RED ZONE!
Una grande impresa che entrerà nella storia della kickboxing azzurra. Il nostro Marios Katsis, promettente atleta di origine greca e naturalizzato italiano, ha battuto sul ring del Korakuen Hall di Tokyo il campione giapponese dei pesi massimi!
di Rinaldo Rinaldi

A pensarci sembra ancora tutto un sogno. Dal momento in cui ho ricevuto la
telefonata di Toshimitsu Nakazaki, direttore sportivo internazionale della
All Japan Kickboxing Federation, con la quale mi chiedeva un atleta in grado
di potere combattere contro il loro campione in carica, fino al ritorno all'aeroporto
della Malpensa, tutti un po' stanchi per l'interminabile viaggio, ma con un
gigantesco trofeo che ci dimostrava che era proprio tutto vero!
Sì, per la prima volta in assoluto, avevamo potuto gustare fino in
fondo l'impagabile soddisfazione di essere riusciti a battere nella "mecca"
della kickboxing un campione del calibro di Yasuhiro Ambe, da tempo ai vertici
della classifica AJKF e già protagonista al K1 in alcune passate edizioni.
In verità, come i lettori più attenti ricorderanno, i rapporti
con la potente federazione nipponica sono diventati sempre più stretti
negli ultimi anni, grazie ad un continuo quanto proficuo scambio di atleti
di prima grandezza. Se da un lato noi abbiamo invitato "mostri sacri"
quali Nitta, Kobayashi e Kanazawa (campioni indiscussi nel durissimo circuito
asiatico), dall'altro abbiamo avuto la grande possibilità di inviare
fighters come Sciacca, Costaguta, Ronchi, Medelin, Molon e Baschieri, riscuotendo
sempre stima e rispetto per il valore ed il livello delle loro prestazioni.
Ma questa volta la sfida era diversa, quasi come nei famosi film che solo
pochi anni fa hanno segnato il grande boom delle nostre discipline. Eravamo
stati invitati per battere il campione dei pesi massimi secondo le regole
"tradizionali", ovvero gomitate e ginocchiate autorizzate!

Confesso di avere esitato prima di dare una risposta ufficiale: l'impegno
mi era sembrato un po' troppo grande
.e pericoloso. Poi, rovistando nel
mio archivio, è emerso un nome che inizialmente
mi era quasi sfuggito: Marios Katsis, giovane e promettente atleta di origine
greca e naturalizzato italiano, appartenente alla società "Helios
Team Lecce" dei maestri Andrea Presicce ed Alessandro Centonze. Elemento
aggressivo, dotato di indubbia potenza e notevole coraggio e determinazione.
Marios si è messo in luce per la prima volta quando, qualche anno fa,
al Palauno di Milano, aveva battuto sorprendentemente per KO il validissimo
Andrea Vittori del Doria Boxing Team. Pochi mesi dopo demoliva il titolato
campione sloveno Marhold, conquistando la cintura europea WPKC di kickboxing,
e perdeva la grande chance mondiale solo per un precedente infortunio ad una
gamba che lo aveva costretto a disdire la sfida contro l'ungherese Gastany.
Unica sua battuta d'arresto era stato il KO subito dal terribile Peter Varga
durante la scorsa edizione di Oktagon K1 a Milano.
Ma è proprio in questi casi che emerge la stoffa del vero fighter che
non conosce resa. Ed infatti Marios, consigliato anche dai suoi maestri che
lo hanno sempre sostenuto e guidato in modo intelligente, ha accettato con
entusiasmo questa nuova sfida e si è presentato all'importante appuntamento
carico al 110%!
Da queste premesse è iniziato il viaggio che ci avrebbe portati dritti
al Korakuen Hall di Tokyo, la leggendaria arena che ha visto la nascita della
vera kickboxing con le storiche sfide fra le prime grandi star occidentali
(Benny Urquidez, tanto per fare un nome) opposte ai mostri sacri con gli occhi
a mandorla.
"RED ZONE" era il significativo nome scelto per il gala ed ovviamente
il match Katsis-Ambe era l'evento clou della serata.
Inutile descrivere l'emozione di quei momenti: l'arrivo all'aeroporto Narita
e l'impatto con un mondo così diverso e così affascinante, la
straordinaria atmosfera dell'arena gremita da un pubblico calorosissimo ed
estremamente competente, l'incredibile perfezione della collaudatissima macchina
organizzativa "made in Japan", il momento dello scontro e poi l'arbitro
che alza il braccio a Marios al termine di cinque riprese incandescenti ricche
di colpi di scena!

Non è certo stata una passeggiata per il nostro atleta il quale, dopo
essere partito molto bene, ha dovuto fare i conti con un autentico guerriero
samurai determinato a non arrendersi a nessun costo. "Go to the end"
(andare fino in fondo), questo il motto di tutti i campioni nipponici!
Ma Marios non si è fatto impressionare ed ha combattuto come una tigre
dando tutto quello che aveva dentro, spronato all'angolo da Andrea Presicce
e, molto cavallerescamente, anche dallo stesso Toshimitsu Nakazaki, il quale
si è prodigato per darci un valido aiuto.
La vittoria è stata unanime e quindi ancora più meritata!
Siamo certi che, dopo un tale successo, per Marios si apriranno nuovi orizzonti
e possiamo stare sicuri che ne vedremo delle belle
.
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