, nella quale l’unico pugno (nell’occhio) è quello dell’arbitro, con i suoi incredibili guanti verdi, dalla seconda ripresa , s’intuisce quale sarà il tema tattico del match; Landi all’attacco e Fiorletta che agisce di rimessa. Fiorletta limita con intelligenza l’asfissiante arrembaggio di Landi, colpendolo con precisione ma senza potenza. Da parte sua, Landi spende molto per accorciare la distanza, ma non coglie significativi risultati. Nel settimo round, Fiorletta intuito che l’avversario ha ormai speso parecchio, passa all’attacco decisamente e colpisce ripetutamente il rivale con colpi di ottima fattura privi però della necessaria potenza per mettere in difficoltà l’avversario. L’azione di Landi, fiaccata dalle “sortite” di Fiorletta, si fa sempre più lenta,mentre l’abruzzese capisce di avere ormai in pugno il rivale. Anche nell’ottavo round, l’allievo di Di Clemente ottiene significativi risultati dal punto di vista del numero dei colpi. Nella nona ripresa, Landi cerca di “rientrare” nel match, ma Fiorletta dimostra di avere ancora “gambe” per contenere il rivale e per mettere qualche buon colpo a segno. Nel decimo ed ultimo round Fiorletta s’impone ancora chiaramente, piazzando alcuni montanti di pregevole fattura. Vittoria chiara e netta e giudizio unanime della giuria, mentre i due “esperti” inviati dalla RAI, interrompono la logorroica chiacchierata con la quale hanno “infarcito” il match, comunicandoci che il match è di incerta assegnazione, salvo poi farci sapere, a verdetto annunciato, che loro sono stati indotti in quel giudizio, perché possono permettersi di giudicare le riprese pari, al contrario dei “poveri” giudici. Semplicemente patetico! Vorremmo dare un piccolo consiglio allo storico “duo” che da anni “flagella” le nostre orecchie. Contrariamente al calcio, chi segue avvenimenti pugilistici di questo livello, non è uno sprovveduto, che non “vede” e non “capisce”, ve lo chiediamo per favore, risparmiateci certi commenti! Non si può abusare in eterno dell’obbligatorietà del pagamento di un canone! Quando si disquisisce di regolamento, bisognerebbe perlomeno averlo letto. Le vostre “uscite”, purtroppo, dimostrano spesso il contrario. Lo so che in mezzo a voi c’è un grande ex campione del mondo che noi personalmente adoriamo, ma non bisogna essere per forza una gallina per sapere quant’è buono un uovo... Nel secondo match, la calabro lombarda Sonia De Biase, che all’esordio aveva battuta la stessa rivale per ko alla prima ripresa, si ripete di nuovo e smaltita l’emozione iniziale, che l’ha vista anche piangere all’inno italiano, comincia a tempestare di colpi l’ungherese Judith Palancian (6 vittorie, 5 sconfitte ed un pari), che travolta da quella mini furia, sbanda ed accusa nettamente, costringendo l’arbitro spagnolo ad interrompere il match alla seconda ripresa.

Complimenti a Sonia (che ha subito una sola sconfitta in carriera, con la spagnola Patricia Martinez...in Spagna), che ha dimostrato grinta e determinazione. Abbiamo anche assistito ad un evento curioso. All’inizio del secondo round, all’arbitro, si è staccato il microfono. Poteva metterselo in tasca e consegnarlo alla fine del round, ma lui ha interrotto il match e lo ha riconsegnato, dopo essersi trastullato per parecchi secondi con l’oggetto. C’era l’onnipresente signora Jacoponi, supervisore europeo, che continua a distribuire cinture ...avrà preso nota? E’ un attrezzo previsto dal ...regolamento? Abbiamo anche udito che c’era un supervisore arbitrale ed un supervisore federale, come diceva Totò ...e io pago. Questi campionati sembrano banchetti di nozze, ci s’infilano un po’ tutti. Ufficialmente il loro compito è controllare. Se non mettiamo un freno a tutta questa marea di “controllori”, un giorno cacceremo il pubblico (ammesso che ce ne sia ancora...), per far posto solo agli addetti ai lavori. A proposito, in Francia ed in Inghilterra, per contenere le spese e responsabilizzare il “terzo uomo”, c’è un solo arbitro, giudice unico, che officia nei campionati nazionali! Ma loro naturalmente non capiscono niente di boxe...l’hanno solo inventata! Il resto del programma ha visto il “rientro” dopo un anno dello “svizzero” Domenico Urbano, che nei pesi piuma ha battuto Giovanni Delisi ai punti in 6 round. Nei superleggeri, l’ “americano” Giuseppe Truono, reduce dalla sconfitta con Restuccia, ha battuto Giuseppe Cusenza ai punti in 6 rounds, mentre dopo due anni di assenza, alla veneranda età di 35 anni, ha fatto la sua rentreè l’ex campione italiano dei pesi supermedi, il siculo romano Maurizio Colombo. Colombo, combattendo da mediomassimo, ha spazzato via in due rounds l’ungherese Peter Zsilak.

Ancora una difesa del fantomatico titolo NBA (ma non giocavano a basket e baseball?) dei pesi medi, di Dirk Dzemski, imbattuto in 21 matches, che ha sconfitto l’americano Virgil Mc Clendon per ko al 9° round.Addentrarsi nella logica delle sigle è fatica sprecata. NBA significa National Boxing Association. National significa “nazionale”, ci domandiamo come fa un ente che si proclama nazionale perfino nella sigla a far disputare incontri internazionali? Ha combattuto anche il bielorusso Malik Dziarra, che ha ottenuto il 18° successo in carriera, contro una sola sconfitta. Questa volta a soccombere nei suoi confronti è stato il supermedio argentino Gustavo Javier Kapusi per kot al 5° round.

Cottbus (Germania). Il “becco a gas”, nel gergo pugilistico è un pugile “pericoloso”, non dotato di grande tecnica e resistenza particolare, ma in possesso del pugno del ko. In passato ne avevamo parecchi. Ricordo un americano, un peso medio che si chiamava Johnny Smith, che negli anni 70’ approdò anche a Roma. Attualmente nei pesi massimi, quelli che sicuramente fanno parte di questa categoria sono l’americano Ross Purity, primo vincitore di Vladimir Klitschko (che stava vincendo a mani basse il match) ed il francese Thierry Guezouli.

Ross Puritt mette ko Wladimir Klitschko Proprio quest’ultimo, si è trovato di fronte a Konstantin Onofrei che era imbattuto in 16 matches. Un momento di eccessiva “confidenza” nella seconda ripresa e il rumeno è rimasto fulminato, ko!

Guezouli che ha 35 anni ed un record di 7 vittorie, tutte prima del limite e 10 sconfitte, va “maneggiato” con grande attenzione,proprio come un ...becco a gas.

Frankie De Milo è un peso piuma ed è anche un autentico globe trotter ! Nato in Ruanda, ha preso la cittadinanza svedese, ma svolge attività in Inghilterra. Adesso è approdato in Australia, dove a Southport, ha battuto Shane Rogers per kot al 1° round. De Milo ha un record di 15 vittorie e 3 sconfitte.

A Szentes (Ungheria), 3° vittorioso impegno per il peso medio Jozsef Nagy, ex stella del dilettantismo magiaro, che ha battuto il connazionale Milan Smetana per kot al 1° round. Nagy è chiamato Mozdony, che in italiano si traduce “locomotiva” ( ma come fareste senza di me che vi risolvo tutti questi problemi esistenziali? Gennarino non fare commenti altrimenti ti faccio fare la fine dell’uomo dei b…Pardon, quasi dimenticavo che avevamo promesso…).

A Nizza, il peso medio Denis Saioni, ha battuto per squalifica alla quinta ripresa, l’ “ostico” peso medio rumeno Adrian Sauca. Saioni aveva iniziato bene, ma con il passare dei rounds, il rumeno ha cominciato a commettere una serie di scorrettezze. Saioni si è lasciato “coinvolgere” e l’arbitro, dovendo scegliere, ha fatto “fuori” il rumeno. Per l’imbattuto Saioni, è stato il 14° successo

A Glasgow, sonante rivincita per il peso piuma scozzese Scott Harrison, che ha riconquistato il titolo WBO, battendo il messicano Manuel Medina,che glielo aveva strappato con una decisione controversa. Per non correre rischi,questa volta lo scozzese ha vinto prima del limite, kot all’11° round. Per il ventiseienne Harrison, abbiamo 22 vittorie e due sole sconfitte. Nella stessa serata, ancora una sorpresa, con il peso medio scozzese Lawrence Murphy, che ha battuto la grande “speranza” inglese Wayne Elcock per ko al primo round. Fino a quel momento Elcock era imbattuto in 11 matches. Anche Murphy era imbattuto in 13 matches,ma Scott Harrison in azione con Medina non godeva di molti consensi tra gli “esperti”.

Carl Froch il Cobra

A Derby, primo titolo professionistico per il quotato supermedio inglese Carl Froch (bronzo ai mondiale dilettanti di Belfast). Ha battuto Alan Page, per kot al 7° round, conquistando il titolo inglese della categoria. Per Froch si è trattato del 10° successo su altrettanti matches. Nella stessa serata il peso medio portoghese Eugenio Montero, che in Italia ha incrociato i guantoni (perdendo) con Luca Mori ed Ottavio Barone, ha causato una grossa sorpresa, battendo Gilbert Eastman, fratello del campione europeo Howard, ai punti in 8 rounds.Per Eastman si è trattato della 2^ sconfitta in 18 matches.



Ad Ajaccio (Corsica), Bernard Inom, ha conquistato il titolo francese dei pesi mosca,battendo ai punti in 10 rounds Franck Gorjux. Bernard Inom è imbattuto in 8 match. Da dilettante è stato 4 volte campione di Francia ed una volta è stato anche vice-campione mondiale (1995). Il titolo era vacante e l’arbitro-giudice unico(ditino nella piaga...),nel verdetto finale, gli ha assegnato 7 punti di vantaggio.

Grande boxe a Chekov , una cittadina della regione di Mosca. Oleg Maskaev, lo spettacolare peso massimo uzbeko, è tornato a combattere in Russia, dopo 5 anni. Per festeggiare il suo ritorno, gli organizzatori avevano ingaggiato il “mestierante” inglese Julius Francis, che ormai gira l’Europa alla ricerca di ingaggi.

Maskaev ha iniziato lentamente, ma già nel secondo round, ha atterrato il rivale, con un colpo molto potente. Francis si è rialzato, ma il “figlio della steppa” (Francis gli avrà sicuramente attribuito una maternità piu’ volgare...), gli è stato di nuovo addosso, rimandandolo al tappeto. Intervento dell’arbitro,che sospende l’impari “tenzone”. Maskaev in passato ha palesato limiti d’incassaggio, ma possiede colpi solidi e potenti. Piace molto al pubblico,per il suo indomito coraggio, che lo spinge a lanciarsi nella lotta senza prendere precauzioni. Nei pesi supermedi, Denis Inkin, imbattuto in 16 matches (13 prima del limite), ha difeso il titolo internazionale IBF , mettendo ko al 4° round, l’inglese Chris Nembhard. Nei superleggeri un altro imbattuto, Sergey Stepkin (14 successi), sempre per il titolo internazionale IBF, ha sconfitto il brasiliano Luis Da Silva per ko al 6° round. Nei pesi superwelter l’uzbeko Kuvanych Toygonbaev , ha battuto Andrey Prestiaev (vecchia italica conoscenza), ai punti in 6 rounds.

A Gent (Belgio), il superleggero Farid El Houari,ha battuto il connazionale Franck Ajello ai punti in 6 rounds. Farid El Houari l’anno scorso sconfisse il debuttante 39 enne italiano Paolo Cardinale, per kot al 2° round. Cardinale, anzi il dottor Cardinale (è un medico!) è un grande appassionato di questo sport, ha combattuto per molti anni, fino al raggiungimento dei limiti d’età federali. Ai campionati italiani assoluti era un’autentica istituzione. A 39 anni, per coronare il suo sogno di combattere ancora, non esitò a “staccare” una licenza professionistica belga ed affrontò al debutto El Houari, che aveva un non disprezzabiole record di 14 vittorie e 4 sconfitte. Solitamente per i debuttanti si è piu’ cauti, ma Paolo combatteva in Belgio ed aveva appena 39 anni. Abbiamo sempre ammirato la sua “grinta” e la sua passione per questo sport ed anche in quella occasione rimanemmo ammirati per la grande lezione di coerenza e di volontà.

A Sacramento, il supermedio messicano Pedro Ortega, ha causato una grossa sorpresa, battendo l’idolo locale Eric Regan ed infliggendogli la prima sconfitta. Regan è stato atterrato nella quarta e nella settima ripresa,prima di essere fermato per kot nel 9° round. Per Regan, che è anche un campione di kick boxing, si è trattato della prima sconfitta contro 21 vittorie.

Nei pesi gallo, prosegue il cammino da imbattuto di Nestor Rocha che collezionando il 10° successo, ha superato Marcos Rojo Badillo ai punti in 8 rounds.

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